Da non perdere una visita alla villa della regina di bordighera.
Cosa non si potrà più scordare?
la terrazza panoramica!
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Per il futuro del CSI Piemonte.
Il CSI Piemonte, consorzio informatico pubblico fra Regione, Province, Atenei, Comune di Torino e altri 90 soggetti territoriali della nostra Regione, è la prima realtà piemontese del settore ICT. Occupa 1200 dipendenti e le attività dell'indotto coinvolgono aziende con centinaia di addetti. Oltre ad operare direttamente per la gestione e lo sviluppo del sistema informativo degli Enti consorziati è impegnato a coinvolgere le aziende piemontesi in progetti ICT a livello nazionale ed internazionale.
Il CSI realizza direttamente progetti di sviluppo e gestisce con suoi dipendenti tutti i sistemi informativi degli enti consorziati arrivando per questo ad avere un positivo rapporto continuativo di fiducia con gli utenti della Pubblica Amministrazione.
Da più di due anni la politica si interroga sul futuro del CSI.
I lavoratori del CSI hanno chiesto sin dall’inizio la predisposizione di un piano industriale, ma nulla è stato fatto dai responsabili politici, per rendere meno nebuloso il futuro del CSI. Invece di chiedersi come utilizzare al meglio il Consorzio pubblico per la gestione del sistema informativo degli enti piemontesi, alcuni politici hanno deciso di farlo diventare una Società per Azioni per poi svenderne ai privati le parti più appetibili (come ad esempio la Sanità e la gestione delle infrastrutture tecnologiche).
Riteniamo che, lavorando per tutti gli enti consorziati, le risorse necessarie per progredire ci siano. Crediamo inoltre che il CSI debba essere rafforzato nel suo ruolo di soggetto tecnico di coordinamento per garantire la congruenza del sistema informativo della Regione e degli altri enti. Per questi motivi il CSI deve rimanere UNITO e PUBBLICO.
I firmatari
"Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà un modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo." Ennio Flaiano










