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lunedì, luglio 22, 2019

L'importanza dei preliminari

PAZZO PER IL TORO
Sinceramente non so se son così di mio, cioè fuori di testa, o se è “lui” che mi ha reso così.
Forse è colpa sua, del Toro…mi piace pensarlo almeno, a mia parziale discolpa.
Mentre il mio collega sogna probabilmente - e vanamente - una "notte magica" a Istanbul, il sottoscritto questa notte è riuscito ad avere questo “incubo”.

Calcio di rigore per il Toro in terra d'Ungheria. Non so bene chi lo batta, in ogni caso il giocatore sul dischetto opta non per il tiro diretto, banale, ma per il passaggio laterale sulla sinistra ad un giocatore che effettua il cross a scavalcare l'assembramento a centro area, per l'attaccante accorrente che, con una gran zuccata, insacca. Goal! Debrecen 0 - Torino 1! E’ fatta, Europa arriviamo.
A battere un rigore così, a ben vedere, sono solo i pazzi o quelli che sanno di essere i più forti. Lo fece una volta il Grande Torino e, recentemente, se non erro, il Barca.
Mi scuso con i fratelli granata per aver accostato in un singolo post gli Invincibili all'attuale Torino.

Ma torniamo a bomba, la partita, sbloccata, prende la piega che solo un tifoso granata può immaginare ossia loro ne fanno prima uno, un mezzo autogoal, poi due, in contropiede, e poi tutto va in vacca ops e finisce 3-1.

A quel punto, forse perché è vero noi non molliamo mai...la mia mente, tra il sonno e il risveglio, inizia a immaginare la via d’uscita un'andata che si è conclusa sul 2-0 che, di fatto, renderebbe utile anche questo insulso 3-1.
Poi mi sveglio, madido di sudore, stravolto e di pessimo umore. Ma giusto così, è lunedì, si muore di caldo e per noi "mai una gioia" non è mai tanto per fare i simpatici...

In ogni caso, mai gobbi
#TorinoFC #SFT #FVCG

giovedì, ottobre 27, 2016

L'Inter-Toro 2-1 del 26.10.16 h 20.45 - né cherpa né sciopa

L'attimo

Al bar della Stazione i cinesi, sapientemente, avevano suddiviso il locale in due: da una parte i gobbi, dall'altra noi, in mezzo, a far da cuscinetto, loro.
I più giovani di loro parlano italiano e con loro si riesce bene o male ad intendersi, con gli altri un cazzo.
Quindi si procede a gesti per farsi capire e sono frequenti le incomprensioni. Le distanze culturali sono enormi.
Per quanto possibile li si prende amabilmente per il culo e loro, immagino, faran lo stesso.
Però è strano che, anche i più giovani tra loro, non abbiano ancora capito che durante una partita se qualcuno segna un goal, ed è dei nostri, si urla.

Quelli "in mezzo" sono un numero sterminato, operosi, silenziosi, efficienti. Non ridono mai. Ai lati lo scazzo.
Il clima è un po' quello dello spaccio a naja: tu sei il rospo, loro gli anziani.
Il servizio è rude. Sinceramente a me non dispiace. Basta con le nostre stantie e ipocrite convenzioni sociali, basta con le buone maniere basta "Buongiorno/Buonasera", "Per favore", "Grazie", "Prego", "macchiato freddo", "in tazza grande"...
Al bar della Stazione tutto questo è finalmente azzerato.
Ti prendi quello che vuoi, metti i soldi sul bancone: se sono di più del dovuto ti danno il resto altrimenti prendi e te ne vai.
Senza un "cherpa" [ndr dal piemontese "Crepa"] senza uno "sciopa" [ndr dal piemontese "Scoppia"] né dall'una né dall'altra parte.
Un mondo perfetto e una fotografia di quello che succede oggi tra Asia ed Europa.
Noi divisi e rancorosi al cazzeggio, intenti a sperperare gli ultimi centesimi, loro uniti a lavorare, pianificare e costruire.

Queste le premesse per godersi l'attimo.
L'istante più bello, in una brutta partita persa meritatamente, è stato non già la nostra rete, ma quello successivo al goal di Belotti.
Dal nostro "settore" parte un boato immenso, io mi ritrovo catapultato in mezzo alla stanza urlante, altri si abbracciano, un paio di ragazzini prendono a calci la porta per stemperare la tensione accumulata fino al quel momento liberatorio.
C'è un gran baccano a San Maurizio, in quel vetusto locale tra la stazione ferroviaria e il campanile quadrato, simbolo del paese.
Un istante dopo, quasi all'unisono, si spalanca una porta laterale e si affacciano 3-4 cinesi sconvolti per capire cosa mai stia succedendo.
Le facce stralunate, sorprese, un po' preoccupate.
Ma cosa vorrai mai che sia successo durante una partita di calcio e in particolare durante l'Inter-Toro? Ha segnato il Gallo!
Così come istantaneamente erano comparsi, i cinesi, veloci di mente, compreso che nessuno stava ammazzando qualcun'altro, richiudono la porta e scompaiono, silenziosi ed enigmatici.
Nel buio, il burlone del paese, con insolita saggezza, chiosa:
"ragazzi adesso tranquilli, occhio che anche il bar è 'loro'...di quelli [sottinteso proprietari] dell'Inter"...

mercoledì, ottobre 28, 2015

Dopo una sconfitta per 3-0...

Ovunque!
Comunque!

Ovunque noi ti seguiremo
comunque saremo insieme a te
il nostro colore porteremo
da sempre per sempre Toro alé
con la voce accanto a te
forza grande Toro alé
ale ale ale ale Toro alé

Siam granata il meglio da sempre
siam padroni di questa città
entra il Toro lo stadio è una festa
forza Toro la gente è qua
poche gioie e molti dolori
però questo un granata lo sa
se la strada diventa salita
non per questo lui si fermerà

filo diretto con Valentino
gioca nel cielo col Grande Torino
parla ai ragazzi digli che noi
siamo granata e siam sempre con voi

filo diretto con Valentino
gioca nel cielo col Grande Torino
parla ai ragazzi digli che noi
siamo del C.A.S.T. e siam sempre con voi




http://www.cast-1983.it/

mercoledì, luglio 23, 2014

le cose semplici

L'idea è di non andare, il prossimo anno, allo stadio.
Rinuncia difficile.
Il nuovo "gioiellino" di papà in arrivo, un po' però lo impone.
Già forte è la nostalgia del profumo dell'erba e di quello dei fumogeni.
Della gente che freme per entrare, dell'emozione di vedere quelle maglie granata entrare in campo.
L'idea di forza che ti trasmettono. Indipendemente dal valore reale di chi le indossa.

Una delle cose più belle della prima partita della stagione è entrare, appena aperti i cancelli dello stadio, e dopo qualche minuto d'attesa, unirsi a uno dei primi cori: "JUVE, JUVE VAFFANCULO!"
urlato a squarciagola. col cuore. con felicità e irriverenza guascona.
urlo identitario, di appartenenza.
e poi un urlo ancora più forte, con la voce che si fa roca,
con rabbia TORO! TORO! lo sai già, avrai tutto contro.
ma questa volta è solo una ennesima promessa d'amore,
senza condizioni.
sai che dovrai soffrire e le gioie saranno poche,
ma sei con la tua gente,
sei ancora innamorato pazzo e non hai più paura di niente: TORO! TORO!

venerdì, maggio 30, 2014

Amsterdam!

Torneremo ad Amsterdam!
Ieri sentenza CONI: Parma a casa, noi in Europa.
E' qualcosa di incredibile che in Italia, a fronte di una regola,
la si faccia rispettare.


Godo come un riccio e, finalmente, capisco cosa provano i gobbi...

martedì, maggio 05, 2009

solo il fato li vinse

ieri si commemorava il 60° anniversario della tragedia di superga, mito fondante del nostro popolo.
scelta quindi corretta quella di portare le giovanili alla cerimonia religiosa,
i nostri ragazzi devono capire che non siamo una s.p.a. della fiat, ma siamo la storia della città.
corretta anche la scelta della società di far leggere, come da rituale, l'elenco dei caduti ad alessandro rosina nostro attuale e assolutamente indegno capitano.
corretta quindi anche la posizione della frangia più calda di contestare la decisione del Torino FC.
corretta la presa di posizione della tifoseria non organizzata di contestare la contestazione degli ultras.
lo scontro a volte è sano e ognuno è giusto che difenda la propria posizione, nel rispetto dei diversi ruoli.
la società che si piega agli ultras è fa una brutta figura. anche perché gli ultras non sono rappresentativi di tutti i tifosi.
gli ultras che accettano una scelta discutibile senza fiatare non sono ultras.
è vero l'anniversario di superga è un momento particolare...ma la passione può essere in contrasto con il rispetto che meritano gli eterni ragazzi del grande torino.

era il caso di scontrarsi, verbalmente, ieri.
non tutti erano nel giusto però, non voglio fare il pier-ferdinando...
l'unica nota assolutamente stonata infatti la si doveva aggiustare, secondo me,
non con la diplomazia o con le parole ma a sberloni.
mi riferisco alla volgare presenza, in un giorno sacro per ogni tifoso granata e non solo, dell'emanuale filiberto, il rampollo di casa savoia. per fortuna il padre - che nel tempo libero, è noto, si dedica a frequentazioni più lievi e divertenti (mica scemo) - non c'era.
"fili" si spaccia per juventino, ma simpatizza anche per il napoli, e adesso che si presenta nelle fila dell'UDC è anche granata.
sarà atalantino quando passerà per bergamo, laziale ma anche romanista quando scenderà nell'Urbe.
io voto mazzola.