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mercoledì, febbraio 15, 2023

Perchè tifo "Turin"

Tifo "Turin" perchè da sempre l'hai tifà

per la squadra ca pòrta 'l nòm dla mia sità.

Perchè 'l color dla soa bela bandiera 

a respecia na passion fòrta e sincera:

Ross come 'l sangh, come 'l feu come 'l vin:

eccò perchè, cari amis, tifo "Turin".

Perchè a pòrta stampa sel sò scuèt

un-adle bestie pi bele: en torèt

En torèt ca raspa comn 'l pe la sabbia

e da le soe naris a sbufa tanta rabbia.

Rabbia 'd bataia contra ij "Matadòr"

ca son fòrse pi fòrt, ma genà dal "Tor".

Tocà sovens da tanti, tròpi colp de spà,

a l'è sempre arpiasse, a 'è sempre arpiasse, a l'è mai crolà.

Le £"Banderillas" dla sfortun-a pi sfacià

a l'han ferilo, si amis, ma mai massà.

La spa caj farà pieghè ij ginoj l'è 'n cor nen nà,

a son ancora fòrt ij sòj crij, le soe cornà.

E adess pi che mai continoa a marcè drit,

onest, coragioss e 'n sima a tutt: Polit.

Mister, gieufìgador: ment e brass del nòstr Torèt

regalene prest se i peudi: na copa, ne scudèt.

Noi dal bòrd del camp sempre pront a criè

con tanta passion sportiva: Toro Olè.

Perchè mi cherdo 'n Ti; perchè 't veui bin

per tut l'òn chi l'hai dit: Mi tifo "Turin".

(ritaglio di giornale trovato in un libro sul Torino in un mercatino dell'usato)

martedì, maggio 17, 2022

Quinto libro di Ugo Revello

 E' uscito oggi, 17 maggio 2022, "Doi povron bagnà 'nt l'euli" (come gli altri, sempre edito da Priuli & Verlucca) il quinto libro del grande Ugo Revello su storia e tradizioni del Piemonte.

1) A va bin parei. Detti che fra un po' non saranno più detti (2018)

2) Suma bin ciapà. Altri detti che fra un po' non saranno più detti (2019)

3) Speruma bin. Ancora altri detti che fra un po’ non saranno più detti (2020)

4) Balengo! Imprecazioni, qualche parolaccia, contumelie, epiteti che fra un po’ non saranno più detti (2021)


giovedì, ottobre 07, 2021

Sempre di corsa...ma perchè?

E' vero, gli anziani diventano, o meglio tornano, un po' bambini e questa mattina ne ho avuto riscontro.

Ho accompagnato i miei genitori all'INPS perché è vero che SPID diventa fondamentale ma in Italia c'è sempre la "deroga" che in questo caso si chiama "delega". Così sarò io a gestire i loro "profili" in rete, cioè come prima dello SPID.
Poco male, ho passato del tempo con loro ed è stato piacevole. 
Mio padre, ahimè, l'ho visto affaticato anche solo a percorrere poche decine di metri a piedi, più arzilla mia madre. Come da 30/32 anni a questa parte, io sono sempre di corsa e arrivato presto da loro, dopo il "ciao grigi, tut bin?" di rito mi sono messo a ricontrollare i documenti necessari, aggiornarli sulle incombenze familiari evia di corsa, insieme, verso "Torino Nord" perché c'è l'orario dell'appuntamento da rispettare e il traffico è feroce la mattina.

In realtà poi, all'INPS, la procedura è stata istantanea e si è conclusa positivamente, senza intoppi e nessuna coda allo sportello né in auto. 
Siamo quindi andati a pagare l'assicurazione della loro auto, l'ufficio era dietro l'angolo...pagata la quale ci siamo fermati un attimo, forse erano 10 anni che non lo facevamo, e ci siamo presi un caffè "napoletano", buonissimo, in un bar vicino a piazza Rebaudengo.
Solo in quel momento, paradossalmente, siamo riusciti a stare finalmente tranquilli, "fermi" per un po' e, opportunamente interrogati, sono riusciti a parlare con il pazzo che scrive e, come succede con i miei figli, hanno iniziato effettivamente a "parlare" davvero cioè andando oltre le solite formule di cortesia - chi ci scambiamo da anni - per raccontare il loro "mondo", che io ormai conosco poco. 

Qualche amico purtroppo non c'è più, il ragazzo del mercato che è sempre gentile con loro, come sta mio fratello ecc. 
Anche i miei bambini, spesso, non hanno voglia di raccontare se troppo frettolosamente invitati a farlo. Ma poi, quando il clima diventa più disteso, la sera, diventano loquaci, anche per ritardare il momento di andare a dormire, e finalmente si scopre quello che è accaduto tra i banchi o quali erano i compiti da fare per il giorno dopo...
Si tratta solo di rispettare i loro tempi.

Mio padre si era comunque prima sincerato: "sei di corsa?". 
"No, Papà, pensavo che all'INPS saremmo stati più a lungo, ho tutto il tempo che vuoi". E da quel momento hanno iniziato a raccontarmi tante cose di oggi, di ieri e, parlando dei loro nipoti, anche di domani...era davvero da troppo che non riuscivamo a farlo. 
Esclusivamente per colpa mia.

Sabato, probabilmente, se riuscirò a convincere anche mio padre, più sedentario, andremo a castagne, come 100 anni fa andavamo a "famiole" o in cerca di lumache, se aveva piovuto, di nuovo insieme e sarà una giornata meravigliosa.

lunedì, maggio 04, 2020

Quel giorno di pioggia - 4 maggio 1949 ore 17:03

Quel giorno di pioggia bambino lo sai
che il cuore mio a pezzi non scorderà mai
sul viso una ruga che prima non c'era
lo sguardo nel vuoto quel vuoto che sai

Quel giorno di pioggia ti dissi com'è
la vita ti vive senza un perché
vita che scorre pian piano lontana da me
quel giorno di pioggia tu forse ricordi qual è
quel giorno di pioggia tu forse ricorderai che

Quel giorno di pioggia la stanza era densa
la tua espressione era di circostanza
le mani mai ferme portate alla bocca
e gli occhi tuoi gonfi guardavano me

Io risi poi piansi fai un po' come vuoi
la pioggia batteva sul viso tra noi
batteva sul nostro dolore più vivo che mai
quel giorno di pioggia tu forse lo ricorderai
quel giorno di pioggia tu forse non lo scorderai

Quel giorno di pioggia non pioverà più
col tempo si cambia e cambierai tu
si cambia con forza o forse non so
si cambia per forza ma non scorderò

Quel giorno di pioggia lo schianto nel cielo
che spense in un lampo il Grande Torino
quel lampo che porta il ricordo per chi non c'è più
quel giorno di pioggia io spero non torni mai più
quel giorno di pioggia io credo non tornerà più

Bacigalupo, Ballarin, Maroso,
Grezar, Rigamonti, Castigliano,
Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola
...e tutti i cuori granata che non battono più

[Sensounico]

giovedì, gennaio 16, 2020

Delitti a Torino – La Stampa

Una dozzina d'anni fa, uscì una interessante collana di libri "Delitti a Torino" che raccontava efferati episodi di cronaca nera ricostruiti con taglio giornalistico.

In rete, ahimè, non ho trovato l'elenco completo dei titoli che uscirono.

Personalmente ho ritrovato questi otto titoli:

Renzo Rossotti, Denti di lupo, 2007
Sottotitolo: La banda Cavallero

Claudio Cerasuolo, Il sosia, 2007
Sottotitolo: 1988-1991: il caso dei tre sosia

Lorenzo Gianotti, L’enigma Codecà, 2007
Sottotitolo: Uno sparo in via Villa della Regina

Claudio Giacchino, L’ultima notte con Martine, 2007
Sottotitolo: 1969 il mistero Beauregard

Maurizio Ternavasio, Diabolich l’assassinio di via Fontanesi, 2008
Sottotitolo: Il misterioso delitto di Borgo Vanchiglia

Angelo Caroli e Patrizia Durante, Fantasma di donna, 2008
Sottotitolo: Marina Di Modica scompare

Angelo Caroli, La morte nella valigia, 2008
Sottotitolo: Un delitto atroce sconvolge Chivasso

Bruno Gambarotta, Il postino suona sempre due volte, 2008
Sottotitolo: Il furto del secolo alle poste di Torino: carta straccia al posto dei miliardi

Ne saranno usciti altri?
Boh

lunedì, gennaio 22, 2018

Professore di cosa?

In quel ristorante dove si mangia un ottimo pesce vado di rado, non è proprio in una posizione comoda per me, ma soprattutto perché mi piace centellinare le mie presenze
per gustarmi meglio le prelibatezze che propone.
Il proprietario, dallo stile sempre impeccabile, si ricorda di me e mi accoglie piacevolmente, mi fa accomodare in una stanza dove ad un altro tavolo è già seduta una persona,
un signore anziano che, dopo qualche minuto, amabilmente, scambia, lui per primo, qualche parola con me.
Mi dice che viene spesso, essendo goloso e abitando lì vicino e che i proprietari sono persone per bene.
Ammetto di essere anch'io goloso, di amare il buon cibo e di aver già apprezzato in passato il clima che si respira nel locale.
Poi arriva il mio piatto e mi metto a mangiare, smanettando contemporaneamente sullo smartphone.
Arriva anche per il signore un secondo piatto, "tutto a posto professore?", chiede Silvio, il proprietario.
Passa qualche minuto e, superando la castrante discrezione sabauda, avendo capito che al mio commensale non sarebbe dispiaciuto continuare a chiacchierare
ed effettivamente incuriosito dalla persona, chiedo: "mah...professore di cosa?".

Antonio, così si chiama il signore, è "ricercatore in Biotecnologie", mi dice, anzi, precisa, un "ex".
Mi racconta di alcuni suoi studi, che si è laureato in psicologia a Padova, del master a Bologna. Dell'amore per gli studi classici, studi fatti non in gioventù, con difficoltà
partendo da una famiglia poverissima.
Mi parla di come pensa l'insegnamento per i più piccoli, all'importanza del metodo di studio.
Il discorso è interessante. Anch'io, dico, ho fatto un master, dopo la laurea a Torino e, avendo due bambini piccoli, sono particolarmente attento ad ascoltare delle considerazioni sulla loro educazione.

Inizio a pensare che sarebbe bello, essendo persona piacevole e lucida, nonostante l'età non più giovanissima, averlo come
utente al prossimo test di usabilità, forse una scusa per non perdere la possibilità di rivederlo in futuro.
Chiedo quindi se ha dimestichezza con l'uso del computer, "certo" mi dice.
Mi faccio dare i suoi dati e lascio i miei, dicendo dove lavoro: "ah! proprio lì ho imparato ad usare il computer! E poi l'ho insegnato ai ragazzi delle 150 ore"
Il clima è piacevole e diventa amichevole.
Non ricordo bene come o perché, mi chiede di quale squadra io sia.
Con malcelato vanto, preciso di essere del Toro, di quale altra squadra dovrei mai essere?
Avendo abbandonato il "lei", a mia volta domando: "E tu?" Come facevo da ragazzino e come forse, non lo so, si fa ancora tra ragazzi.
Lui rimane un attimo in silenzio...ed io, lo ammetto, penso male, mi dico, una persona così piacevole deve essere dei nostri, invece questa titubanza mi fa pensare che sia dei loro...
ma poi Antonio mi rassicura: "Sono del Toro anch'io!". Non poteva essere diversamente.
Un altro punto in comune.
Si passa quindi da un clima amichevole ad uno fraterno, com'è normale tra granata, nonostante la differenza d'età, io a metà dei quaranta, lui a metà dei settanta.
Lui mi racconta con grande entusiasmo dei libri che ha scritto sul Toro, parliamo dei tifosi vip granata che lo hanno deluso e di quelli che lo hanno aiutato
nelle sue iniziative benefiche a favore dei bambini.
"Anche Silvio è del Toro!" mi fa.
Silvio ci raggiunge e insieme ci mettiamo a ricordare i vecchi tempi, amici tifosi che ahimè non ci sono più e si pensa di fare una cena, con quei tifosi veri,
con qualche ex giocatore (Eraldo Pecci).
Parlando amabilmente viene anche fuori che Antonio è stato arbitro di calcio, come me! E poi dirigente AIA.
E, mentre io sto facendo il corso da Osservatore, mi rivela che partecipò a definire il nuovo nome del "commissario" di campo,
oggi noto appunto come "Osservatore arbitrale" (lui aveva proposto "Osservatore tecnico").
Ricordiamo amici comuni che hanno fatto parte dell'associazione e a quel punto, dopo aver salutato Silvio,
Antonio mi chiede di accompagnarlo al bar accanto del tifoso del Toro che non c'è più per offrirmi un caffè.
Sembra una maledizione, ma è sempre così con il Toro, è "vita", la sua bellezza che si intreccia con le sue inevitabili tragedie, in continuazione, ahimè... 
Lo seguo e continuiamo a parlare, mi dice di aver fatto parte del consiglio di amministrazione del Toro di Borsano e
quando gli parlo del viaggio ad Amsterdam in treno, per la finale di Coppa UEFA, mi dice che c'era anche lui,
volato in Olanda con i dirigenti del tempo, dopo aver detto alla moglie che era in trasferta per lavoro.
Ridiamo delle pazzie che questa maglia colore del sangue ci fa fare.
Usciamo ed incrociamo di nuovo Silvio e ribadiamo la volontà di rivederci un lunedì sera, quando il suo locale è chiuso.
Distratto dalla condivisione dei nostri ricordi, non so neanche più dove ho messo la macchina e camminiamo su e giù per la via fino a ritrovarla dopo un po'.
E' una macchina familiare e l'associazione mentale mi porta a parlare del mio amore per i miei due bambini.
Il momento più triste è quello del saluto, io gli faccio vedere le foto dei miei bimbi vestiti di granata
e lui mi dice che gli sarebbe piaciuto diventare nonno, ma non è stato possibile.
Dal suo tono immagino quello che mi dirà, poi Antonio mi conferma la morte in giovane età del suo unico figlio, per un maledetto incidente stradale.
Io sono commosso, come lo è lui, chiedo di poterlo abbracciare. Antonio acconsente.
Ci stringiamo forte, come vecchi amici anche se ci conosciamo da un'ora.

A stretto giro di posta, come si dice, Antonio mi manderà poi alcune foto inedite del Grande Torino, come mi aveva promesso,
e un saluto dove mi invitava a sorridere sempre.
Con queste parole intendo ringraziarlo per il tempo che mi ha dedicato e per il suo insegnamento,
una persona fisicamente minuta ma che mi ha mostra grande forza, non perdendo la dolcezza
nonostante le prove che ha dovuto affrontare nella sua vita.
Ti voglio bene, Antonio.

E poi qualcuno ti vuol fare credere che il Toro è una squadra come un'altra...

giovedì, ottobre 27, 2016

L'Inter-Toro 2-1 del 26.10.16 h 20.45 - né cherpa né sciopa

L'attimo

Al bar della Stazione i cinesi, sapientemente, avevano suddiviso il locale in due: da una parte i gobbi, dall'altra noi, in mezzo, a far da cuscinetto, loro.
I più giovani di loro parlano italiano e con loro si riesce bene o male ad intendersi, con gli altri un cazzo.
Quindi si procede a gesti per farsi capire e sono frequenti le incomprensioni. Le distanze culturali sono enormi.
Per quanto possibile li si prende amabilmente per il culo e loro, immagino, faran lo stesso.
Però è strano che, anche i più giovani tra loro, non abbiano ancora capito che durante una partita se qualcuno segna un goal, ed è dei nostri, si urla.

Quelli "in mezzo" sono un numero sterminato, operosi, silenziosi, efficienti. Non ridono mai. Ai lati lo scazzo.
Il clima è un po' quello dello spaccio a naja: tu sei il rospo, loro gli anziani.
Il servizio è rude. Sinceramente a me non dispiace. Basta con le nostre stantie e ipocrite convenzioni sociali, basta con le buone maniere basta "Buongiorno/Buonasera", "Per favore", "Grazie", "Prego", "macchiato freddo", "in tazza grande"...
Al bar della Stazione tutto questo è finalmente azzerato.
Ti prendi quello che vuoi, metti i soldi sul bancone: se sono di più del dovuto ti danno il resto altrimenti prendi e te ne vai.
Senza un "cherpa" [ndr dal piemontese "Crepa"] senza uno "sciopa" [ndr dal piemontese "Scoppia"] né dall'una né dall'altra parte.
Un mondo perfetto e una fotografia di quello che succede oggi tra Asia ed Europa.
Noi divisi e rancorosi al cazzeggio, intenti a sperperare gli ultimi centesimi, loro uniti a lavorare, pianificare e costruire.

Queste le premesse per godersi l'attimo.
L'istante più bello, in una brutta partita persa meritatamente, è stato non già la nostra rete, ma quello successivo al goal di Belotti.
Dal nostro "settore" parte un boato immenso, io mi ritrovo catapultato in mezzo alla stanza urlante, altri si abbracciano, un paio di ragazzini prendono a calci la porta per stemperare la tensione accumulata fino al quel momento liberatorio.
C'è un gran baccano a San Maurizio, in quel vetusto locale tra la stazione ferroviaria e il campanile quadrato, simbolo del paese.
Un istante dopo, quasi all'unisono, si spalanca una porta laterale e si affacciano 3-4 cinesi sconvolti per capire cosa mai stia succedendo.
Le facce stralunate, sorprese, un po' preoccupate.
Ma cosa vorrai mai che sia successo durante una partita di calcio e in particolare durante l'Inter-Toro? Ha segnato il Gallo!
Così come istantaneamente erano comparsi, i cinesi, veloci di mente, compreso che nessuno stava ammazzando qualcun'altro, richiudono la porta e scompaiono, silenziosi ed enigmatici.
Nel buio, il burlone del paese, con insolita saggezza, chiosa:
"ragazzi adesso tranquilli, occhio che anche il bar è 'loro'...di quelli [sottinteso proprietari] dell'Inter"...

mercoledì, ottobre 28, 2015

Dopo una sconfitta per 3-0...

Ovunque!
Comunque!

Ovunque noi ti seguiremo
comunque saremo insieme a te
il nostro colore porteremo
da sempre per sempre Toro alé
con la voce accanto a te
forza grande Toro alé
ale ale ale ale Toro alé

Siam granata il meglio da sempre
siam padroni di questa città
entra il Toro lo stadio è una festa
forza Toro la gente è qua
poche gioie e molti dolori
però questo un granata lo sa
se la strada diventa salita
non per questo lui si fermerà

filo diretto con Valentino
gioca nel cielo col Grande Torino
parla ai ragazzi digli che noi
siamo granata e siam sempre con voi

filo diretto con Valentino
gioca nel cielo col Grande Torino
parla ai ragazzi digli che noi
siamo del C.A.S.T. e siam sempre con voi




http://www.cast-1983.it/

venerdì, maggio 30, 2014

Amsterdam!

Torneremo ad Amsterdam!
Ieri sentenza CONI: Parma a casa, noi in Europa.
E' qualcosa di incredibile che in Italia, a fronte di una regola,
la si faccia rispettare.


Godo come un riccio e, finalmente, capisco cosa provano i gobbi...

mercoledì, ottobre 03, 2012

Amore, rete e stati uniti

Anobii - che Dio lo benedica - tra i suoi tanti meriti "diretti" ne ha anche un altro "indiretto", ti permette di riflettere.
attività che in effetti già svolgevo,
ma che è stata potenziata con i dati reperiti dal sito, dati che posso analizzare da punti di vista diversi dal solito.
l'opera immane che ho iniziato da un po', il caricamento di tutti i miei libri cartacei (...a caricare quelli digitali ho rinunciato non potendo utilizzare il caricamento massivo previsto), mi ha aperto nuovi scenari interpretativi.

purtroppo le ultime versioni della APP anobii per smartphone sono decisamente peggiorative rispetto alle precedenti: non si hanno dati attendibili sullo stato della propria libreria e non si leggono, benché esistenti, le recensioni degli altri lettori.

riflettendo, la cosa curiosa, benché banalmente fisiologica, che mi è saltata all'occhio è il cambiamento di gusti e di letture nel corso degli ultimi vent'anni (o meglio 25).
l'evento più rilevante è la scoperta degli americani (i viaggi negli USA hanno aiutato, indubbiamente).
Un tempo bistrattati, un po' per ideologia un po', credo, per influenza del classico che i classici nostrani inevitabilmente spinge.

E poi ci sono i gusti personali...ma quanto tempo perso dietro a letture che oggi mi paiono così inutili!!!
Prendi in mano un libro improbabile per caricarlo su anobii e ti rendi conto, dalla personale codifica vergata a mano sul volume, che l'hai letto!
Non te lo ricordi più...e mai diresti di essertelo sorbito.

Adesso il tempo è poco per leggere e mi coglie l'ansia di non riuscire a "scandagliare" tante opere che meriterebbero letture e riletture.
voglio essere esodato!
e dedicarmi solo più a colmare questa lacuna e, in primis, ad amare la mia bimba.

ieri pomeriggio ero intento nella solita caccia al tesoro - il reperire libri fuori catalogo di autori che amo cercandoli nei mercatini dell'usato - ed ho osservato una scena che spero di poter vivere tra qualche anno: padre e figlio adolescente intenti nella mia stessa, al momento solitaria, operazione di ricerca.

alla mia bimba vorrei regalare questa passione unitamente all'imprescindibile amore per il toro...un modo quest'ultimo per sperare di poterla legare - con un filo più o meno esile e non certo in modo oppressivo o malsano - a me, per sempre. Fra cinquant'anni sentirla e dirle: "Gio', hai visto come abbiam giocato bene ieri?"

inutile nasconderlo

dopo 3 giorni da atalanta-torino (1-5) sono ancora qui che godo.

che bambinone...

giovedì, maggio 17, 2012

TORINO-SASSUOLO

la goeba chiede alla lega, senza consultare il Torino o il modena, di spostare la gara dei granata di domenica 20.05.12 (Torino-modena) per evitare eventuali festeggiamenti in concomitanza con loro (la goeba gioca la finale di coppa italia con il napoli, a roma). cosa dire: forza napulè, certo, ma quanta stucchevole volgarità?!? che si spostino il loro match! come dice ventura, domenica scende in piazza il 60% di torino! questo l'antipasto di martedì sera:

torino siamo noi!

mercoledì, maggio 09, 2012

Senza "se" e senza "ma"

Siena-Torino è stata irregolare (io me la ricordo bene. potrebbe dirlo anche Conte visto che l'ha vista meglio di me a bordo campo).
Se sarà accertato che Pellicori ha agito per determinare un pareggio
(inutile a noi forse utile a lui) voglio essere punito secondo legislazione vigente.
NOI NON SIAMO GOBBI.
Meglio rimanere in B essendo coerenti che fare come loro.

Lunedì mi faccio in macchina San Maurizio C.se via Balzico (nei pressi di via Filadelfia) per incontrare fratelli granta: ho visto una bandiera bianco-nera appesa dico "1" per festeggiare lo scudetto.
poi entro allo stadio olimpico e vedo questo spettacolo favoloso offerto dalla maratona:


loro spaccano vetrine e cagano nel "granatastore" di carlo testa di piazza castello, rubano maglie e lasciano i libri intonsi non sapendo probabilmente cosa possano essere quegli strani oggetti.
spaccano le vetrate di palazzo madama ecc...ecco noi siamo altro! 
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alcuni minuti dopo aver scritto il post ricevo e pubblico due link che smentiscono che il toro sia coinvolto (pellicori è coinvolto per altre vicende pre-granata):

http://www.gazzetta.it/Calcio/Calcio-Infetto/09-05-2012/novara-atalanta-siena-deferimenti-sono-ufficiali-911173722859.shtml

http://media2.gazzetta.it/gazzetta/pdf/2012/frontespizio-deferimenti.pdf

molto meglio così, quando detto rimane immutato evidentemente.

lunedì, maggio 02, 2011

OGR fare gli italiani?

giro di corsa alle OGR - Officine Grandi Riparazioni di Torino.
Ci ero stato un po' di tempo addietro, adesso l'area è ampiamente recuperata e la location è unica.

in questi mesi, ci sono le famose mostre dei 150 anni.
ho visto correndo "Stazione futuro. Qui si rifà l'Italia".
mi ha convinto poco.
lo stand dedicato ad Internet e la rete, ad esempio, fornisce pochi spunti interessanti e l'approccio del video principale è banale, superficiale,
mal recitato.
Ho quindi visto le altre installazioni con poca attenzione, in generale l'idea che mi sono fatto è che la mostra è stata fatta in economia e, forse, un po' in fretta, come io ho fatto la visita.


prima sala della mostra "Fare gli italiani": vengono lette frasi celebre dei vari personaggi storici che hanno partecipato al risorgimento

sono quindi andato a vedere l'altra mostra
Fare gli Italiani.
sono entrato con poche aspettative e ne sono uscito entusiasta.
in particolare per l'allestimento scenografico particolarmente d'impatto.
le finestre sono state schermate e la luce è ben utilizzata e dosata per mettere in rilievo (un po' come ha fatto dante ferretti al museo egizio) oggetti o pannelli che illustrano, molto sinteticamente gioco-forza, lo scorrere degli anni.
bellissima, come sempre, la sala "duomo".
andate a vederla!
ne uscirete un po' spossati - un paio d'ore non bastano per una visita approfondita, l'ideale sarebbe una giornata intera per vedere i molti filmati e ascoltare i contributi audio - ma con un senso di orgoglio e di partecipazione alla nostra storia pur con tutte le sue ambiguità, le sofferenze, i traguardi spesso minimi, le rare pagine davvero epiche.

da evitare il grill esterno curato dal Brek scimmiottando Eataly.
personale anche disponibile,
ma la carne è precotta e poi scaldata: risultato pietoso.
a prezzi assolutamente non popolari.

giovedì, febbraio 11, 2010

io mi ricordo

era un 4 maggio.
la "data" per eccellenza.
era l'anniversario della tragedia di superga del 2005.
io, come mi era già capito qualche anno prima con il toro di reja in quel di settimo,
ebbi la fortuna di arbitrare una gara amichevole a san raffaele cimena
dell'ultimo torino cimminelliano, in panca un troppo silenzioso ezio rossi.
ricordo i commenti, da "tifoso", di balzaretti - ma come hai fatto ad andare alla juve!?!? - su quanto organizzato dai tifosi, in concomitanza, al fila.
ricordo le bestemmie in veneto di pippo maniero al quale ho cercato di spiegare che "lascia", detto all'avversario, è
da sanzionare e lui "ah, non lo sapevo". "suma a post", pensai io...ricordo un duro scontro verbale con
comotto, evidentemente non un genio, l'educazione squisita di un timido codrea, nazionale rumeno, il futuro nazionale
quagliarella (nella foto) che attraversava un periodaccio
e ironizzava sul fatto che neanche in amichevole riusciva a buttarla dentro.
la simpatia di berti e alcune buone parate di alberto maria fontana, per tutti jimmy. tifosissimo granata.
anche in quella partita de ascentis si limitò ai suoi passaggi laterali e lo ricordo quindi solo per gli ampi tatuaggi maori.
il buon Gaby Mudingayi appariva totalmente spaesato, ma dimostrava una grande esuberanza atletica...
inversamente proporzionale alla mia! come la panza evidenzia.

ramallo franco regalò la maglia al mio collega assistente arbitrale, io mi portai a casa
una bella soddisfazione personale.
non posso dire di aver goduto della presenza dei miei "beniamini"...ovviamente
perché tali non erano. erano un buon gruppo di giovani, ma non certo campioni affermati.
il mio timore reverenziale era pari a quello che si prova verso il ragazzo che ti strappa i biglietti al cinema.
credo che se avessi incontrato junior o dossena, lentini o cravero avrei invece sentito l'amore totale
verso alcuni dei miei idoli granata.
in realtà ripensando a quei nomi quella formazione era sicuramente competitiva,
la stagione si concluse, dopo l'esonero di rossi e il passaggio della conduzione tecnica a zaccarrelli, con la promozione in A e...il fallimento! che ci liberò sì dagli odiati cimmi&tilly...ma ci consegnò al nostro linguetta, braccino corto.
è sempre bene piangere la morte del tiranno...