giovedì, dicembre 20, 2012
mercoledì, dicembre 19, 2012
De origine et situ Germanorum
Il breve scritto di Publio Cornelio Tacito "La Germania" è una chicca.
Tanto breve quanto significativo.
Lo scopo principale era contrapporre alcuni aspetti positivi delle popolazioni nordiche (vita dura e ribelle, coraggiosi e con pochi fronzoli) alla dilangante corruzione e mollezza che si respirava nella capitale.
Fatte le debite proporzioni, è evidente che, benchè siano passati poco meno di 2000 anni, da allora è cambiato poco. Si parla alla nuora perchè suocera intenda.
Questa è la riflessione che si legge oggi su "La Stampa" nella pagina della cultura, a presentazione del saggio "Un libro molto pericoloso. La «Germania» di Tacito dall'impero romano al Terzo Reich" di Christopher Krebs.
Quello che volevo sottolineare qui, rileggendo Tacito, è un altro aspetto, legato al metodo, ossia la deontologia professionale di chi scrive. Mi riallaccio all'epilogo del trattato laddove specifica che, non avendo verificato una notizia (su ellusii e ossioni), semplicemente non si esprime.
Che bello!
In un mondo dove tutti scrivono (e parlano) a vanvera, una persona che afferma a chiare lettere che non può parlare di qualcosa che non conosce!
Quanti social network chiuderebbero? Quanti "sms" in meno? quanta paccottiglia (in libreria, in edicola, in Tv o in rete...alla radio anche!) risparmiata?
Tanto breve quanto significativo.
Lo scopo principale era contrapporre alcuni aspetti positivi delle popolazioni nordiche (vita dura e ribelle, coraggiosi e con pochi fronzoli) alla dilangante corruzione e mollezza che si respirava nella capitale.
Fatte le debite proporzioni, è evidente che, benchè siano passati poco meno di 2000 anni, da allora è cambiato poco. Si parla alla nuora perchè suocera intenda.
Questa è la riflessione che si legge oggi su "La Stampa" nella pagina della cultura, a presentazione del saggio "Un libro molto pericoloso. La «Germania» di Tacito dall'impero romano al Terzo Reich" di Christopher Krebs.
Quello che volevo sottolineare qui, rileggendo Tacito, è un altro aspetto, legato al metodo, ossia la deontologia professionale di chi scrive. Mi riallaccio all'epilogo del trattato laddove specifica che, non avendo verificato una notizia (su ellusii e ossioni), semplicemente non si esprime.
Che bello!
In un mondo dove tutti scrivono (e parlano) a vanvera, una persona che afferma a chiare lettere che non può parlare di qualcosa che non conosce!
Quanti social network chiuderebbero? Quanti "sms" in meno? quanta paccottiglia (in libreria, in edicola, in Tv o in rete...alla radio anche!) risparmiata?
Ecco cosa dice Tacito, potrebbe essere uno slogan o un manifesto:
"Cetera iam fabulosa: Hellusios et Oxionas ora
hominum voltusquecorpora atqueartus ferarum gerere: quod ego ut incompertum in
medio relinquam."
Invece di limitarsi a commenti banali e a ri-tweettare notizie non verificate: risalire alle fonti (e farsi una idea con la propria testa! possibilmente).
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martedì, dicembre 18, 2012
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