Suona Jessica. Mi chiede se, secondo me, posso trovare nella Bibbia le risposte al momento difficile che il mondo vive in questi mesi.
Rimango basito, ammutolito.
Ripenso alla domanda e mi ripeto: puó davvero Jessica avermi chiesto questa abnorme minchiata? Mi rispondo.
L'ha fatto.
UG:"Jessica, sei una testimone di Geova, immagino".
JE:"Sí. Noi proponiamo di cercare nella lettura della Bibbia il conforto".
UG:"Jessica, io non capisco una cosa, perché andate dalla gente a fare queste proposte?"
JE:"Perché lo faceva Gesú"
UG:"Devi sapere che Io vivo il vostro modo di relazionarvi, andando a casa della gente, come una violenza.
Io sono cristiano cattolico e frequento la Chiesa. Ho sul mio comodino il vangelo che, di sera, leggo.
Perché devo subire una persona che mi viene a trovare e mi deve dire quello che io devo leggere, senza che io l'abbia chiesto!?
Non sapendo quello che io leggo e chi io sia?
Jessica, comprendi che il tuo modo di fare costituisce, nei miei confronti, una mancanza di rispetto, in primis, perché dove e come voglio trovare delle rispose lo decido io e quindi tu mi stai sottoponendo a qualcosa che io non ho chiesto e non desidero? Ripeto, comprendi che mi stai facendo una violenza?"
JE, decisamente stizzita:"Per me la conversazione può finire qui".
UG:"Ecco brava, allora segnati questo nome e indirizzo. Scrivi che il sottoscritto non vuole che veniate a rompergli i coglioni. Segnalo, per favore. Grazie Jessica".

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