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martedì, luglio 04, 2017

Fantocci!

Per andare al ginnasio e poi al liceo, prendevo, tutte le sante mattine, un treno che in una ventina di minuti mi portava a destinazione. O meglio, poi camminavo per altri 10-12 ed ero arrivato. Sempre insieme ai miei amici.
Preciso che all'epoca i treni arrivavano in orario, nonostante Lui non ci fosse già più da un po'.

Se la sera prima in Tv era "passato" un film di Paolo Villaggio, la mattina dopo non si parlava d'altro, in particolare al binario n. 2 - due ce n'erano del resto - aspettando il treno.

E' vero l'offerta televisiva era limitata, non c'erano TV a pagamento, non c'era internet, non c'era un cazzo.
Ciò premesso, tutti, o quasi tutti (i "dark" no, in effetti) ci ritrovavamo lì a raccontare la scena, che tutti già conoscevano a memoria, per ridere ancora, tutti a cercare di riprodurre con le stesse parole - e lo stesso tono - la battuta che avevamo preferito. Qualcosa di paragonabile poteva succedere solo con "Amici miei", ma meno in effetti.

Manco Edwige riusciva a suscitare, il mattino dopo, lo stesso entusiasmo, la sera prima no, ma questo è un altro "film" e ci porterebbe fuori strada.

E' vero eravamo solo ragazzini, ma forse qualcosa di simile succedeva anche nel mondo dei "grandi" che a noi era totalmente sconosciuto, ricordo solo che quell'universo ci appariva abbastanza serioso.
Boh forse i quarantacinquenni d'allora erano cazzoni come quelli di oggi, ma senza internet lo si notava meno...

Ciao "Ugo",
Ugo

venerdì, marzo 20, 2009

...in tutta la sua beltà



le giornate a far il figurante sono una gioia: cazzeggio e conoscenza di persone fantastiche, in questo giro: francesca, angelo il "gommista" e il giovane laureando in giurisprudenza.



vedi le foto sul set di ego-goy
Da noi credevamo

martedì, aprile 08, 2008

G-Movie

Se andate a vedere questo filmone del grande giuliano montaldo (persona che è stata con me e gli altri sfiguz disponibile e simpatica): “I demoni di san Pietroburgo”, ad un certo punto vedrete una scena girata in una viuzza - di agliè! – dove si tiene un mercato e dove si sta allestendo una festa.
Quando il protagonista scambia due battute con una venditrice, noterete un tizio che, in precario equilibrio su una scala, sta srotolando uno striscione.
Orbene quel tizio, sul quale il pathos dipinge una espressione enigmatica e di non facile interpretazione (non dovrei dirlo, ma è quella a ben vedere la chiave di lettura e di decodifica della pellicola), son io.
buona visione e ricordate di spegnere i cellulari.

mercoledì, febbraio 20, 2008

Pedofili…health, movies, whisky

La vicenda del pedofilo Vincenzo Iacono condannato nel 2005, in primo grado, a sei anni e quattro mesi, sottoposto solo ad obbligo di firma e nuovamente accusato di violenza verso un minore mi lascia basito.
Ovviamente non mi addentro negli oscuri meandri della giustizia italiana e non è tanto questa a lasciarmi senza parole. A sconvolgermi è venire a sapere che la famiglia dell’ultima vittima era a conoscenza della precedente condanna di Iacono. Io non avrei mai consegnato mio figlio ad un tizio con questo biglietto da visita. Forse sbaglio, forse è giusto fidarsi e dare un’altra possibilità a chi ha sbagliato una volta, ma nella fattispecie, parlando di un bambino, avrei fatto valere tutti i miei timori, non ultimi quelli atavici. Io recupererei l’utilità del pregiudizio.
Quelle considerazioni politicamente scorrette che pochi amano ammettere, di fare.
Io ho un casino di pregiudizi, grazie a Dio.
Guardando la foto del pedofilo mi viene da dire per di più che sarebbe bastato anche solo un accenno a Lombroso per tenere gli occhi bene aperti. Io non avrei mai consegnato mio figlio ad una persona con quella faccia.
La famiglia della vittima dichiara ingenuamente che una persona libera, con buona approssimazione, non dovrebbe essere pericolosa…leggendo questa castroneria ho ripensato a quanto scritto da Tom Hodgkinson che nel suo ultimo libro, “la libertà come stile di vita”, si sofferma proprio su questo aspetto: ci facciamo obnubilare la mente da organizzazioni (in primis lo Stato) che decidono per noi e decidono peggio di come faremmo noi, alienandoci ogni tipo di responsabilità nelle nostre azioni.

Fare a meno delle nostre istituzioni è un sogno, rivedere certi meccanismi è doveroso.
Io quindi prendo le tesi del direttore di Idler come sublimi provocazioni. Non a caso in quarta di copertina si legge il commento di Damien Hirst:” Hodgkinson è semplicemente suonato ma colpisce fottutamente nel segno”. E’ impensabile un ritorno all’organizzazione delle piccole città stato medioevali, il modello è insostenibile se non con un inattuabile cambiamento del modello di vita di milioni di persone. Il libro è però da leggere perché i suoi spunti di riflessione sono originali e sono autentiche iniezioni di intelligenza.

Purtroppo so per certo che io per primo non riuscirei a fare tante delle cose che Tom propone: potrei si suonare l’ukulele, ma adoro anche rilassarmi vedendo il “prodotto” dei cineasti oppure amo le comodità e le possibilità proposte a pagamento dalla società dei consumi.

Avessi avuto dei dubbi sul mio livello di consumismo, venerdì sera me li sarei tolti.
La visita alle terme di Près-Saint-Didier (AO) mi ha mandato in solluchero.
Devastante il viaggio di andata e ritorno, dopo una settimana di lavoro…ma la permanenza alle terme è stato un momento davvero rilassante.
Guardare le poche luci illuminare il paese, stando immersi dentro l’acqua calda, all’aperto, con la neve a fare da sfondo è una sensazione da provare.
Sabato sera invece mi ha emozionato moltissimo il film “Into the wild” [perdonatemi l'auto-link], con una super sceneggiatura che ha reso il film più interessante del libro. Fortunatamente il mio pregiudizio che gli americani facciano quasi sempre dei gran film, anche questa volta, si è dimostrato valido.
Per non farmi mancare niente, io e il mio kinder, ci siamo poi strafogati un kebab…un piatto che probabilmente in un mondo tornato al medioevo, basato sull’auto-sussistenza, sulle corporazioni, la limitazione degli spostamenti ecc, secondo la provocazione di Hodgkinson, difficilmente avrei potuto gustare.
Un po’ contraddittorio Tom lo è quando invita a stare alla larga dalla grande distribuzione, ma invita altresì a “magnà e beve”. Orbene domenica scorsa il mio amico Alessandro mi ha suggerito di provare l’Oban, costoso whisky scozzese invecchiato 14 anni. Ho il pregiudizio che un distillato scozzese sia buono.
Io l’ho comprato al supermercato! Che uomo di merda.
Secondo me Tom sconta molto il fatto di essere inglese. La sua indolenza per scadenze, bollette, precisione ecc lo renderebbe un italiano medio, forse in Inghilterra certe caratteristiche sono più rare ma da noi, politici in primis, siamo tutti un po’ più naif come c’invita ad essere lo scrittore inglese.

I cineasti poi, subdoli, mi han fatto venire moltissima voglia di pagare loro il mio divertimento: i trailer dei film “Persepolis” (particolarissimo cartone animato) e “lo scafandro e la farfalla” (tratto dal libro omonimo di Bauby) mi hanno sicuramente convinto ad andare a vedere questi due film.

E’ poi sicuramente vero che la felicità non ha prezzo e per tutto il resto c’è lui
www.menomalechesilvioce.it
Antani

venerdì, novembre 30, 2007

bugia nen, cum grano salis

qsa devo scrivere.
l'amico con la 500 rossa, diversamente, come farà mai a passar il tempo, in ufficio?
...si ok c'è anche toronews

e allora spettegoliamo!
non della tipa porca del piano "x" (scusate l'ipocrisia, ma se metto il piano poi si riconosce), ma di un autore particolare, il direttore della pubblicità del gruppo benetton.
orbene ho letto un libro di paolo landi, appunto, che si proponeva di osservare in modo critico il web!
il libricino, un pamphlet lo chiamerebbe l'amico di sopra, l'ho letto al volo: torino-caselle+caselle-torino+torino pn-corso unione. interessante.
mi aspettavo di trovare un capitolo sui "dati", quelli che in rete girano e sono fonte di un certo interesse sul mercato, o almeno una certa enfasi...invece nulla, in senso esplicito (implicitamente molto: web=economia, vendere, soldi ecc). l'idea portante è che uno strumento rimane uno strumento e per utilizzarlo al meglio si deve avere...degli strumenti! la "borsa degli attrezzi" di cui parlava, ai suoi corsi, il mitico professor angelo d'orsi (es metodologia della ricerca storica). la cosa che serve di più, sempre, è la capacità critica. ergo con questo libricino potete oliare la vostra. gli spunti sono interessanti. mi pare consigliabile.
se saprete coltivare una onestà intellettuale, uno sguardo problematico, la capacità di distinguere il bene dal male smetterete di essere della juve e migliorerete la società.

Immagine di Impigliati nella rete

se poi si inizia ad esser critici, come nel DNA del buon torinese, potrete divertirvi a distruggere tutto. ad esempio: ho visto, sabato scorso, Mein Furher
...alè nen piasumi (per i non auctoctoni: non mi è piaciuto; per gli auctoctoni: lo so, molto probabilmente, non si scrive così...e non siate così criticoni).
un film troppo difficile da fare. ma gli spunti buoni c'erano.
al di là della gag del saluto romano (copiata dal pozzetto di sturmtruppen), grottesca e imperdibile la battuta "non prenda la soluzione finale come qsa di personale", della dall'improbabile goebbels al professor Grunbaum, alias Ulrich Mühe. evocative le immagini del disastro di berlino rasa al suolo, come effettivamente accadde, destino comune di tutte le città tedesche nel secondo conflitto mondiale. in ogni caso un film lentissimo.
una vera è propria ciofeca, invece, l'ultima legione, che ho visto con estrema fatica.
se mi fossi bevuto una "buta" di nebbiolo (barricato...c'era scritto a penna sopra - sic!), come l'altra sera quando facevo zapping tra santoro e benigni, mi sarei sicuramente addormentato.
inoltre l'inizio è stato mostruosamente adattato per esigenze cinematografiche snaturando il buon incipit di manfredi dell'omonimo romanzo dal quale il film, come si dice, è tratto.
lascio ad altri l'approfondimento della questione sugli effetti, nefasti o meno, della trasposizione cinematografica dei libri (una delle migliori è comunque "la cruna dell'ago", libro di follett e magistrale interpretazione di donald sutherland).

PS.: il/i grattacieli a torino? poche polemiche in questo caso, secondo me si devono fare!