dopo l'ultimo follett "1367", il primo littell "903"
non mi fa certo paura questo vollmann con solo 480 pagine!
la biografia e la "pazzia" del suo autore, mi spingono a non avere remore sul prossimo compagno di viaggio:"la camicia di ghiaccio" alet editore 21 sacchi spesi bene. il libro racconta l'epopea della scoperta dell'america, vinland secondo i norvegesi.
di cose da dimenticare ne ho...le ultime in ordine cronologico sono: lo stress per prezzare e catalogare circa 200 pezzi che andrò a vendere domenica prossima [09.12.07] al lingotto di torino: mercante per un giorno.
ovviamente l'informazione è pelosa, interessatissima: venite a comprare da me!!!
si vende di tutto a prezzi modici, dal ferro da stiro alle strenne della san paolo, dalla canna da pesca a "Papillon".
oppure la partita di ieri sera col genoa, un 1-1 che non mi ha certo soddisfatto.
ricorderò però la battuta della signora attempata a commento della prestazione:"corini c'ha l'alzeimer"
che mi ha fatto davvero sorridere...forse c'ha ragione lei!
perchè la "nigeria" del titolo? leggete il primo pezzo linkato sulla sindrome vollmann.
arrivare alla conoscenza richiede sforzo, fatica, applicazione.
come stare insieme ad elisa.
lunedì, dicembre 03, 2007
venerdì, novembre 30, 2007
bugia nen, cum grano salis
qsa devo scrivere.
l'amico con la 500 rossa, diversamente, come farà mai a passar il tempo, in ufficio?
...si ok c'è anche toronews
e allora spettegoliamo!
non della tipa porca del piano "x" (scusate l'ipocrisia, ma se metto il piano poi si riconosce), ma di un autore particolare, il direttore della pubblicità del gruppo benetton.
orbene ho letto un libro di paolo landi, appunto, che si proponeva di osservare in modo critico il web!
il libricino, un pamphlet lo chiamerebbe l'amico di sopra, l'ho letto al volo: torino-caselle+caselle-torino+torino pn-corso unione. interessante.
mi aspettavo di trovare un capitolo sui "dati", quelli che in rete girano e sono fonte di un certo interesse sul mercato, o almeno una certa enfasi...invece nulla, in senso esplicito (implicitamente molto: web=economia, vendere, soldi ecc). l'idea portante è che uno strumento rimane uno strumento e per utilizzarlo al meglio si deve avere...degli strumenti! la "borsa degli attrezzi" di cui parlava, ai suoi corsi, il mitico professor angelo d'orsi (es metodologia della ricerca storica). la cosa che serve di più, sempre, è la capacità critica. ergo con questo libricino potete oliare la vostra. gli spunti sono interessanti. mi pare consigliabile.
se saprete coltivare una onestà intellettuale, uno sguardo problematico, la capacità di distinguere il bene dal male smetterete di essere della juve e migliorerete la società.

se poi si inizia ad esser critici, come nel DNA del buon torinese, potrete divertirvi a distruggere tutto. ad esempio: ho visto, sabato scorso, Mein Furher
...alè nen piasumi (per i non auctoctoni: non mi è piaciuto; per gli auctoctoni: lo so, molto probabilmente, non si scrive così...e non siate così criticoni).
un film troppo difficile da fare. ma gli spunti buoni c'erano.
al di là della gag del saluto romano (copiata dal pozzetto di sturmtruppen), grottesca e imperdibile la battuta "non prenda la soluzione finale come qsa di personale", della dall'improbabile goebbels al professor Grunbaum, alias Ulrich Mühe. evocative le immagini del disastro di berlino rasa al suolo, come effettivamente accadde, destino comune di tutte le città tedesche nel secondo conflitto mondiale. in ogni caso un film lentissimo.
una vera è propria ciofeca, invece, l'ultima legione, che ho visto con estrema fatica.
se mi fossi bevuto una "buta" di nebbiolo (barricato...c'era scritto a penna sopra - sic!), come l'altra sera quando facevo zapping tra santoro e benigni, mi sarei sicuramente addormentato.
inoltre l'inizio è stato mostruosamente adattato per esigenze cinematografiche snaturando il buon incipit di manfredi dell'omonimo romanzo dal quale il film, come si dice, è tratto.
lascio ad altri l'approfondimento della questione sugli effetti, nefasti o meno, della trasposizione cinematografica dei libri (una delle migliori è comunque "la cruna dell'ago", libro di follett e magistrale interpretazione di donald sutherland).
PS.: il/i grattacieli a torino? poche polemiche in questo caso, secondo me si devono fare!
l'amico con la 500 rossa, diversamente, come farà mai a passar il tempo, in ufficio?
...si ok c'è anche toronews
e allora spettegoliamo!
non della tipa porca del piano "x" (scusate l'ipocrisia, ma se metto il piano poi si riconosce), ma di un autore particolare, il direttore della pubblicità del gruppo benetton.
orbene ho letto un libro di paolo landi, appunto, che si proponeva di osservare in modo critico il web!
il libricino, un pamphlet lo chiamerebbe l'amico di sopra, l'ho letto al volo: torino-caselle+caselle-torino+torino pn-corso unione. interessante.
mi aspettavo di trovare un capitolo sui "dati", quelli che in rete girano e sono fonte di un certo interesse sul mercato, o almeno una certa enfasi...invece nulla, in senso esplicito (implicitamente molto: web=economia, vendere, soldi ecc). l'idea portante è che uno strumento rimane uno strumento e per utilizzarlo al meglio si deve avere...degli strumenti! la "borsa degli attrezzi" di cui parlava, ai suoi corsi, il mitico professor angelo d'orsi (es metodologia della ricerca storica). la cosa che serve di più, sempre, è la capacità critica. ergo con questo libricino potete oliare la vostra. gli spunti sono interessanti. mi pare consigliabile.
se saprete coltivare una onestà intellettuale, uno sguardo problematico, la capacità di distinguere il bene dal male smetterete di essere della juve e migliorerete la società.
se poi si inizia ad esser critici, come nel DNA del buon torinese, potrete divertirvi a distruggere tutto. ad esempio: ho visto, sabato scorso, Mein Furher
...alè nen piasumi (per i non auctoctoni: non mi è piaciuto; per gli auctoctoni: lo so, molto probabilmente, non si scrive così...e non siate così criticoni).
un film troppo difficile da fare. ma gli spunti buoni c'erano.
al di là della gag del saluto romano (copiata dal pozzetto di sturmtruppen), grottesca e imperdibile la battuta "non prenda la soluzione finale come qsa di personale", della dall'improbabile goebbels al professor Grunbaum, alias Ulrich Mühe. evocative le immagini del disastro di berlino rasa al suolo, come effettivamente accadde, destino comune di tutte le città tedesche nel secondo conflitto mondiale. in ogni caso un film lentissimo.
una vera è propria ciofeca, invece, l'ultima legione, che ho visto con estrema fatica.
se mi fossi bevuto una "buta" di nebbiolo (barricato...c'era scritto a penna sopra - sic!), come l'altra sera quando facevo zapping tra santoro e benigni, mi sarei sicuramente addormentato.
inoltre l'inizio è stato mostruosamente adattato per esigenze cinematografiche snaturando il buon incipit di manfredi dell'omonimo romanzo dal quale il film, come si dice, è tratto.
lascio ad altri l'approfondimento della questione sugli effetti, nefasti o meno, della trasposizione cinematografica dei libri (una delle migliori è comunque "la cruna dell'ago", libro di follett e magistrale interpretazione di donald sutherland).
PS.: il/i grattacieli a torino? poche polemiche in questo caso, secondo me si devono fare!
venerdì, novembre 23, 2007
quante balle si ha in testa a quest'età!
sono due gli argomenti che, in questi giorni, mi "scaldano". da una parte la sorpresa per le parole del presidente della repubblica che si è espresso in maniera chiara sulle intercettazioni rai-mediaset: dovevano rimanere segrete. dall'altra la vicenda di madamweb, ossia la pornoprof di pordenone.
probabilmente napolitano ha espresso questo articolato e sentito commento perchè era talmente lapalissiano, almeno per chi avesse seguito in passato almeno una volta due telegiornali "concorrenti" (sic!) nella stessa serata, che il cosidetto "panino" era confezionato da una parte e dall'altra con i medesimi ingredienti che si sarà detto "perchè parlarne ora? scurdammoce 'o passato".
Un po' come calciopoli tutti sapevano, o come tangentopoli, ma anche vallettopoli...e allora continuiamo a prenderci per il culo!
in breve, sono totalmente in disaccordo con questa volontà di equidistanza da tutto.
e soprattutto da quella di mettere tutto a tacere, di voltare pagina, di dimenticare in fretta.
ossia comprendo che anche a mastella e a larghi settori della sinistra non convenga schierarsi a favore di una libertà di espressione (e stampa) che, al prossimo giro, potrebbe ritorcesi contro (presupponendo che ci sia una stampa che voglia poi effettivamente indagare, rovistare nel torbido...informare a dispetto degli opportunismi del momento), ma almeno noi, poveri sfigati, possiamo urlare le cose come stanno...rendiamo esplicito il nostro sentire: W madameweb!
non andrò a scrivere le solite battutacce - che ho cmq fatto a voce...i colleghi se le aspettavano da me e non potevo deluderli - tipo "ce l'avessi avuta io al liceo invece della fresta e di barrera una insegnante così!" oppure "voglio tornare a studiare".
no mi limito a girare un post della pornoprofessoressa che ho trovato abbastanza casualmente - chi li leggi i commenti degli altri? nessuno! lo trovo ben scritto, ironico e sincero.
è la risposta di anna ciriani, alias madameweb, ad un collega che la prende in giro:
Buonasera a tutti,
premetto che non voglio entrare in polemica con voi e tantomeno con chi ha sollevato questa discussione.
Sinceramente credo di aver capito chi è il responsabile di questo post e non comprendo il motivo del suo inutile coming out.
Voglio subito precisare che il mio collega Fabio non è decisamente il mio tipo (anzi, io sospetto la sua omosessualità per le sue movenze e atteggiamenti) e che in ambito lavorativo non ho mai dato confidenze ai colleghi.
Io, a differenza di alcune mie colleghe rese famose dalla cronaca, non ho mai avuto atteggiamenti equivoci nè con i colleghi nè tantomeno con gli alunni e il mio comportamento a scuola è sempre stato estramamente professionale e integerrimo. Sempre puntuale, mai in abiti provocanti, mai truccata, mai tacchi (sono già alta di mio) sempre molto semplice e sempre distaccata da possibili avances o allusioni.
Un’altra doverosa precisazione che devo fare è che la scelta di insegnare in una scuola serale e di avere a che fare con adulti è stata mia in quanto nessuno mi ha costretta.
Questa decisione è maturata a seguito degli scandali “porno prof” per porre fine al problema sulla questione formativa e al dubbio di poter essere un esempio sbagliato per i miei studenti.
Ritengo comunque errato pensare che la responsabilità della crescita e della formazione degli studenti sia solo degli insegnanti.
Noi docenti dobbiamo prima di tutto garantire una buona preparazione culturale nonchè una crescita e maturazione dell’individuo.
L’educazione e i valori devono essere trasmessi principalmente dai genitori o dai tutori dei ragazzi.
In assenza dei genitori noi insegnanti possiamo e dobbiamo dar loro una preparazione didattica e insegnarli il rispetto per le regole; possiamo anche insegnare loro l’educazione ma non possiamo sostituirci a una madre o a un padre e diventare per loro un modello da seguire. Bisogna considerare che molto spesso i modelli a cui i giovani si ispirano non sono più rappresentati dalla famiglia o dagli insegnanti, come un tempo poteva accadere, ma dai personaggi che la televisione, la musica o il cinema gli propongono.
Le loro scelte e i loro gusti sessuali matureranno e si formeranno con l’età, le esperienze, l’educazione familiare e religiosa, le loro idee, le loro amicizie e i loro amori. Tra loro ci saranno sempre e comunque futuri gay, lesbiche, bisessuali, uomini che andranno con le prostitute, donne di facili costumi, persone fedeli, persone che vogliono la castità, ecc. a prescindere da ciò che può fare un professore nel suo privato.
Vedete, su molte cose io sono d’accordo con voi ma c’è una differenza importante tra noi: io non giudico nemmeno quando conosco i fatti.
Voi non sapete nulla di me e vi permettete di esprimere pareri o giudizi.
Qualcuno di voi insinua e lascia intendere che io sono un’attrice porno o peggio una prostituta. Io non ho seconde professioni e non guadagno, o lucro, con il mio corpo.
Ci sono come sempre contraddizioni e ipocrisia in ciò che leggo.
Comprendo benissimo una persona che non condivide le mie scelte o i miei gusti sessuali ma non accetto chi mi critica (senza conoscermi) e cerca i siti porno in cui scovare le mie foto o miei video. C’è una incorenza di fondo! Qual’è il fine? Vedere se è tutto vero quello che si dice? Si lo è!
Questo vi da il diritto di parlare di me o di giudicarmi?
Tu Fabio non approvi quello che faccio? E’ un motivo in più per non indagare nella mia vita privata. Parla e pensa ciò che vuoi di me ma soprattutto fai il tuo dovere a scuola anzichè perdere il tuo tempo a cercare i miei siti per parlare di fatti che non conosci.
Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s’ incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali.
Un professore gay (giusto per restare in tema…) potrebbe essere un esempio sbagliato per mio figlio ma io non penserei mai a quello che fa fuori dalla scuola! Se è un bravo insegnante e dà un’adeguata preparazione didattica a mio figlio per me è sufficiente. Diverso sarebbe venire a conoscenza che l’insegnate in classe fa battute devianti o si comporta da sporcaccione.
Quanti insegnanti sono gay? Quanti frequentano i club privè? Quanti vanno con le prostitute? Qual è il problema? Che di me si sa e degli altri no? Se di me non si sapesse nulla sarebbe meno deplorevole ciò che faccio? Ci sono preti che si tolgono la tunica e vanno con i trans! Basta che non si sappia vero? Per non parlare di tutti i preti pedofili che la cronaca ha portato alla luce (poi spenta dalla chiesa). Quanti tra di voi hanno desideri nascosti o hanno i propri scheletri nell’armadio. Voi che giudicate siete esseri umani perfetti! Già sono io che non posso vivere le mie pulsioni liberamente perchè sono una prof! Shhhhshh nessuno deve sapere che sono una “porno prof”! Basta che non si sappia e se poi non faccio bene il mio dovere di insegnante non importa…basta che la gente pensi che sono una donna ligia! Questo è il problema! Oggi non è importante ciò che si è realmente ma ciò che la gente pensa di noi e crede di noi!
Concludo dicendo che non credo di aver fatto mai del male a nessuno, sto semplicemente vivendo la mia vita!
E’ vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa.
Il bello di tutta questa polemica è che le persone che mi hanno manifestato maggiore solidarietà, stima, amore e rispetto sono sempre stati i miei alunni.
Devo comunque ammettere che all’interno della scuola dove lavoro, tutti (preside, colleghi, personale non docente) mi aiutano e mi vogliono bene nonostante i giornalisti e la mia indole ribelle creino delle situazioni particolari.
Gesù disse: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!” e io vi ricordo che ci sono molti modi di peccare e di essere dei pessimi insegnanti!
Un cordiale saluto a tutti!
Anna Ciriani (Madameweb)
Ps. Tu che sei senza peccato Fabio abbi il coraggio di firmarti con un nome e cognome come ho fatto io anzichè nasconderti dietro a un nick!
Postato Mercoledì, 21 Novembre 2007 alle 3:15 am da MADAMEWEB
probabilmente napolitano ha espresso questo articolato e sentito commento perchè era talmente lapalissiano, almeno per chi avesse seguito in passato almeno una volta due telegiornali "concorrenti" (sic!) nella stessa serata, che il cosidetto "panino" era confezionato da una parte e dall'altra con i medesimi ingredienti che si sarà detto "perchè parlarne ora? scurdammoce 'o passato".
Un po' come calciopoli tutti sapevano, o come tangentopoli, ma anche vallettopoli...e allora continuiamo a prenderci per il culo!
in breve, sono totalmente in disaccordo con questa volontà di equidistanza da tutto.
e soprattutto da quella di mettere tutto a tacere, di voltare pagina, di dimenticare in fretta.
ossia comprendo che anche a mastella e a larghi settori della sinistra non convenga schierarsi a favore di una libertà di espressione (e stampa) che, al prossimo giro, potrebbe ritorcesi contro (presupponendo che ci sia una stampa che voglia poi effettivamente indagare, rovistare nel torbido...informare a dispetto degli opportunismi del momento), ma almeno noi, poveri sfigati, possiamo urlare le cose come stanno...rendiamo esplicito il nostro sentire: W madameweb!
non andrò a scrivere le solite battutacce - che ho cmq fatto a voce...i colleghi se le aspettavano da me e non potevo deluderli - tipo "ce l'avessi avuta io al liceo invece della fresta e di barrera una insegnante così!" oppure "voglio tornare a studiare".
no mi limito a girare un post della pornoprofessoressa che ho trovato abbastanza casualmente - chi li leggi i commenti degli altri? nessuno! lo trovo ben scritto, ironico e sincero.
è la risposta di anna ciriani, alias madameweb, ad un collega che la prende in giro:
Buonasera a tutti,
premetto che non voglio entrare in polemica con voi e tantomeno con chi ha sollevato questa discussione.
Sinceramente credo di aver capito chi è il responsabile di questo post e non comprendo il motivo del suo inutile coming out.
Voglio subito precisare che il mio collega Fabio non è decisamente il mio tipo (anzi, io sospetto la sua omosessualità per le sue movenze e atteggiamenti) e che in ambito lavorativo non ho mai dato confidenze ai colleghi.
Io, a differenza di alcune mie colleghe rese famose dalla cronaca, non ho mai avuto atteggiamenti equivoci nè con i colleghi nè tantomeno con gli alunni e il mio comportamento a scuola è sempre stato estramamente professionale e integerrimo. Sempre puntuale, mai in abiti provocanti, mai truccata, mai tacchi (sono già alta di mio) sempre molto semplice e sempre distaccata da possibili avances o allusioni.
Un’altra doverosa precisazione che devo fare è che la scelta di insegnare in una scuola serale e di avere a che fare con adulti è stata mia in quanto nessuno mi ha costretta.
Questa decisione è maturata a seguito degli scandali “porno prof” per porre fine al problema sulla questione formativa e al dubbio di poter essere un esempio sbagliato per i miei studenti.
Ritengo comunque errato pensare che la responsabilità della crescita e della formazione degli studenti sia solo degli insegnanti.
Noi docenti dobbiamo prima di tutto garantire una buona preparazione culturale nonchè una crescita e maturazione dell’individuo.
L’educazione e i valori devono essere trasmessi principalmente dai genitori o dai tutori dei ragazzi.
In assenza dei genitori noi insegnanti possiamo e dobbiamo dar loro una preparazione didattica e insegnarli il rispetto per le regole; possiamo anche insegnare loro l’educazione ma non possiamo sostituirci a una madre o a un padre e diventare per loro un modello da seguire. Bisogna considerare che molto spesso i modelli a cui i giovani si ispirano non sono più rappresentati dalla famiglia o dagli insegnanti, come un tempo poteva accadere, ma dai personaggi che la televisione, la musica o il cinema gli propongono.
Le loro scelte e i loro gusti sessuali matureranno e si formeranno con l’età, le esperienze, l’educazione familiare e religiosa, le loro idee, le loro amicizie e i loro amori. Tra loro ci saranno sempre e comunque futuri gay, lesbiche, bisessuali, uomini che andranno con le prostitute, donne di facili costumi, persone fedeli, persone che vogliono la castità, ecc. a prescindere da ciò che può fare un professore nel suo privato.
Vedete, su molte cose io sono d’accordo con voi ma c’è una differenza importante tra noi: io non giudico nemmeno quando conosco i fatti.
Voi non sapete nulla di me e vi permettete di esprimere pareri o giudizi.
Qualcuno di voi insinua e lascia intendere che io sono un’attrice porno o peggio una prostituta. Io non ho seconde professioni e non guadagno, o lucro, con il mio corpo.
Ci sono come sempre contraddizioni e ipocrisia in ciò che leggo.
Comprendo benissimo una persona che non condivide le mie scelte o i miei gusti sessuali ma non accetto chi mi critica (senza conoscermi) e cerca i siti porno in cui scovare le mie foto o miei video. C’è una incorenza di fondo! Qual’è il fine? Vedere se è tutto vero quello che si dice? Si lo è!
Questo vi da il diritto di parlare di me o di giudicarmi?
Tu Fabio non approvi quello che faccio? E’ un motivo in più per non indagare nella mia vita privata. Parla e pensa ciò che vuoi di me ma soprattutto fai il tuo dovere a scuola anzichè perdere il tuo tempo a cercare i miei siti per parlare di fatti che non conosci.
Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s’ incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali.
Un professore gay (giusto per restare in tema…) potrebbe essere un esempio sbagliato per mio figlio ma io non penserei mai a quello che fa fuori dalla scuola! Se è un bravo insegnante e dà un’adeguata preparazione didattica a mio figlio per me è sufficiente. Diverso sarebbe venire a conoscenza che l’insegnate in classe fa battute devianti o si comporta da sporcaccione.
Quanti insegnanti sono gay? Quanti frequentano i club privè? Quanti vanno con le prostitute? Qual è il problema? Che di me si sa e degli altri no? Se di me non si sapesse nulla sarebbe meno deplorevole ciò che faccio? Ci sono preti che si tolgono la tunica e vanno con i trans! Basta che non si sappia vero? Per non parlare di tutti i preti pedofili che la cronaca ha portato alla luce (poi spenta dalla chiesa). Quanti tra di voi hanno desideri nascosti o hanno i propri scheletri nell’armadio. Voi che giudicate siete esseri umani perfetti! Già sono io che non posso vivere le mie pulsioni liberamente perchè sono una prof! Shhhhshh nessuno deve sapere che sono una “porno prof”! Basta che non si sappia e se poi non faccio bene il mio dovere di insegnante non importa…basta che la gente pensi che sono una donna ligia! Questo è il problema! Oggi non è importante ciò che si è realmente ma ciò che la gente pensa di noi e crede di noi!
Concludo dicendo che non credo di aver fatto mai del male a nessuno, sto semplicemente vivendo la mia vita!
E’ vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa.
Il bello di tutta questa polemica è che le persone che mi hanno manifestato maggiore solidarietà, stima, amore e rispetto sono sempre stati i miei alunni.
Devo comunque ammettere che all’interno della scuola dove lavoro, tutti (preside, colleghi, personale non docente) mi aiutano e mi vogliono bene nonostante i giornalisti e la mia indole ribelle creino delle situazioni particolari.
Gesù disse: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!” e io vi ricordo che ci sono molti modi di peccare e di essere dei pessimi insegnanti!
Un cordiale saluto a tutti!
Anna Ciriani (Madameweb)
Ps. Tu che sei senza peccato Fabio abbi il coraggio di firmarti con un nome e cognome come ho fatto io anzichè nasconderti dietro a un nick!
Postato Mercoledì, 21 Novembre 2007 alle 3:15 am da MADAMEWEB
mercoledì, novembre 21, 2007
delirium!

il titolo è appropriato al momento che si vive qui in ufficio, dove ormai la metafora più soft ricorre a termini quali "trincea", "zyklon B", "kessel"...comunque io credo sempre nell'endsieg!

lo spettacolo del cirque du soleil mi è piaciuto...dire qsa di diverso non sarebbe alla moda. posso però aggiungere che "Alegria" dello scorso giugno a roma EUR...beh era stata tutt'altra cosa. forse per il ponentino, forse per la boccia di frascati, forse per la location (un tendone da circo per l'appunto).
bella l'idea del layer...un telo che andava a coprire la scena e sul quale erano proiettate immagini sulle quale gli artisti si muovevano in perfetta sincronia.
i filmati erano assolutamente poetici.
magnifici certi esercizi svolti da ragazzi muscolosissimi ed esteticamente perfetti. la distanza tra quello che vedo la mattina nello specchio e l'omino nero piroettante non poteva essere più marcata. ahimè non solo per questioni cromatiche.
benchè imparagonabile lo spettacolo del 15 novembre di brachetti mi aveva entusiasmato di più. sarà per la fotografia...per mutuare il commento di angela, l'amica seduta accanto a me. commento qualificato essendo lei scenografa.
arturo è riuscito a creare la magia che solo certi spettacoli veicolano, quella dell'evento magico. una magia cinematografica, felliniano. non a caso un autore, federico fellini, citato dallo stesso brachetti.
la cosa che mi ha colpito, accanto alla voce sicura e ferma di arturo, è stata la gioia che traspariva dal suo volto, mi è parsa assolutamente autentica.
nel saluto finale la magia ha invaso il grigio teatro alfieri...sembrava di essere in una delle più riuscite rappresentazioni di eurodisney.
mi ero qsa dimenticato la vita da...raton che sto conducendo.
giù la testa che sparano!
mercoledì, novembre 14, 2007
serietà, per favore!
Il questore di arezzo, vincenzo giacobbe, dichiara che il poliziotto impegnato a freddare gabriele sandri, tifoso laziale, ipotizzava una rapina. In conferenza stampa è stato dichiarato in un primo tempo - ...non subito dopo la tragedia, si badi bene, ma dopo diverse ore - che il poliziotto ha esploso due colpi in aria ed uno ha colpito l'auto.
Adesso è vero che se "lo dice la TV" devo crederci, ma ad una castroneria di questo tipo faccio proprio fatica.
Si scopre poi - leggi “la repubblica” del 13.11.07 - che sono gli stessi poliziotti “aretini” ad ammettere, a confessare, che erano a conoscenza che lo scontro era tra ultrà e non ci si trovava di fronte ad un tentativo di rapina all'autogrill. Una nuova versione, forse pretesa da antonio manganelli, il capo della polizia, ci ha poi informato che un colpo è stato sparato in aria ed uno, accidentalmente, ad altezza uomo. Omicidio colposo? Adesso c'è il testimone, un agente di commercio romano testimone oculare, che dichiara di aver visto l'agente, luigi spaccarotella, mirare e impugnare l'arma con due mani!
Non voglio usare un blog per fare un processo...ma una riflessione si.
È possibile che le istituzioni di questo paese mentano o siano così imprecise e pressapochiste?
Mi viene da dire “meno male che c'era in mezzo il pallone!” Diversamente, forse, tutto sarebbe stato insabbiato come nel caso aldrovandi? Non lo so. Ma il ragazzo ucciso a ferrara, federico aldrovandi, deve farci riflettere. Solo la battaglia della madre ha fatto sì che si potesse mettere in dubbio la ricostruzione menzoniera fatta, di nuovo, in "un primo tempo" dalle forze di polizia.
Io le dichiarazioni in due tempi non le tollero. La verità ha un tempo unico.
Delle istituzioni credibili non possono edulcorare le versioni dei fatti...quando i fatti sono poi anche piccoli tanto che potrebbero coinvolgere anche noi, nel nostro quotidiano.
Ad esempio, pensateci bene prima di andare a manifestare chessò io, ad un G8.
Uno potrebbe ad esempio immaginare, ripeto immaginare, una irruzione della forza pubblica in un edificio occupato da cittadini in disaccordo con qualcosa e per questo, nella finzione, immaginare i cittadini massacrati di botte, per rappresaglia.
Quando poi ascolti sullo “speciale-TV” giornalisti che commentano le stesse immagini che vedi tu, dove non sembra accadere nulla di particolare, enfatizzare qualsiasi rumore, parola, non-fatto, per creare artificiosamente "pathos", o meglio per fare lo scoop...allora tutto appare in pericolo.
Posso capire un urlo in più fatto dal telecronista di sky che ti deve vendere, di fatto, un prodotto, la partita che è spettacolare anche se finisce 0 a 0 e si è battuto, sì e no, solo un calcio d'angolo, ma non tollero il giornalista che si limita a riscrivere un'ANSA e non verifica le fonti.
E questo vale sia per tv che per la "carta stampata". Non voglio generalizzare e giornalisti seri ce ne sono…ma bisogna andarli un po’ a cercare.
Il giornalista che non approfondisce, che non si documenta, mi fa ancor più “schifo” del giornalista schierato che non ammette di esserlo e, così facendo, ciurla nel manico.
Facciamo un esempio. Leggo il blog di raffaele sollecito, indagato per omicidio a perugia. Leggo alcuni post, prima che tutto sia oscurato. Rileggo singole frasi di sollecito estrapolate dal contesto e totalmente travisate, diventati articoli e commenti giornalistici.
Per fare notizia? Forse perché si è copiata la notizia scritta da un altro? Forse. In ogni caso un brutto servizio al lettore.
È come se si prendesse una mia frase sui rutti e sulle scorregge e, decontestualizzata, si interpretasse la mia ironia per seriosa presa di posizione, descrivendomi poi come petomane rozzo e volgare. Spero che, se dovessi salire alla ribalta delle cronache, qualcuno possa citare per intero il mio pensiero giudicandomi quindi non come l'"angelo salito in cielo" (in caso di mia dipartita) ma neanche l'ultrà violento o il maniaco sessuale di turno.
Ecco io vorrei essere ricordato non come un demonio né come un santo.
Mi piacerebbe essere ricordato come un simpatico satiro dedito solo ai piaceri della carne e a quelli del vino.
Scherzo!
Io trovo piacere solo nel lavoro fatto bene. Io sono un grigio impiegato parastatale. Timbro alle 8.15, in entrata, e alle 17, in uscita. Pago le multe, faccio le pulizie la domenica, ritiro l'auto in garage.
Beh se dovessi farla finita, rileggendomi, penso che anche al giornalista distratto sarà chiaro il perché!
Forte! I miei da vespa!
Nella mia famiglia sono il primo che ha studiato!
Il primo che si è laureato...e poi dicono che la laurea non serve a niente!
Adesso è vero che se "lo dice la TV" devo crederci, ma ad una castroneria di questo tipo faccio proprio fatica.
Si scopre poi - leggi “la repubblica” del 13.11.07 - che sono gli stessi poliziotti “aretini” ad ammettere, a confessare, che erano a conoscenza che lo scontro era tra ultrà e non ci si trovava di fronte ad un tentativo di rapina all'autogrill. Una nuova versione, forse pretesa da antonio manganelli, il capo della polizia, ci ha poi informato che un colpo è stato sparato in aria ed uno, accidentalmente, ad altezza uomo. Omicidio colposo? Adesso c'è il testimone, un agente di commercio romano testimone oculare, che dichiara di aver visto l'agente, luigi spaccarotella, mirare e impugnare l'arma con due mani!
Non voglio usare un blog per fare un processo...ma una riflessione si.
È possibile che le istituzioni di questo paese mentano o siano così imprecise e pressapochiste?
Mi viene da dire “meno male che c'era in mezzo il pallone!” Diversamente, forse, tutto sarebbe stato insabbiato come nel caso aldrovandi? Non lo so. Ma il ragazzo ucciso a ferrara, federico aldrovandi, deve farci riflettere. Solo la battaglia della madre ha fatto sì che si potesse mettere in dubbio la ricostruzione menzoniera fatta, di nuovo, in "un primo tempo" dalle forze di polizia.
Io le dichiarazioni in due tempi non le tollero. La verità ha un tempo unico.
Delle istituzioni credibili non possono edulcorare le versioni dei fatti...quando i fatti sono poi anche piccoli tanto che potrebbero coinvolgere anche noi, nel nostro quotidiano.
Ad esempio, pensateci bene prima di andare a manifestare chessò io, ad un G8.
Uno potrebbe ad esempio immaginare, ripeto immaginare, una irruzione della forza pubblica in un edificio occupato da cittadini in disaccordo con qualcosa e per questo, nella finzione, immaginare i cittadini massacrati di botte, per rappresaglia.
Quando poi ascolti sullo “speciale-TV” giornalisti che commentano le stesse immagini che vedi tu, dove non sembra accadere nulla di particolare, enfatizzare qualsiasi rumore, parola, non-fatto, per creare artificiosamente "pathos", o meglio per fare lo scoop...allora tutto appare in pericolo.
Posso capire un urlo in più fatto dal telecronista di sky che ti deve vendere, di fatto, un prodotto, la partita che è spettacolare anche se finisce 0 a 0 e si è battuto, sì e no, solo un calcio d'angolo, ma non tollero il giornalista che si limita a riscrivere un'ANSA e non verifica le fonti.
E questo vale sia per tv che per la "carta stampata". Non voglio generalizzare e giornalisti seri ce ne sono…ma bisogna andarli un po’ a cercare.
Il giornalista che non approfondisce, che non si documenta, mi fa ancor più “schifo” del giornalista schierato che non ammette di esserlo e, così facendo, ciurla nel manico.
Facciamo un esempio. Leggo il blog di raffaele sollecito, indagato per omicidio a perugia. Leggo alcuni post, prima che tutto sia oscurato. Rileggo singole frasi di sollecito estrapolate dal contesto e totalmente travisate, diventati articoli e commenti giornalistici.
Per fare notizia? Forse perché si è copiata la notizia scritta da un altro? Forse. In ogni caso un brutto servizio al lettore.
È come se si prendesse una mia frase sui rutti e sulle scorregge e, decontestualizzata, si interpretasse la mia ironia per seriosa presa di posizione, descrivendomi poi come petomane rozzo e volgare. Spero che, se dovessi salire alla ribalta delle cronache, qualcuno possa citare per intero il mio pensiero giudicandomi quindi non come l'"angelo salito in cielo" (in caso di mia dipartita) ma neanche l'ultrà violento o il maniaco sessuale di turno.
Ecco io vorrei essere ricordato non come un demonio né come un santo.
Mi piacerebbe essere ricordato come un simpatico satiro dedito solo ai piaceri della carne e a quelli del vino.
Scherzo!
Io trovo piacere solo nel lavoro fatto bene. Io sono un grigio impiegato parastatale. Timbro alle 8.15, in entrata, e alle 17, in uscita. Pago le multe, faccio le pulizie la domenica, ritiro l'auto in garage.
Beh se dovessi farla finita, rileggendomi, penso che anche al giornalista distratto sarà chiaro il perché!
Forte! I miei da vespa!
Nella mia famiglia sono il primo che ha studiato!
Il primo che si è laureato...e poi dicono che la laurea non serve a niente!
martedì, novembre 13, 2007
Wystan Hugh Auden
Alla maggior parte della gente piace leggere la propria scrittura e annusare la puzza dei propri peti (Auden)
quanto è vero...più la seconda però!
quanto è vero...più la seconda però!
lunedì, novembre 12, 2007
Location unica, città particolare

L’Assemblea Teatro di Torino – teatro stabile di innovazione - sabato sera all’ex SIVA (Stabilimento Industriale Vernici e Affini) ha presentato lo spettacolo di Gianni Bissaca “Mio padre voleva chiamarmi libero”.
L’uso di filmati alternati alle parti recitate ha reso snella la rappresentazione, tenutasi nella sala ove primo levi lavorava, fino al 1977, tra formule chimiche e alambicchi.
Non son riuscito a chiederlo…ma credo che, di tanto in tanto, parlasse anche in piemontese.
Ovviamente tutto ora è in disuso, le erbacce hanno conquistato il cortile interno e sono alte un paio di metri. Sembra di entrare in un luogo abbandonato da decenni, mentre il degrado è iniziato solo con i primi anni del 2000, la fabbrica è chiusa dal ‘99.
Sarà il progresso! Adesso, infatti, dal cortile si vedono i viadotti di autostrada e altavelocità.
Che bello!
Il cavalcavia che un tempo superava l’autostrada non c’è più da anni. Era proprio vicino allo stabilimento. Una struttura in qualche modo “celebre”, essendo stato ritratto in una foto degli anni quaranta, appesi c’erano dei partigiani uccisi l’8 agosto del ’44 per rappresaglia.

Adesso si parla di demolire anche questo edificio. Che figo!
Vengo da un breve viaggio in una città, Berlino, nella quale il passato viene fintamente ricostruito e vivo (vivevo) in un “paese” nel quale la fretta di distruggerlo è davvero bizzarra.
E non vivo (vivevo) a Roma! Dove se tiri giù un battistero del 1700 ti potrebbero anche dire”vabbè è un pezzo recente” ma in una cittadina, settimo torinese, che ha quattro pietre, dicesi 4, precedenti al 1950, in croce!
Probabilmente la vicinanza a torino rende appetibili certi aree edificabili, come quella in via torino un tempo occupata dalla paramatti.
Adesso stanno sorgendo dei casermoni…e del passato dell’area non c’è più traccia alcuna.
Ma è giusto così! Se poi vuoi vedere qsa di vecchio vattene boh…ma vattene al museo egizio!
E non rompere i coglioni!
E poi setu ha la nomea di città dormitorio…vorrai mica cambiarla?
Allora tutti a nanna in attesa della multisala al posto di quella torre che c’è in piazza.
Cosa cazzo mi sviluppa una torre senza il castello!
Come? Le fondamenta sarebbero state rinvenute?
Ah…le hanno ricoperte! Volevo ben dire!
Il progresso!
Tornando a Primo…nei filmati Giuseppe, Walter e gli altri ex-operai SIVA ricordano lo spessore morale dell’autore de “la chiave a stella”, racconto attorno al quale ruota lo spettacolo teatrale.
Oddio il libro lo iniziai anche…ma sinceramente poi non lo finii, ma adesso probabilmente tornerò a prenderlo in mano.
Il profilo che ne vien fuori è quello che anch’io ho in testa, ossia quello di una persona discreta, riservata, estremamente colta ma anche gentile nei confronti di tutti.
Vi lascio con l’enigmatico assunto leviano per cui “tra i momenti più belli della propria vita ve ne sono sempre alcuni legati alla realizzazione sul lavoro”. Chissà cosa voleva dire.
Decisamente altri tempi! Quindi venerdì 16.11 sciopero!
venerdì, novembre 09, 2007
"world usability day" a torino!

Ieri giornata mondiale usabilità a torino, dopo le edizioni di roma e milano degli scorsi anni.
Di usabilità strictu sensu, come dice la mia collega di porto torres, poca poca.
La cosa notevole è stato lo spettacolo – una produzione Teatro Popolare Europeo - “passioni porte passaggi” con Antonella Enrietto, Luciano Gallo, Alberto Pagliarino per la regia di Alessandra Rossi Ghiglione.
Mi è piaciuta molto Antonella e la dedica:
”dedicato
a chi ha piantato la magnolia giù nel cortile dell’ospedale
e ai fiori di magnolia,
che sono così belli
e quando piove cadono.”
mercoledì, novembre 07, 2007
sondaggino sui giocatori della vecchia signora
dovrei/mi piacerebbe - ma ho poco tempo - 'parlare' della splendida berlino, destinazione di questo ultimo week-end (dal 1 al 4 per la precisione).
mi dicono però che "questa" è divertente, quindi vado a pubblicarla: scrivo al giornale megafono della famiglia agnelli e non ottengo risposta...
questo il testo della mia e-mail:
carissima La Stampa,
il sondaggio proposto oggi è sicuramente bellissimo.
che emozione ripercorrere le gesta di questi campioni!
troppi ne conta la mitica maglia a strisce.
quindi l'appunto che mi sento di muovervi è sicuramente benevolo.
in ogni caso, con gli amici juventini, si diceva che senza esnaider, pericard, dimas - per parlare delle omissioni di giocatori che tutti ricordiamo - ma anche del mai troppo rimpianto Tavola, l'elenco è troppo magro.
sicuro dell'inserimento almeno di roberto tavola (che avrà, come avrete capito, il mio voto) attendo un vostro riscontro.
vi saluto cordialmente,
ugoy
forse, come sondaggio, è più serio il mio!
mi dicono però che "questa" è divertente, quindi vado a pubblicarla: scrivo al giornale megafono della famiglia agnelli e non ottengo risposta...
questo il testo della mia e-mail:
carissima La Stampa,
il sondaggio proposto oggi è sicuramente bellissimo.
che emozione ripercorrere le gesta di questi campioni!
troppi ne conta la mitica maglia a strisce.
quindi l'appunto che mi sento di muovervi è sicuramente benevolo.
in ogni caso, con gli amici juventini, si diceva che senza esnaider, pericard, dimas - per parlare delle omissioni di giocatori che tutti ricordiamo - ma anche del mai troppo rimpianto Tavola, l'elenco è troppo magro.
sicuro dell'inserimento almeno di roberto tavola (che avrà, come avrete capito, il mio voto) attendo un vostro riscontro.
vi saluto cordialmente,
ugoy
forse, come sondaggio, è più serio il mio!
martedì, novembre 06, 2007
martedì, ottobre 30, 2007
tra OGR e IKEA
super giornata quella di sabato scorso! vado in fretta, mi piacerebbe averne memoria tra qualche mese, quindi procedo fissando qualche evento.
risolta l'annosa quistione degli arredi bagno, dopo tre mesi di precariato potrò finalmente pulirmi il culo prendendo la carta igienica dall'apposito supporto!
apparentemente è una piccola conquista, ma se ci aggiungi anche il porta asciugamano puoi avere il giusto valore del cambiamento.
chissà se si può fare pubblicità gratuita a Gedy...in via carlo alberto a turin.
probabilmente il DDL sull'editoria lo vieta, ma io la faccio lo stesso!
siamo andati in questo negozio e abbiamo trovato un ottimo rapporto qualità prezzo anche superiore a quei grossi centri - che non citerò - nei quali ci si reca pensando di spendere meno.
usciti dal negozio siamo stati alla camper...ops questa pubblicità!
dove kinder ha comprato un 40 e un 39. cioè non consapevolmente: l'abbiamo poi scoperto il giorno dopo. veloce kebab da demir, piazza adriano, il migliore di torino con carni solo piemontesi...lo dico per poter chiedere lo sconto la prossima volta. tra un rutto e l'altro, colpa di quella celebre bibita statunitense dal logo bianco su sfondo rosso, ci siamo recati alle Nuove, le carceri di torino.
non si andava a trovare parenti, ma a fare un giro adesso che son chiuse.
un gruppo di volontari organizza la visita al braccio femminile, a quello dei detenuti politici 1943-45, alla cappella e relativi cubicoli, al braccio della morte, quello che ospitava i condannati a morte nei giorni precedenti l'esecuzione.
il tour merita assolutamente. specie in questo che risulta essere un momento di transizione. ci sono poco soldi e di conseguenza "il museo" è sostanzialmente "nature", ossia è il carcere così come l'hanno lasciato i detenuti nel 1988 non offeso dai restyling per accogliere il turista con gadget e restrizioni di percorso, guide e brochure. E' l'anno zero, come lo era la venaria prima di ricevere i fondi europei, tenuta in vita dallo splendido lavoro dei volontari. diciamo che queste visite naif sono le più belle, le più autentiche. purtroppo non si possono fare foto...c'è già il copyright, ma in questo caso benvenga, servono soldini per portare avanti le attività. io il mio supporto l'ho dato acquistando un volumetto che parlava di padre ruggero cipolla che dal '44 e per i cinquant'anni successi fu il confessore all'interno del carcere. ovviamente le Nuove come la reggia si era anche pensato di tirale giù! facciamoci del male!
usciti dal carcere, dopo questo momento di evasione (immagine molto pop...meritava una foto il poster strappato di maradona in una cella che era stata un tempo usata per i partigiani condannati a morte e riutilizzata successivamente, a fronte di spazi diventati angusti, per contenere tutti i colpevoli, o supposti tali) ma anche di riflessione, abbiamo tentato il colpo gobbo: la visita alle OGR!
andata! trulli trulli ci siamo introdotti nell'edificio ottocentesco realizzato per effettuare riparazioni sui treni del regno d'Italia e poi utilizzato fino al 1995 e presto diventato location ideale per spot pubblicitari (l'ultimo della grande punto ad esempio) e film.
al telefono mi avevano detto che non c'era più posto per le visite guidate (le uniche possibili essendo un cantiere)...ma poi la faccia triste e la richiesta gentile hanno fatto sì che potessimo essere aggregati, pagando il giusto, all'ultima visita in programma.
fuggiti dalle officine ho portato kinder al paradiso del consumatore squattrinato: IKEA! niente alce questa volta, ma nuovamente tende! diciamo che è un po' la mia condanna e l'IKEA la mia prigione componibile!
lasciata la mia metà ho recuperato il tempo perduto sfrecciando a folle velocità verso il catino infuocato oggetto dei miei incubi notturni e dei miei sogni pomeridiani: lo stadio olimpico dove si sarebbe disputata una partita sulla carta interessante, torino-cagliari.
la faccio breve, mi sono divertito perché abbiamo vinto due a zero, ma non è statoun match particolarmente ben giocato da entrambe le formazioni. un grande foggia, buone giocate dei nostri, ma poca roba.
ok c'era un rigore per il cagliari.
tornato all'IKEA, ci siamo fermati in un ristorante interno del centro commerciale le gru per mangiare la volo una bistecca con patatine. "W il consumismo" ho pensato.
cercando di non essere beccato dal kinder mi sono sbirciato Napoli-juventus godendo come un porco nel vedere i gobbi prendere goals su rigori inesistenti!
con moggi non sarebbe mai successo e per dirla con beccantini "non c'è più religione". adesso, per bilanciare il rapporto torti/vantaggi, rimangono solo 109 anni di torti.
dulcis in fundo, siamo stati al medusa per vedere lo splendido ratatouille, la storia del topo gourmet, un bel film di animazione pixar-walt disney.
fine
risolta l'annosa quistione degli arredi bagno, dopo tre mesi di precariato potrò finalmente pulirmi il culo prendendo la carta igienica dall'apposito supporto!
apparentemente è una piccola conquista, ma se ci aggiungi anche il porta asciugamano puoi avere il giusto valore del cambiamento.
chissà se si può fare pubblicità gratuita a Gedy...in via carlo alberto a turin.
probabilmente il DDL sull'editoria lo vieta, ma io la faccio lo stesso!
siamo andati in questo negozio e abbiamo trovato un ottimo rapporto qualità prezzo anche superiore a quei grossi centri - che non citerò - nei quali ci si reca pensando di spendere meno.
usciti dal negozio siamo stati alla camper...ops questa pubblicità!
dove kinder ha comprato un 40 e un 39. cioè non consapevolmente: l'abbiamo poi scoperto il giorno dopo. veloce kebab da demir, piazza adriano, il migliore di torino con carni solo piemontesi...lo dico per poter chiedere lo sconto la prossima volta. tra un rutto e l'altro, colpa di quella celebre bibita statunitense dal logo bianco su sfondo rosso, ci siamo recati alle Nuove, le carceri di torino.
non si andava a trovare parenti, ma a fare un giro adesso che son chiuse.
un gruppo di volontari organizza la visita al braccio femminile, a quello dei detenuti politici 1943-45, alla cappella e relativi cubicoli, al braccio della morte, quello che ospitava i condannati a morte nei giorni precedenti l'esecuzione.
il tour merita assolutamente. specie in questo che risulta essere un momento di transizione. ci sono poco soldi e di conseguenza "il museo" è sostanzialmente "nature", ossia è il carcere così come l'hanno lasciato i detenuti nel 1988 non offeso dai restyling per accogliere il turista con gadget e restrizioni di percorso, guide e brochure. E' l'anno zero, come lo era la venaria prima di ricevere i fondi europei, tenuta in vita dallo splendido lavoro dei volontari. diciamo che queste visite naif sono le più belle, le più autentiche. purtroppo non si possono fare foto...c'è già il copyright, ma in questo caso benvenga, servono soldini per portare avanti le attività. io il mio supporto l'ho dato acquistando un volumetto che parlava di padre ruggero cipolla che dal '44 e per i cinquant'anni successi fu il confessore all'interno del carcere. ovviamente le Nuove come la reggia si era anche pensato di tirale giù! facciamoci del male!
usciti dal carcere, dopo questo momento di evasione (immagine molto pop...meritava una foto il poster strappato di maradona in una cella che era stata un tempo usata per i partigiani condannati a morte e riutilizzata successivamente, a fronte di spazi diventati angusti, per contenere tutti i colpevoli, o supposti tali) ma anche di riflessione, abbiamo tentato il colpo gobbo: la visita alle OGR!
andata! trulli trulli ci siamo introdotti nell'edificio ottocentesco realizzato per effettuare riparazioni sui treni del regno d'Italia e poi utilizzato fino al 1995 e presto diventato location ideale per spot pubblicitari (l'ultimo della grande punto ad esempio) e film.
al telefono mi avevano detto che non c'era più posto per le visite guidate (le uniche possibili essendo un cantiere)...ma poi la faccia triste e la richiesta gentile hanno fatto sì che potessimo essere aggregati, pagando il giusto, all'ultima visita in programma.
fuggiti dalle officine ho portato kinder al paradiso del consumatore squattrinato: IKEA! niente alce questa volta, ma nuovamente tende! diciamo che è un po' la mia condanna e l'IKEA la mia prigione componibile!
lasciata la mia metà ho recuperato il tempo perduto sfrecciando a folle velocità verso il catino infuocato oggetto dei miei incubi notturni e dei miei sogni pomeridiani: lo stadio olimpico dove si sarebbe disputata una partita sulla carta interessante, torino-cagliari.
la faccio breve, mi sono divertito perché abbiamo vinto due a zero, ma non è statoun match particolarmente ben giocato da entrambe le formazioni. un grande foggia, buone giocate dei nostri, ma poca roba.
ok c'era un rigore per il cagliari.
tornato all'IKEA, ci siamo fermati in un ristorante interno del centro commerciale le gru per mangiare la volo una bistecca con patatine. "W il consumismo" ho pensato.
cercando di non essere beccato dal kinder mi sono sbirciato Napoli-juventus godendo come un porco nel vedere i gobbi prendere goals su rigori inesistenti!
con moggi non sarebbe mai successo e per dirla con beccantini "non c'è più religione". adesso, per bilanciare il rapporto torti/vantaggi, rimangono solo 109 anni di torti.
dulcis in fundo, siamo stati al medusa per vedere lo splendido ratatouille, la storia del topo gourmet, un bel film di animazione pixar-walt disney.
fine
lunedì, ottobre 29, 2007
labor limae
«Nei miei balletti ho sempre curato ogni cosa nei minimi dettagli, tutto è stra-importante, tutto! Anche lo smalto on my feet. Non lascio nulla al caso: ogni cosa è minuziosamente pensata, anche i dettagli più futili.»
giovedì, ottobre 11, 2007
web 2.0
è vero web 2.0 è solo una formuletta, uno slogan vuoto.
cosa c'è veramente dietro: chissà, boh.
dimenticate quindi le sterili possibilità del web 1.0 e comprendete finalmente, grazie a questo video, come può essere un approccio ricco,
un'applicazione che permette un'interazione evoluta e gratificante per l'utente.
in una parola cos'è sto web 2!
cosa c'è veramente dietro: chissà, boh.
dimenticate quindi le sterili possibilità del web 1.0 e comprendete finalmente, grazie a questo video, come può essere un approccio ricco,
un'applicazione che permette un'interazione evoluta e gratificante per l'utente.
in una parola cos'è sto web 2!
A-i na nija pì ant ël vin che ant l'eva*

Non ho ancora ben compreso se le iniziative di eataly alle quali ho preso parte recentemente, una “degustazione letteraria” e una serata “in cucina con i grandi chef”, mi siano piaciute così tanto per la loro qualità o per il fatto che il bicchiere di vino viene riempito ogni volta che lo svuoti.
Oddio oggi non è proprio il giorno adatto – sto ancora smaltendo i postumi della bevuta del giorno prima, reduce dalla serata con il grande chef – per porsi il quesito, ma indubbiamente il vino aiuta a star meglio.
Credo che una persona che ha dei problemi li possa sicuramente risolvere bevendo.
Lo so, è la banale parafrasi della pubblicità della sanpellegrino “bevo e sono felice”, ma nella sua semplicità è concetto validissimo.
Se hai un piccolo problema, fatti una bionda. Ossia bevi una birra, se poi vuoi farti anche una bionda ti rilasserai sicuramente.
Se i problemi iniziano ad essere più grandi, bevi una bottiglia di rosso. Sei nella merda? Apri un “jota e be”, come dicono gli spagnoli, l’amato J&B.
Prevengo l’obiezione dei più acuti.
Anche se problemi non ne hai, ma vuoi essere più brillante, bevi.
Sei timido? Bevi. Ad esempio elisa si è messa a bere e poi è andata liscia liscia con le domande allo chef della serata, marisa torta dell’osteria del castello.
Le domande erano anche bastarde:”come si fa la purea?”
O meglio a noi, che con molta difficoltà gestiamo i “quattro salti in padella” (che Dio li benedica), sembravano bastarde. Agli astanti decisamente no!
Non si era ancora spenta l’eco del quesito del mio cucciolo che un autentico moto di stizza e disgusto si era sollevato dai primi banchi dell’aula 2 di eataly, dove si teneva la serata.
Poi il clima si è fatto più sereno, anche gli altri partecipanti alla dimostrazione della Torta sono stati ammorbiditi da un buon nebbiolo. Continuavamo a guardarci male, ma con meno odio rispetto all’inizio.
Il menù proposto dallo chef prevedeva la cacciagione: quaglie con tartufo bianco, lepre al civet e, come dolce, pere cotte con zabaglione e caramello.
Fantastico! Un trionfo del palato e…della nostra maleducazione!
Suscitando ulteriore ribrezzo infatti io ho chiesto il bis (che proletario) di lepre ed elisa di zabaglione.
Avendo dato fondo anche al flute del cucciolo, sono uscito dall’aula satollo e un po’ alticcio.
Non pensavo più al GANTT del progetto X, né al taglio di budget su quello Y, ma neanche all’annosa vicenda dell’acquisto tende per camera da letto, salotto e cucina e la terribile immagine della scirea festante era qsi sbiadita…
Un uomo nuovo, almeno fino alle 6.45 del giorno dopo.

* Ne annegano più nel vino che nell'acqua
mercoledì, ottobre 10, 2007
lo odio
l'autore del libro, il rumore sordo della battaglia, che avrei voluto scrivere io...
martedì, ottobre 09, 2007
sotterranea
se ero stato giustamente critico in passato sulla gestione della viabilità cittadina(cfr. post del 7 agosto) ovviamente oggi, con il prolungamento del tratto della metropolitana, lo devo esser meno.

Ieri ho preso la metro…che triste parlare come un bauscia!
Rifo: Ieri ho preso la sotterranea a susa e son sceso a porta nuova. il tratto è breve, neh, ma ho guadagnato lo stesso molto tempo, viceversa se fossi rimasto sul mio sadem (tratta caselle- to p.n.), sarei rimasto imbottigliato nel traffico in superficie per chissà quanto. figa, direbbe l’ambrosiano.
La cosa divertente era osservare gli altri pendolari. Tutti impersonavamo la stessa parte.
Ossia per non risultare provinciali, tutti facevamo finta di essere transitati mille volte per questa stazione nuova di pacca, inaugurata solo venerdì scorso in pompa magna dal “professore”.
Se un milanese ci avesse visti, sicuramente ci sarebbe cascato. Come qsi ci cascavo io.
Tutti sembravano conoscer bene il posto e muoversi non per curiosità, ma per consuetudine.
E’ vero, io non sono dei più furbi ma proprio tonto nemmeno. Vero è che la mattina son sempre più rincoglionito del solito…ma la recita era davvero ben fatta.
Oddio molto possiamo migliorare rispetto a roma o a milano, ossia c’è ancora troppa educazione.
La gente non si spinge, aspetta educatamente, non corre, non sgomita. Nessuna ombrellata - è anche vero che non pioveva - ma neanche nessuno che spingeva l’extracomunitario che aveva accanto sotto la carrozza in arrivo - è vero che tecnicamente non è possibile, essendoci le protezioni alle fermate.
Fortunatamente appena risalito alla luce, fioca, del giorno mi son subito ri-sentito a mio agio, fuori da un copione mal interpretato e dall’odore di pulito, o di plastica nuova.
Gente che spingeva per prendere il 4 o il 63 in via sacchi, ma mi ha fatto anche piacere ritrovare anche il solito pensionato che guardava torvo il marocchino mormorando tra se e se il suo “minchia a torrino non si può più girrare, non è più come una volta, diofa”.

Ho poi scorto tra la folla anche il bambino, amore, con la maglia di del piero che voleva salire lui per primo, benché arrivato per ultimo…
Ops è caduto dalla pensilina! Giuro l’ho colpito involontariamente, non l’avevo proprio visto.
a torino non l'avremmo mai detto, adesso però come preannunciava, mi pare, culicchia, possiamo darci il gancio biascicando: "allora ci si vede verso le 11 alla 're umberto', minchia"...

Ieri ho preso la metro…che triste parlare come un bauscia!
Rifo: Ieri ho preso la sotterranea a susa e son sceso a porta nuova. il tratto è breve, neh, ma ho guadagnato lo stesso molto tempo, viceversa se fossi rimasto sul mio sadem (tratta caselle- to p.n.), sarei rimasto imbottigliato nel traffico in superficie per chissà quanto. figa, direbbe l’ambrosiano.
La cosa divertente era osservare gli altri pendolari. Tutti impersonavamo la stessa parte.
Ossia per non risultare provinciali, tutti facevamo finta di essere transitati mille volte per questa stazione nuova di pacca, inaugurata solo venerdì scorso in pompa magna dal “professore”.
Se un milanese ci avesse visti, sicuramente ci sarebbe cascato. Come qsi ci cascavo io.
Tutti sembravano conoscer bene il posto e muoversi non per curiosità, ma per consuetudine.
E’ vero, io non sono dei più furbi ma proprio tonto nemmeno. Vero è che la mattina son sempre più rincoglionito del solito…ma la recita era davvero ben fatta.
Oddio molto possiamo migliorare rispetto a roma o a milano, ossia c’è ancora troppa educazione.
La gente non si spinge, aspetta educatamente, non corre, non sgomita. Nessuna ombrellata - è anche vero che non pioveva - ma neanche nessuno che spingeva l’extracomunitario che aveva accanto sotto la carrozza in arrivo - è vero che tecnicamente non è possibile, essendoci le protezioni alle fermate.
Fortunatamente appena risalito alla luce, fioca, del giorno mi son subito ri-sentito a mio agio, fuori da un copione mal interpretato e dall’odore di pulito, o di plastica nuova.
Gente che spingeva per prendere il 4 o il 63 in via sacchi, ma mi ha fatto anche piacere ritrovare anche il solito pensionato che guardava torvo il marocchino mormorando tra se e se il suo “minchia a torrino non si può più girrare, non è più come una volta, diofa”.

Ho poi scorto tra la folla anche il bambino, amore, con la maglia di del piero che voleva salire lui per primo, benché arrivato per ultimo…
Ops è caduto dalla pensilina! Giuro l’ho colpito involontariamente, non l’avevo proprio visto.
a torino non l'avremmo mai detto, adesso però come preannunciava, mi pare, culicchia, possiamo darci il gancio biascicando: "allora ci si vede verso le 11 alla 're umberto', minchia"...
lunedì, ottobre 08, 2007
la voce del designatore
(ANSA) - Roma 08 OTT:
Collina chiarisce i dubbi circa il supposto fuorigioco di trezeguet in fiorentina-juventus.
Secondo le interpretazioni IFAB, trezeguet è sì in fuorigioco ma quando Frey distoglie lo sguardo dal francese per rivolgerlo in direzione del giocatore che calcia verso la porta lì inizia una nuova azione.
Frey ha "sanato" la posizione irregolare cambiando prospettiva visiva.
Se il portiere avesse continuato a seguire visivamente l'attaccante avrebbe garantito la continuità dell'azione precedente.
Collina chiarisce i dubbi circa il supposto fuorigioco di trezeguet in fiorentina-juventus.
Secondo le interpretazioni IFAB, trezeguet è sì in fuorigioco ma quando Frey distoglie lo sguardo dal francese per rivolgerlo in direzione del giocatore che calcia verso la porta lì inizia una nuova azione.
Frey ha "sanato" la posizione irregolare cambiando prospettiva visiva.
Se il portiere avesse continuato a seguire visivamente l'attaccante avrebbe garantito la continuità dell'azione precedente.
venerdì, ottobre 05, 2007
son contento!
ebbene sì! questo corso di difesa personale su base jeet kune do è stata proprio una bella idea. oddio quando l'istruttore cita le mosse in cantonese io e il mio cucciolo non capiamo una fava, ma quando siamo noi allievi a provarle capiamo che sono movimenti che dobbiamo certo acquisire. e' comune infatti fare - e subire - un gran male al compagno d'esercizio. il dubbio sul fatto che il movimento sia poi quello corretto rimane, ma vi assicuro che prendere un bel calcio sulla rotula o un dito nell'occhio è dolore assicurato. cool. il dito nell'occhio poi, per chi come me porta le lenti a contatto, è anche psicologicamente devastante. mi capita infatti di passare poi il resto della lezione a cercare di capire se ho ancora o meno la mia lente.
del resto, la componente psicologica è importante, ci dicono i maestri. trendy.
io ad esempio mi sto convincendo che devo far del male al mio cucciolo.
è per lei! quando la colpisco infatti soffro più io che non lei...ma devo farlo!
se poi non picchio duro non serve e allora giù botte.
è la storia dei "no". a volte è più difficile dire un "no" che tanti "si".
idem a volte colpire una carotide è peggio che accarezzare un clitoride.
no, no, non c'entra nulla il litigio della sera prima o il fatto che mi abbia destinato i prossimi 45 sabato mattina - che io passerei al balon - a cercar la tenda giusta per il salotto. non c'entra niente neanche l'invito a festeggiare i suoi genitori domenica prossima in contemporanea a torino-sampdoria...e neanche il fatto che io mi alzi tutte le mattine alle 6.45 e lei alle 8.30.
è del resto così bello vederla dormire saporitamente mentre io, senza accendere la luce, colpisco tutti gli spigoli presente in casa ed esco in strada mentre è ancora buio...non c'entra. anche svegliarmi alle 2 di notte, quando il cucciolo va a dormire, è un momento di discussione e condivisione che amo attendere. easy.
alla prossima lezione mi presenterò con la tua nuova e quando arriverà anche il testo che ho ordinato:"il tao del dragone" del maestro bruce lee non mi fermerà più nessuno!
del resto, la componente psicologica è importante, ci dicono i maestri. trendy.
io ad esempio mi sto convincendo che devo far del male al mio cucciolo.
è per lei! quando la colpisco infatti soffro più io che non lei...ma devo farlo!
se poi non picchio duro non serve e allora giù botte.
è la storia dei "no". a volte è più difficile dire un "no" che tanti "si".
idem a volte colpire una carotide è peggio che accarezzare un clitoride.
no, no, non c'entra nulla il litigio della sera prima o il fatto che mi abbia destinato i prossimi 45 sabato mattina - che io passerei al balon - a cercar la tenda giusta per il salotto. non c'entra niente neanche l'invito a festeggiare i suoi genitori domenica prossima in contemporanea a torino-sampdoria...e neanche il fatto che io mi alzi tutte le mattine alle 6.45 e lei alle 8.30.
è del resto così bello vederla dormire saporitamente mentre io, senza accendere la luce, colpisco tutti gli spigoli presente in casa ed esco in strada mentre è ancora buio...non c'entra. anche svegliarmi alle 2 di notte, quando il cucciolo va a dormire, è un momento di discussione e condivisione che amo attendere. easy.
alla prossima lezione mi presenterò con la tua nuova e quando arriverà anche il testo che ho ordinato:"il tao del dragone" del maestro bruce lee non mi fermerà più nessuno!
martedì, ottobre 02, 2007
in tutta verità
il lettore più attento attenderà il commento sulla partita di domenica sera, il derby. scrivo solo adesso perché solo oggi mi riprendo dalla terribile mazzata. c'è, tra gli "amici" gobbi chi ha speso anche belle parole, ammettendo il grosso culo, chi ha detto che il goal era regolare ma solo per i cavilli del regolamento...beh poco importa! conta solo la palla nel sacco e la brutta sensazione che ne è seguita.
l'onore delle armi dei vari buffon, pettiti, del piero e trezeguet fa comunque piacere...l'antipatia resta per tutti gli altri.
eppure era stato un week-end piacevole fino al 93 della ripresa.
venerdì sera io e il mio 'kinder' siamo stati a degustare e ad ascoltare quanto proposto da luca glebb miroglio, una serata bellissima, presso eataly, continuata all'unione industriale. qui, in via fanti 17, beccantini e gramellini, accompagnati da cobolli e cairo, presentavano i testi con i quali "La Stampa" - un giornale di torino lievemente schierato a difesa degli interessi della famiglia regnante, la casata degli agnelli - ha monetizzato anche il derby! la serata è stata comunque piacevole. il libro non l'ho comprato però! al massimo lo ruberò al prossimo salone del libro, ma comprarlo mai! cioè i libri sarebbero due...ma con tutta la stima per beccantini il suo proprio non riuscirei a leggerlo. oddio ho letto sicuramente di peggio ma preferisco colpirmi i testicoli con una mazza o al limite, parafrasando guccini, farmeli massaggiare da qualcuno.
devo ammettere, in questo bagno di sincerità, addirittura ho trovato non troppo antipatico il nobile cobolli gigli vien dal mare...ma adesso stop elogi alla goeba. Certo devo rilevare che a fronte di un alessandrino - meneghinizzato quanto vuoi, ma sempre nativo della ridente masio - e di un torinese trasferito a roma loro rispondevano con un bolognese, che vive a milano, e un milanese (antico vassallo della dinastia motorizzata torinese, già dirigente de "La Rinascente")...ma tant'è la vecchia signora è la baldracca d'Italia ops, scusate, volevo dire la peripatetica d'Italia, non poteva essere diversamente.
tra i granata mi ha fatto piacere vedere ossola, sala, culicchia e, soprattutto, michele ferrero ormai diventato il mio guru per quanto concerne la "passione granata".
chiusa la serata di venerdì subito a nanna per un sabato intenso.
domenica, prima della mia gara "tirata" a fenis nel pomeriggio e quella sfigata della sera, ho partecipato al torino today tour organizzato da urban center, ossia una rilettura dei lavori effettuati a torino dal '94 in poi.
il raddoppio del politecnico, la spina 1, la 2 e la tree - come direbbe mike - l'area dell'environment park ecc.
la serata cercherei di dimenticarla, essendo stata dedicata alla festa di inaugurazione della nostra casa con i parenti.
riepilogando tante cose da ricordare ma un paio da dimenticare.
purtroppo il tocco di dellafiore, peraltro autore di una bellissima gara, e quello di trezeguet saranno indelebilmente fissati nella mia memoria.
forse è proprio vero che noi granata viviamo di ricordi...
arvezi!
l'onore delle armi dei vari buffon, pettiti, del piero e trezeguet fa comunque piacere...l'antipatia resta per tutti gli altri.
eppure era stato un week-end piacevole fino al 93 della ripresa.
venerdì sera io e il mio 'kinder' siamo stati a degustare e ad ascoltare quanto proposto da luca glebb miroglio, una serata bellissima, presso eataly, continuata all'unione industriale. qui, in via fanti 17, beccantini e gramellini, accompagnati da cobolli e cairo, presentavano i testi con i quali "La Stampa" - un giornale di torino lievemente schierato a difesa degli interessi della famiglia regnante, la casata degli agnelli - ha monetizzato anche il derby! la serata è stata comunque piacevole. il libro non l'ho comprato però! al massimo lo ruberò al prossimo salone del libro, ma comprarlo mai! cioè i libri sarebbero due...ma con tutta la stima per beccantini il suo proprio non riuscirei a leggerlo. oddio ho letto sicuramente di peggio ma preferisco colpirmi i testicoli con una mazza o al limite, parafrasando guccini, farmeli massaggiare da qualcuno.
devo ammettere, in questo bagno di sincerità, addirittura ho trovato non troppo antipatico il nobile cobolli gigli vien dal mare...ma adesso stop elogi alla goeba. Certo devo rilevare che a fronte di un alessandrino - meneghinizzato quanto vuoi, ma sempre nativo della ridente masio - e di un torinese trasferito a roma loro rispondevano con un bolognese, che vive a milano, e un milanese (antico vassallo della dinastia motorizzata torinese, già dirigente de "La Rinascente")...ma tant'è la vecchia signora è la baldracca d'Italia ops, scusate, volevo dire la peripatetica d'Italia, non poteva essere diversamente.
tra i granata mi ha fatto piacere vedere ossola, sala, culicchia e, soprattutto, michele ferrero ormai diventato il mio guru per quanto concerne la "passione granata".
chiusa la serata di venerdì subito a nanna per un sabato intenso.
domenica, prima della mia gara "tirata" a fenis nel pomeriggio e quella sfigata della sera, ho partecipato al torino today tour organizzato da urban center, ossia una rilettura dei lavori effettuati a torino dal '94 in poi.
il raddoppio del politecnico, la spina 1, la 2 e la tree - come direbbe mike - l'area dell'environment park ecc.
la serata cercherei di dimenticarla, essendo stata dedicata alla festa di inaugurazione della nostra casa con i parenti.
riepilogando tante cose da ricordare ma un paio da dimenticare.
purtroppo il tocco di dellafiore, peraltro autore di una bellissima gara, e quello di trezeguet saranno indelebilmente fissati nella mia memoria.
forse è proprio vero che noi granata viviamo di ricordi...
arvezi!
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