martedì, giugno 05, 2007

forse è meglio uscire...

io e il buon goria abbiamo provato con successo la "morra online" via skype.
fantastica...l'unico problema è la temporizzazione degli interventi, ma si supera con un po' di allenamento.
ciao esco

venerdì, maggio 18, 2007

Distorsione dei modelli di riferimento per i giovani d'oggi

L’usabilità? Non serve a niente!

Anni fa, esattamente nell’anno del signore 2000, superata la gran paura del millennium bug, mi venne l’idea balzana di fare la tessera in videoteca per andare a prendere i film in prestito.
Settimo torinese, la mia ridente cittadina, non aveva ancora registrato l’arrivo di blockbuster, ma si viveva bene lo stesso. Forse perché era già stato aperto il McDonald presso il centro commerciale panorama. O forse, quasi sicuramente, perché il tempo trascorso rende il passato molto più accettabile di quanto non fosse nella realtà.
La tessera di “videoplus” la usai poi con una certa parsimonia, non per questioni economiche, come potrebbe dire la mia collega di ufficio che condivide sì la mia isola ma dimostra di conoscermi poco, ma per questioni di tempo. Pur non facendo mai nulla di particolare, ho sempre poco tempo per farlo.
Quando venne aperta una nuova videoteca a pochi metri da casa mia colsi l’occasione per risparmiare tempo e feci una nuova tessera.
Solo dopo diversi anni ho capito che la prima vantava un numero di titoli maggiori – non sto parlando dei porno dove il numero è pressoché identico…così mi ha detto un amico, almeno -
rispetto alla seconda. Ho quindi deciso di mettere un freno alla mia pigrizia, atavica, e sono tornato alle origini.
Ripresentatomi al vecchio negozio di video noleggio dopo anni di assenza, tutto era cambiato.
Il titolare mi dice che c’era stato un cambio di gestione nel 2004 e che quindi la mia vecchia tessera non era più valida “sa i dati non sono più disponibili, la privacy ecc”…
Accettato di buon grado il pippone, ho fatto una nuova tessera.
Il gentile nuovo titolare – NB: ricordo perfettamente che era sempre lui, anche sette anni fa! -
ha iniziato ad illustrarmi la fantastica opzione di prenotazione online ed il funzionamento delle macchine disponibili, per il prelievo “classico”.
“Perché sbattersi a progettare interfacce usabili? E’ inutile!”
mi sono detto dopo che il gentile nuovo-vecchio titolare mi spiegava:
”vai sul sito, il link è videoplus.it.
Vedrai tre voci.
Le prime due sono il catalogo dei porno e lo shop per i prodotti erotici.
Vai sulla terza scritta e clicchi sopra.
Dopo che hai fatto il click con il mouse, vai in una pagina.
In questa pagina sulla sinistra trovi una voce elenco.
Clicchi sulla scritta elenco se vuoi vedere l’elenco;
poi va …”

Non l’ho fermato spiegandogli che qualcosa sulle interfacce web sapevo e che, con buona probabilità, scusate l’arroganza, avrei trovato quello che cercavo anche nel caso di un sito progettato maluccio.
La spiegazione, quasi come un video a supporto delle operazioni da compiere, in realtà era divertente e, in ultima analisi, utile.
Ancora più interattiva la precisa disanima dei box posti nella sala, con tutte le operazioni compiute realmente dal titolare, utilizzando la sua tessera (“quando ti chiede ‘numero video’, tu metti il numero del video”…non l’avrei mai immaginato!?!)
Simpatica anche la mimica riferita all’apri/chiudi della porta del negozio.
Niente di virtuale, proprio quella che si trova fisicamente sull’uscio. O li vicino, insomma ci siamo capiti. Passi la supposta difficoltà per l’ingresso (“accosta la tessera al lettore”) ma l’indicazione del tipo che mi diceva: “quando sei dentro, per uscire gira la maniglia” mi è parsa ridondante.

Ma sembro davvero così tonto?
Bah, forse fa con tutti così!

venerdì, maggio 11, 2007

Come gli americani

C’è chi ama cambiare spesso l’auto e tenere, invece, sempre la stessa donna.
Io non amo cambiare auto. O meglio finché va, non me ne “preoccupo”, a dire il vero neanche me ne occupo salvo il cambio dell’olio, l’aggiunta periodica di benzina e quinquennali lavaggi quando mi fa troppo schifo entrarci.
Il cambiamento dell’autoveicolo è quindi un evento di una certa portata.
L’excursus storico sui cambiamenti passati non ricopre un grande interesse, ma mi fa piacere ricordare le varie A112, Ritmo, un paio di vecchi modelli BMW, Delta e soprattutto la compagna fedele e discreta di innumerevoli cazzate: la Fiat Punto 55S, verde garden, rigorosamente less optional.

Orbene questo evento oltre a costringermi a riflettere sul tempo che passa e farmi constatare che la testa invece è sempre quella della stagione calcistica 1987-88… - stagione peraltro interlocutoria - mi ha permesso di osservare un interessante cambiamento, radicale.
Sto parlando di quella che è vista, a seconda dei momenti e a seconda degli osservatori, come la madre, la matresse, la matrigna della nostra ridente città dei taurini: la Fabbrica Italiana Automobili
Torino. Sì! Ok! La Fiat è anche nota perché la dirigenza ama finanziare una squadra di calcio…mi pare però che al momento, quest’ultima, navighi tra le serie minori. Pare altresì, per onestà intellettuale, abbia conosciuto tempi migliori, prima dell’invenzione del telegrafo o era il telefono? B…Boh

Dieci anni fa andai a ritirare insieme al mio generoso sponsor, oggi orgoglioso UGAF, in quel di Beinasco la Punto “verda”.
Fummo accolti in maniera sbrigativa, ma non scortese, da vecchi dipendenti, stanchi probabilmente dopo una trentina d’anni di lavoro in fiat; qualcuno parlava solo in piemontese, trovando immediato feeling con lo sponsor, altri con un accento borbonico, egualmente “tipico” della città ci raccontavano che quella che stavamo aspettando era una bella macchinina.
Entrammo in un capannone vicino alla tangenziale e sentimmo il rumore della gente che lavorava e un operaio con la tuta blu sporca di nero venne a portarci l’auto. L’odore che si respirava era quello non troppo fastidioso dell’olio, della benzina anche del sudore, essendo una giornata calda. L’approccio virile, senza orpelli, diretto dell’operaio addetto alla consegna ci risultò appropriato e in linea con le nostre taciute aspettative, i dubbi sulla bontà dell’acquisto svanirono subito.

Entrare in un’auto nuovo è sempre piacevole…e qui si potrebbe fare, con tecnica circolare, un richiamo all’incipit ma “lasuma perdi”, come direbbe il grigio.

Il tutto si concluse in pochi minuti e gli step compiuti non risultarono troppi.
Venerdì 27 aprile 2007, giorno di paga, sono stato al “Motor Village” Fiat, a Mirafiori.
Ritira il numero, vai all’accettazione, fai la coda e inizia la trafila.
Aria condizionata, spazi aperti, puliti, musica, bianco, scelte di design, ragazzi all’apparenza stressati, consci della grandissima importanza del loro lavoro, senza inflessioni dialettali e rigorosamente con la divisa Lapo compliant. Maglietta azzurra, tricolore sul braccio. Sembra il personale di un catering di una convention di forza italia.
Il tutto è asettico. Con la mia tradizionale ambivalenza ricordo il capannone di 10 anni prima e i cambiamenti e sorrido ma allo stesso tempo mi dico che tutto l’ambaradan, alla fine, lascia una bella immagine. L’immagine è tutto! Il risultato è raggiunto, bravo Lapo.

La chicca però è questo dialogo.
Dipendente 40enne “in divisa”: “dovete passare al back-office”
Il grigio:”Andua?”
40enne:”come, scusi?”
grigio:”A n d u a ? ! ?”
40enne:”al becc offiss”
grigio:” Co a saria al bec, al bec..of?”
40enne:”deve andare in fondo, girare a destra poi a sinistra poi sempre dritto”
grigio:”devo andare nell’ufficio dove c’è il venditore…”
40enne:”Si”
grigio:”Ciamlu ufficio, alura…ma perché non lo chiama ufficio?”
40enne:”ehh…” (sorriso di circostanza).

In realtà al secondo “andua” devo ammettere che il gioco delle parti e, soprattutto, l’oggetto del contendere era chiaro a tutti…ma tutti hanno voluto interpretare la parte prevista.

arvezi

venerdì, aprile 20, 2007

amici di grillo

lo spettacolo di beppe grillo tenutosi ieri sera al madza palace di torino - nome altisonante per una struttura tutt'altro che maestosa e neanche confortevole - è stato assolutamente godibile. quasi tre ore di "show" che sono passate, ahimè, troppo veloci. accanto ad alcune battute e situazioni divertentissime - esilarante il momento nel quale grillo prende tra le mani la testa di un anziano spettatore specificandogli che è lui quello che sta vedendo sul maxischermo) - gli spunti del "comico" hanno ancor più enfatizzato il mio desiderio di approfondire i temi trattati, in primis, una partecipazione alla decisioni politiche con una spinta dal basso. l'approccio pare essere populistico ed ho molto apprezzato il fatto che sia stato grillo stesso a mettere in evidenza il rischio. la sensazione piacevole è stata quella di sentire un entusiasmo e una partecipazione sincera. si sarà anche montato la testa, ma alcuni risultati ottenuti da grillo sono concreti reali difficilmente contestabili.

recentemente ho assistito anche allo spettacolo di benigni...altri temi, altro stile. ma se dovessi fare un paragone sicuramente dovrei dire che non c'è partita.
genova batte prato 3 a 1!

con il permesso di...Ralph Waldo Emerson

“La caratteristica di un autentico usabilista è la sua perseveranza.

Tutti gli uomini hanno impulsi utentecentrici estemporanei, sussulti di generosità, ma se decidete di essere usabilisti, tenete fede a voi stessi e non cercate di riconciliarvi con il mondo.

L’usabilista non può essere persona comune, né la persona comune può essere usabilista”.

Hugh McGoy

venerdì, luglio 28, 2006

cari fratelli granata,



credo che sia giunto il momento di finirla.

basta sbertucciarli.

basta sorrisi a 29 (ops..) denti.

inizio a provare pena per loro.

è vero, non li trovi più in giro, nè tantomeno nei bar a parlare dei loro successi,

ma dove sono?

nonostante questo è, in ogni caso, triste osservare la fine di un impero

e questo frettoloso fuggi fuggi

ieri all'Auchan di corso romania ho visto questa "immagine" triste:

nell'edicola del centro commerciale campeggiava un cartello su una maglia bianca e nera, nuova ma già vecchia.

sopra l'indicazione impietosa


"offerta 5.00 euro"

vicino una mglietta del toro (10.00E...inclemente legge di mercato riferita alla domanda/offerta).

cosa fare?

sono andato a casa, ho preso la macchina fotografica e, rapido, sono tornato a fissare il momento.

...uff, la maglia del toro c'era ancora! quella della goeba anche, ma avevo meno dubbi sul ritrovarla.

sicuramente tutto tornerà, tra pochi mesi, come prima...

noi coprofagi, loro a farsi belli con coppe e scudetti.

ma questi giorni rimarranno sempre nei nostri cuori (e nei nostri occhi...).

noi granata viviamo di ricordi.

loro è meglio che dimentichino tutto in fretta.

giovedì, luglio 27, 2006

In risposta alla campagna di trenitalia: contatto diretto tra FFSS - umanizzata in "gaetano" - e utenti

Hi Gaetano!

mi permetto di darti del “tu” sia perché la locandina esposta in stazione invita a considerarti un amico sia perché, dalla stessa locandina, si evince che almeno una ventina d’anni di servizio devi pur averli e proprio da 20 anni io prendo i treni che circolano sulla torino-milano…abbiamo quindi condiviso qualcosa di straordinario. Quante ne abbiamo viste in questi venti anni, eh Gaetà!

Io non ti scrivo per dirti che i treni sono sempre sovraffollati e, raramente, riesco a sedermi, salendo da Settimo Torinese: è bello star vicini vicini a persone con le quali è sempre difficile rompere il ghiaccio e scambiare due parole. Non ti scrivo neanche per dirti che il treno delle 7.28 per Pinerolo solitamente ha un paio di carrozze, le prime, nelle quali non funziona il riscaldamento…ormai inizia a far caldo.

Ti scrivo per chiederti un favore.

Purtroppo ho deciso di seguire un corso di inglese dalle h 18.30 alle h 20.30, nell’azienda in cui lavoro. Per tornare a casa prendo il treno delle 21.06 da Torino PS per Chivasso. Passino i 5-10 minuti, fammi dire, ‘fisiologici’ di ritardo – quelli chi se li incul…ops, pardon, vabbè siamo amici – sono i ritardi frequenti di 20-25 e trenta minuti a rendermi nervoso. In orario, beninteso, il treno non arriva mai.

Quindi il favore è, caro Gaetano, questo: non ti chiedo di intercedere per me alfine di eliminare i ritardi, ti chiedo cortesemente di indicare come orario di partenza ufficiale quello, ad esempio, delle h 21.26. Comprendo infatti che, partendo addirittura da Torino Lingotto, il treno possa accumulare – nel suo tragitto verso la lontana Torino PS - ritardi rilevanti, debba dare precedenza ai convogli più ‘fashion’ diretti a Milano ecc ecc però, in questo modo, io evito inutili corse per presentarmi sulla banchina di Porta Susa verso le 21.

Diciamo 21 e 26 e che 21 e 26 siano!

(Vabbuò Gaetà! Sto a pazzia’ anche 21.30 vanno bene)

Con affetto,

Ugo

PS.: ah, dimenticavo, il personale della stazione di Settimo Torinese che ha contatto con il pubblico è di una scortesia veramente rara…non l’ho mai fatto, perdonami, ma alla prossima sgarbata risposta di questi signori non esiterò a dire che siamo amici, sfoderando un minaccioso:”Va bene, lo dico a Gaetano!”

mercoledì, luglio 19, 2006

contrappasso

un tempo, nn troppo lontano, pensavo che dopo un 0-4 interno con venezia o ravenna fosse opportuno mettere la mia maglia granata ed andare a "sfidare" gli sberleffi dei strabordanti gobbi. un po' mi divertivo lo stesso...anche in B eravamo geneticamente superiori.
però si masticava amaro.

in questi giorni scopro un piacere più sottile e subdolo...da juventino che, negli anni di B, seguiva il buon Testa alla TV per ridacchiare di noi. oggi non ostento nulla, mi confondo tra loro. ok è difficile trovarli...ma a volte succede. è facile riconoscerli. parlano fitto fitto, sotto voce, si guardano attorno circospetti. devi guardarli con discrezione sabauda, diversamente si disperdono in un attimo, scappano o tacciono. devi insinuarti meschinamente nel discorso con linguaggio non verbale, beninteso. assentire sempre, alternativamente con gli occhi e col capo. quando comprendono che, quasi sicuramente, sei dei loro alzano un poco il tono della voce e cercano il consenso. e qui inizia il divertimento! sparano autentiche castronerie! "è un complotto del milan!", "trezeguet rimane", "moggi è una vittima, cercava solo di non farsi fregare". "paghiamo solo noi..." e quando tronfi, a maggio, sfoggiavano per un giorno, quello dello scudetto, la loro sciarpetta bianconera? non si ricordano più. sono uno spasso. sono davvero patetici.

mercoledì, settembre 28, 2005

baia di tadoussac

 Posted by Picasa

28.09.03-05.09.28

01/08/2003 18.14
"Ciao.
Ti rispondo solo ora perché ho avuto da fare.
Come sempre, la tua mail mi è piaciuta molto. Hai il raro dono di saper
dire la cosa giusta al momento giusto. Oppure sei molto fortunato, non so. [...]"

sono stato molto fortunato...ad incontrare te