Il libro di Bonvissuto, diciamocelo, non è un capolavoro, a volte risulta un po' attorcigliato su se stesso e un po' paraculo. Ma contiene delle chicche, come questa:
"Barabba dimostrò un'impressionante familiarità con le cose umane. Mi disse che, per come eravamo fatti noi, i miei parenti avevano ragione. Un padre può sopportare qualunque divergenza con un figlio, anche che sia una guardia se lui è un ladro, o il contrario. O che sia un drogato, o che faccia il prete. E pure che abbia idee diverse in politica, o diverse attitudini sessuali ma avere un figlio di un'altra squadra per un padre dei nostri sarebbe stato davvero troppo. E anzi, se davvero volevo mortificare un padre e profanare il suo ruolo, allora non avrei dovuto fare altro che diventare di un'altra squadra rispetto alla sua. Fu definitivo, perfetto. Mi chiese come avrei reagito se un giorno fosse successo a me, se avessi avuto io un figlio di un'altra squadra: - Pè ccapí abbasta mettese ar posto dell'antri -. Barabba aveva ragione, si vedeva che con le sue parole aveva curato molte persone."
Notevole anche questa perla:
"Er cazzo 'nvo penzíeri"
Visualizzazione post con etichetta calcio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta calcio. Mostra tutti i post
giovedì, dicembre 09, 2021
La gioia fa parecchio rumore
lunedì, gennaio 30, 2017
La partita di pallone (l'arbitro)
Alcuni estratti da "La partita di pallone"
Storie di calcio (Sellerio editore Palermo)
Vladimir Dimitrijevic (1934-2011)
nel 1998 dichiarava:
"Io sono per l'arbitro che decide, che impone, che non indice un referendum prima di stabilire se c'è o non c'è un fuorigioco, se il gol è valido o no.
Dicono che bisognerebbe piazzare telecamere ovunque, e sorveglianti dietro ogni palo delle porte" laddove "la gente che va alla partita non trova
più senso nel mondo che la circonda. E più questo mondo è caotico, più la gente si cerca delle leggi severe".
Edoardo Galeano (1940-2015)
Scrittore e giornalista uruguaiano nel 1995 scriveva:
"Col fischietto in bocca, soffia i venti della fatalità del destino e convalida o annulla i gol.
Cartellino in mano, alza i colori della condanna: il giallo, che castiga il peccatore e lo obbliga al pentimento,
e il rosso che lo condanna all'esilio. Nessuno corre più di lui. E' lui l'unico obbligato a correre tutto il tempo.
Tutto il tempo galoppa, sfiancandosi come un cavallo, questo intruso che ansima senza sosta tra ventidue giocatori e,
come ricompensa di questo sacrificio, la folla grida chiedendo la sua testa. Dal principio alla fine di ogni partita,
in un mare di sudore, l'arbitro è obbligato a inseguire la palla bianca che va e viene tra i piedi altrui."
Galeano si sofferma sui tifosi sottolineando che " gli sconfitti perdono per colpa sua e i vincitori vincono malgrado lui.
Alibi per tutti gli errori, spiegazione di tutte le disgrazie, i tifosi dovrebbero inventarlo se non esistesse. Quanto più lo odiano,
tanto più hanno bisogno di lui".
Sui giocatori " Ci sono attori insuperabili nell'arte di guadagnare tempo il giocatore si mette la maschera da martire
che è appena stato crocifisso e allora si contorce in piena agonia, tenendosi il ginocchio o la testa e resta steso sull'erba.
Passano i minuti. Con la velocità di una tartaruga accorre il massaggiatore...così passano le ore e gli anni,
fino a che l'arbitro ordina di portar via dal campo quel cadavere
E allora, improvvisamente, il giocatore spicca un salto, hop, e si compie il miracolo della resurrezione".
Storie di calcio (Sellerio editore Palermo)
Vladimir Dimitrijevic (1934-2011)
nel 1998 dichiarava:
"Io sono per l'arbitro che decide, che impone, che non indice un referendum prima di stabilire se c'è o non c'è un fuorigioco, se il gol è valido o no.
Dicono che bisognerebbe piazzare telecamere ovunque, e sorveglianti dietro ogni palo delle porte" laddove "la gente che va alla partita non trova
più senso nel mondo che la circonda. E più questo mondo è caotico, più la gente si cerca delle leggi severe".
Edoardo Galeano (1940-2015)
Scrittore e giornalista uruguaiano nel 1995 scriveva:
"Col fischietto in bocca, soffia i venti della fatalità del destino e convalida o annulla i gol.
Cartellino in mano, alza i colori della condanna: il giallo, che castiga il peccatore e lo obbliga al pentimento,
e il rosso che lo condanna all'esilio. Nessuno corre più di lui. E' lui l'unico obbligato a correre tutto il tempo.
Tutto il tempo galoppa, sfiancandosi come un cavallo, questo intruso che ansima senza sosta tra ventidue giocatori e,
come ricompensa di questo sacrificio, la folla grida chiedendo la sua testa. Dal principio alla fine di ogni partita,
in un mare di sudore, l'arbitro è obbligato a inseguire la palla bianca che va e viene tra i piedi altrui."
Galeano si sofferma sui tifosi sottolineando che " gli sconfitti perdono per colpa sua e i vincitori vincono malgrado lui.
Alibi per tutti gli errori, spiegazione di tutte le disgrazie, i tifosi dovrebbero inventarlo se non esistesse. Quanto più lo odiano,
tanto più hanno bisogno di lui".
Sui giocatori " Ci sono attori insuperabili nell'arte di guadagnare tempo il giocatore si mette la maschera da martire
che è appena stato crocifisso e allora si contorce in piena agonia, tenendosi il ginocchio o la testa e resta steso sull'erba.
Passano i minuti. Con la velocità di una tartaruga accorre il massaggiatore...così passano le ore e gli anni,
fino a che l'arbitro ordina di portar via dal campo quel cadavere
E allora, improvvisamente, il giocatore spicca un salto, hop, e si compie il miracolo della resurrezione".
Etichette:
arbitro,
calcio,
Dimitrijevic,
galeano
giovedì, settembre 06, 2012
apologia di del piero
non avrei mai immaginato di poterla fare, ma la lettura dell'articolo odierno di marco ansaldo ("del piero, era meglio chiudere col calcio") mi ha spinto a fare una breve e mal articolata - non ci sono avvezzo - difesa del giocatore simbolo della gobba.
il contesto è noto: la dirigenza della juve (andrea agnelli in testa)
lo scorso hanno ha dato il benservito al numero 10.
avrebbe potuto gestire con maggior classe la situazione, ma lo stile juve è una balla epocale ergo non lo citerei neanche.
tifoseria (Estiqaatsi?) e giocatore non l'han presa bene.
del piero, da apprezzare in questo caso, non ha fatto polemiche.
oggi la moglie rilascia una intervista dove però traspare l'amarezza, normale.
la bugiarda, più realista del re, risponde con questo pezzo assurdo di ansaldo.
come allo stesso modo lo erano i panegirici scritti fino a ieri.
quando si scrive un pezzo, si possono fare delle ipotesi, certo, ma se sei un "giornalista" è meglio che tu citi fonte e/o dica le cose chiare, ti attenga ai fatti, se li conosci li riassumi per il lettore, teoricamente il tuo padrone per dirla con l'indro.
ansaldo si lancia invece in una serie di supposizoni e commenti gratuitamente malevoli (esempi: "’idea bizzarra di calpestare il pianeta rovesciato non troviamo nella sua scelta niente di coraggioso nè avventuroso", "è difficile unirsi all’entusiasmo scatenato attorno al del piero calciatore", "triste finale", "Sinceramente non crediamo alla favola che ci sia stata, fuori dagli uffici di del piero, la coda universale di club in attesa del suo assenso." ecc), lasciandosi andare a considerazioni personali che, credo, non interessano molto ad alcuno.
a sydney ci sono stato. è un altro mondo. interessantissimo. già solo per questo si potrebbe essere entuasisti di questa nuova avventura. sicuramente là il calcio fa ridere ma perchè privarsi di due anni di gioco (chi si avvinica a chiudere con qualcosa che l'ha divertit molto fa fatica a farlo...come, fatte le debite proporzioni, faccio anch'io con l'arbitraggio) ben remunerato?
è poi evidente - è questa una ipotesi che si poteva fare essendo semplice semplice - che non sono certo i soldi che l'hanno spinto alla scelta: avrebbe sicuramente potuto monetizzare ancor meglio in cina o in arabia (vedi il recento espatrio di quel pirla di lippi...anche in questo caso comunque si può parlare di "scelta di vita" che sfido chiunque a non trovare stimolante. se poi uno preferisce stare 8 ore di fronte a un PC in corso tazzoli beh cazzi suoi!).
questo articolo, unitamente al "buongiorno" di gramellini (arriva ad elogiare se stesso! pazzesco: pessimo gusto vedi "lezioni di vita") mi fanno capire meglio quanto io sia masochista. granata fino al midollo quindi.
è carta strtaccia, ma ogni mattina la leggo...
in bocca al lupo del piè!
(così, tra le altre cose, non ci stai sui coglioni qui a Torino)
il contesto è noto: la dirigenza della juve (andrea agnelli in testa)
lo scorso hanno ha dato il benservito al numero 10.
avrebbe potuto gestire con maggior classe la situazione, ma lo stile juve è una balla epocale ergo non lo citerei neanche.
tifoseria (Estiqaatsi?) e giocatore non l'han presa bene.
del piero, da apprezzare in questo caso, non ha fatto polemiche.
oggi la moglie rilascia una intervista dove però traspare l'amarezza, normale.
la bugiarda, più realista del re, risponde con questo pezzo assurdo di ansaldo.
come allo stesso modo lo erano i panegirici scritti fino a ieri.
quando si scrive un pezzo, si possono fare delle ipotesi, certo, ma se sei un "giornalista" è meglio che tu citi fonte e/o dica le cose chiare, ti attenga ai fatti, se li conosci li riassumi per il lettore, teoricamente il tuo padrone per dirla con l'indro.
ansaldo si lancia invece in una serie di supposizoni e commenti gratuitamente malevoli (esempi: "’idea bizzarra di calpestare il pianeta rovesciato non troviamo nella sua scelta niente di coraggioso nè avventuroso", "è difficile unirsi all’entusiasmo scatenato attorno al del piero calciatore", "triste finale", "Sinceramente non crediamo alla favola che ci sia stata, fuori dagli uffici di del piero, la coda universale di club in attesa del suo assenso." ecc), lasciandosi andare a considerazioni personali che, credo, non interessano molto ad alcuno.
a sydney ci sono stato. è un altro mondo. interessantissimo. già solo per questo si potrebbe essere entuasisti di questa nuova avventura. sicuramente là il calcio fa ridere ma perchè privarsi di due anni di gioco (chi si avvinica a chiudere con qualcosa che l'ha divertit molto fa fatica a farlo...come, fatte le debite proporzioni, faccio anch'io con l'arbitraggio) ben remunerato?
è poi evidente - è questa una ipotesi che si poteva fare essendo semplice semplice - che non sono certo i soldi che l'hanno spinto alla scelta: avrebbe sicuramente potuto monetizzare ancor meglio in cina o in arabia (vedi il recento espatrio di quel pirla di lippi...anche in questo caso comunque si può parlare di "scelta di vita" che sfido chiunque a non trovare stimolante. se poi uno preferisce stare 8 ore di fronte a un PC in corso tazzoli beh cazzi suoi!).
questo articolo, unitamente al "buongiorno" di gramellini (arriva ad elogiare se stesso! pazzesco: pessimo gusto vedi "lezioni di vita") mi fanno capire meglio quanto io sia masochista. granata fino al midollo quindi.
è carta strtaccia, ma ogni mattina la leggo...
in bocca al lupo del piè!
(così, tra le altre cose, non ci stai sui coglioni qui a Torino)
giovedì, ottobre 06, 2011
romanzi calcio-sport
Giovanni Arpino, Azzurro Tenebra, ed. Spoon River (1977)
Nick Hornby, Febbre a 90, ed. Guanda (1997)
Osvaldo Soriano, Pensare con i piedi, ed. Einaudi (1994)
Roberto Bolaño, La letteratura nazista in America, ed. Sellerio (1996)
Tim Parks, Questa pazza fede, ed. Einaudi (2002)
David Pearce, Il maledetto United, ed Il Saggiatore (2009)
Cristiano Cavina, Un’ultima stagione da esordienti, ed. Marcos y Marcos (2006)
Gianluca Morozzi, Le avventure di zio Savoldi, ed. Fernandel (2006)
James L. Carr, Come gli S.S. Wanderers vinsero la coppa d'Inghilterra, ed Fazi (1975)
AA.VV., Cuentos de fùtbol, ed. Mondadori (2002)
Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio, ed. Sperling & Kupfer (1997)
John King, Fedeli alla tribù, ed. TEA (2006)
John King, Fuori casa, ed. TEA (2006)
John King, Cacciatori di teste, ed. TEA (2006)
Irvine Welsh, Tutta colpa dell'acido, ed. Guanda (2010)
Cass Pennant, Congratulazioni. Hai appena incontrato la I.C.F., ed. Baldini & Castoldi (2004)
Colin Shindler, La mia vita rovinata dal Manchester United, ed. Dalai (2007)
Enrico Brizzi, L'inattesa piega degli eventi, ed. Baldini Castoldi Dalai (2008)
Joe McGuinniss, Il miracolo di Castel di Sangro, Kaos Edizioni (2001)
Pippo Russo, Il mio nome è Nedo Ludi, ed Dalai (2006)
Gigi Garanzini, Il romanzo del vecio, Dalai editore (2002)
Paolo Sollier, Calci e sputi e colpi di testa, ed Gammalibri (1976) - ripubblicato del 2008 da Kaos Edizioni
Ezio Vendrame, Se mi mandi in tribuna godo, ed. Biblioteca dell'Immagine (2002)
Gabriele Marra, Il giorno che Andrea imparò a volare, ed. Global Press Italia (2010)
Irvine Welsh, Tolleranza zero, ed. Guanda (1995)
Warren St. John, Rifugiati Football Club, ed. Neri Pozza (2009)
Roberto Perrone, Zamora, ed. Garzanti (2003)
Giuliano Pavone, L'eroe dei due mari, ed. Marsilio (2010)
Manuel Vàzquez Montalbàn: Il centravanti è stato assassinato verso sera, ed. Feltrinelli (1988)
Petros Markaris, Difesa a zona, ed. Bompiani (2002)
Massimo Cotto, Hobo, Una vita fuori giri, Editori Riuniti (2003)
Carlo Moriondo, Hanno rapito la Juve, Oscar Mondadori ragazzi (1974)
Stefano Girolami, Il cuore oltre - Tribolazioni, nevrosi e sopravvivenza di un granata di quarta generazione,ed. GET (2004)
Fabio Stassi, È finito il nostro carnevale, ed. Minimum fax (2007)
Giuliano Sacco, L'ultimo dribbling, Daniela Piazza Editore (1992)
Roddy Doyle, Due sulla strada, ed. Guanda (1998)
Ulf Peter Hallberg, Il calcio rubato, ed. Iperborea (2006)
Martin King e Martin Knight, Hoolifan 30 anni di botte, ed. Libreria dello Sport (2002)
Alex Bellos, Fùtebol, lo stile di vita brasiliano, ed. Baldini & Castoldi (2003)
Nick Hornby, Febbre a 90, ed. Guanda (1997)
Osvaldo Soriano, Pensare con i piedi, ed. Einaudi (1994)
Roberto Bolaño, La letteratura nazista in America, ed. Sellerio (1996)
Tim Parks, Questa pazza fede, ed. Einaudi (2002)
David Pearce, Il maledetto United, ed Il Saggiatore (2009)
Cristiano Cavina, Un’ultima stagione da esordienti, ed. Marcos y Marcos (2006)
Gianluca Morozzi, Le avventure di zio Savoldi, ed. Fernandel (2006)
James L. Carr, Come gli S.S. Wanderers vinsero la coppa d'Inghilterra, ed Fazi (1975)
AA.VV., Cuentos de fùtbol, ed. Mondadori (2002)
Eduardo Galeano, Splendori e miserie del gioco del calcio, ed. Sperling & Kupfer (1997)
John King, Fedeli alla tribù, ed. TEA (2006)
John King, Fuori casa, ed. TEA (2006)
John King, Cacciatori di teste, ed. TEA (2006)
Irvine Welsh, Tutta colpa dell'acido, ed. Guanda (2010)
Cass Pennant, Congratulazioni. Hai appena incontrato la I.C.F., ed. Baldini & Castoldi (2004)
Colin Shindler, La mia vita rovinata dal Manchester United, ed. Dalai (2007)
Enrico Brizzi, L'inattesa piega degli eventi, ed. Baldini Castoldi Dalai (2008)
Joe McGuinniss, Il miracolo di Castel di Sangro, Kaos Edizioni (2001)
Pippo Russo, Il mio nome è Nedo Ludi, ed Dalai (2006)
Gigi Garanzini, Il romanzo del vecio, Dalai editore (2002)
Paolo Sollier, Calci e sputi e colpi di testa, ed Gammalibri (1976) - ripubblicato del 2008 da Kaos Edizioni
Ezio Vendrame, Se mi mandi in tribuna godo, ed. Biblioteca dell'Immagine (2002)
Gabriele Marra, Il giorno che Andrea imparò a volare, ed. Global Press Italia (2010)
Irvine Welsh, Tolleranza zero, ed. Guanda (1995)
Warren St. John, Rifugiati Football Club, ed. Neri Pozza (2009)
Roberto Perrone, Zamora, ed. Garzanti (2003)
Giuliano Pavone, L'eroe dei due mari, ed. Marsilio (2010)
Manuel Vàzquez Montalbàn: Il centravanti è stato assassinato verso sera, ed. Feltrinelli (1988)
Petros Markaris, Difesa a zona, ed. Bompiani (2002)
Massimo Cotto, Hobo, Una vita fuori giri, Editori Riuniti (2003)
Carlo Moriondo, Hanno rapito la Juve, Oscar Mondadori ragazzi (1974)
Stefano Girolami, Il cuore oltre - Tribolazioni, nevrosi e sopravvivenza di un granata di quarta generazione,ed. GET (2004)
Fabio Stassi, È finito il nostro carnevale, ed. Minimum fax (2007)
Giuliano Sacco, L'ultimo dribbling, Daniela Piazza Editore (1992)
Roddy Doyle, Due sulla strada, ed. Guanda (1998)
Ulf Peter Hallberg, Il calcio rubato, ed. Iperborea (2006)
Martin King e Martin Knight, Hoolifan 30 anni di botte, ed. Libreria dello Sport (2002)
Alex Bellos, Fùtebol, lo stile di vita brasiliano, ed. Baldini & Castoldi (2003)
martedì, gennaio 11, 2011
pay tv Dahlia va in liquidazione
è antipatico scriverlo, ma io l'avevo detto!
con una gestione del porno così miope...ma dove volevano andare a parare?
più porno e anche nelle ore pomeridiane, non solo a notte fonda!
è l'ABC!
porno a parte, è un brutto segno: chi contrasta il monopolio (o il duopolio in questo caso: sky e mediaset) è destinato a soccombere!
Dahlia chiude!
è vero, trasmetteva solo pornazzi e calcio, ma era pur sempre un inizio.
forse tra 5-6 anni saremmo arrivati anche a cibo&vini, per poi passare, dopo disco&droghe leggere, chessò io ad un notiziario, a un film o un programma culturale di augias.
io posso dire che la tessera l'ho presa una volta sola e la qualità del palinsesto non l'ho trovata eccelsa. mi sono visto torino-modena (3-2) e mi sono incazzato per i commenti in studio di quel gobbo di soldatino di livio.
sul porno ho già detto, ma credo sia sempre meglio avere più voci (o più ansimi)
invece di un pensiero unico.
il futuro sarà semplice: nessuna scelta ti becchi mediaset e accetti tutto quello che decide marchionne. fine (w la fiom!).
con una gestione del porno così miope...ma dove volevano andare a parare?
più porno e anche nelle ore pomeridiane, non solo a notte fonda!
è l'ABC!
porno a parte, è un brutto segno: chi contrasta il monopolio (o il duopolio in questo caso: sky e mediaset) è destinato a soccombere!
Dahlia chiude!
è vero, trasmetteva solo pornazzi e calcio, ma era pur sempre un inizio.
forse tra 5-6 anni saremmo arrivati anche a cibo&vini, per poi passare, dopo disco&droghe leggere, chessò io ad un notiziario, a un film o un programma culturale di augias.
io posso dire che la tessera l'ho presa una volta sola e la qualità del palinsesto non l'ho trovata eccelsa. mi sono visto torino-modena (3-2) e mi sono incazzato per i commenti in studio di quel gobbo di soldatino di livio.
sul porno ho già detto, ma credo sia sempre meglio avere più voci (o più ansimi)
invece di un pensiero unico.
il futuro sarà semplice: nessuna scelta ti becchi mediaset e accetti tutto quello che decide marchionne. fine (w la fiom!).
martedì, marzo 16, 2010
omertà
è vero dovrei smettere di leggerla.
ma poi sono schiavo dei miei riti, abitudinario.
alla fine preferisco leggere "La Stampa", la mattina al bar, accantonando "Repubblica" e non potendo, non essendo ancora totalmente rincoglionito, leggere "Tuttosport" di cui è bene guardare solo le figure e non leggere mai gli articoli.
oggi a pagina 62 ho letto un pezzo di alessandro previati (titolo: "cinque anni di squalifica per un pugno non dato") che ho trovato davvero vergognoso, non tanto per lo stile quanto per la sua filosofia (?).
orbene, in sintesi, in una gara di II categoria un arbitro si prende un pugno ma, nella concitazione e nella confusione del momento, non identifica l'aggressore, un giocatore della formazione ospite.
come da regolamento, viene punito il capitano della stessa squadra.
il giudice sportivo punisce in questo modo, con i 5 anni di squalifica, un vergognoso comportamento omertoso.
il presidente della società sanzionata non trova nulla di meglio di criticare l'operato dell'arbitro e la severità del giudice sportivo e basta.
io non so cosa possa aver commesso il mio collega in campo (sembra che il "mostro" si sia limitato ad espellere un giocatore che ha bestemmiato...si doveva congratulare con lui forse? o fare finta di non sentire?), ma in ogni caso nessuno è autorizzato alla giustizia sommaria e alla violenza.
il capitano deve dare assistenza all'arbitro.
il fatto che la squadra ben conosca il colpevole e non proceda a comunicarne il nome al giudice sportivo, non avendolo fatto subito all'arbitro, è una mancanza di sportività assoluta. ovviamente previati non stigmatizza questo comportamento, ma si leva a difesa del capitano!!!
non sbaglia mentana (vedi intervista a "parla con me" della scorsa settimana) quando dice che i politici che ci rappresentano sono molto simili ai loro elettori, in realtà.
siamo una società di furbi, tutti puntano il dito ma sono poi i primi a cercare di fregare o di non rispettare le regole.
l'articolo di previati è irritante proprio per questo:
poverino il tizio che si prende i 5 anni di squalifica... che sfortuna ecc ecc
non è né sfortuna (è previsto dal regolamento) né deve fare intenerire una società il cui presidente assume posizioni così miopi («Vogliamo fare chiarezza su una
squalifica che ci sembra ingiusta ed esagerata»).
dico io almeno nel calcio (un gioco) rispettiamole le regole che ci diamo,
basta con legittimo sospetto, magistratura politicizzata ecc ecc!!!
ma poi sono schiavo dei miei riti, abitudinario.
alla fine preferisco leggere "La Stampa", la mattina al bar, accantonando "Repubblica" e non potendo, non essendo ancora totalmente rincoglionito, leggere "Tuttosport" di cui è bene guardare solo le figure e non leggere mai gli articoli.
oggi a pagina 62 ho letto un pezzo di alessandro previati (titolo: "cinque anni di squalifica per un pugno non dato") che ho trovato davvero vergognoso, non tanto per lo stile quanto per la sua filosofia (?).
orbene, in sintesi, in una gara di II categoria un arbitro si prende un pugno ma, nella concitazione e nella confusione del momento, non identifica l'aggressore, un giocatore della formazione ospite.
come da regolamento, viene punito il capitano della stessa squadra.
il giudice sportivo punisce in questo modo, con i 5 anni di squalifica, un vergognoso comportamento omertoso.
il presidente della società sanzionata non trova nulla di meglio di criticare l'operato dell'arbitro e la severità del giudice sportivo e basta.
io non so cosa possa aver commesso il mio collega in campo (sembra che il "mostro" si sia limitato ad espellere un giocatore che ha bestemmiato...si doveva congratulare con lui forse? o fare finta di non sentire?), ma in ogni caso nessuno è autorizzato alla giustizia sommaria e alla violenza.
il capitano deve dare assistenza all'arbitro.
il fatto che la squadra ben conosca il colpevole e non proceda a comunicarne il nome al giudice sportivo, non avendolo fatto subito all'arbitro, è una mancanza di sportività assoluta. ovviamente previati non stigmatizza questo comportamento, ma si leva a difesa del capitano!!!
non sbaglia mentana (vedi intervista a "parla con me" della scorsa settimana) quando dice che i politici che ci rappresentano sono molto simili ai loro elettori, in realtà.
siamo una società di furbi, tutti puntano il dito ma sono poi i primi a cercare di fregare o di non rispettare le regole.
l'articolo di previati è irritante proprio per questo:
poverino il tizio che si prende i 5 anni di squalifica... che sfortuna ecc ecc
non è né sfortuna (è previsto dal regolamento) né deve fare intenerire una società il cui presidente assume posizioni così miopi («Vogliamo fare chiarezza su una
squalifica che ci sembra ingiusta ed esagerata»).
dico io almeno nel calcio (un gioco) rispettiamole le regole che ci diamo,
basta con legittimo sospetto, magistratura politicizzata ecc ecc!!!
Iscriviti a:
Post (Atom)
