Due ombre che si sovrappongono sono più scure?
venerdì, gennaio 19, 2024
martedì, gennaio 16, 2024
'L "Grande Torino"
Côme ‘na storia, quasi. Scôtè: “’Na volta j’era
‘na squadra turineisa, ‘na squadra forta e fiera.
A la piegavô an pochi, përchè l’era d’assel,
a la spôntavô nen: l’ha mach pôdôlu ‘l cel!
E chíel ch’a lô savìa, a l’era grev côl dì
ëd lacrime pesante. Le nivôle sôn lì
a pochi pass da tera…e lôr vôlavô pian,
pôntavô su Turin, tôrnavô da lôntan…
Superga, su ‘n côliña, cha speta, grisa, fërma,
tërmôla sôta ‘n côlp, ‘nt le nivôle së stërma…
A veul nen feje ‘d mal, no, no, veul nen tradìe:
stí fíeuj l’han tanta fiusa, sôn lì…l’a deuv rapìe.
Quaidun pì ‘nnsù che nôi a l’ha vôrssù côsì.
A l’ha fôrgiaje prima, samblaje s-ciass, unì
sti unich giugadôr ant una sôla morssa,
dë spirit generôs, scatant: ‘na sôla forssa.
Un “foot-ball”, ôndes fìeuj an maja granatôn
e singh scudet ëd fila. Da meuire d’emôssiôn!
Për nen dësperdie ‘nt j’ani côn ël passè ‘d l’età
l’ha dëstissaie ‘nssema, l’ha piaje ‘nt ‘ns brassà.
El cheur dël vej Turin l’è fulminà: ‘na sort
parìa l’è mach un seugn…l’a lôr sôn tuti mort!
A sfilô për le strà a spale: i giugadôr
ch’ai portô a marciô e piôrô, frustà da tant dôlôr.
An testa la bandiera: ‘nt ël rôss a rampía ‘l Tor
lusent, a rendio ômagi, ant i so ricam d’or.
E peui Turin, Turin, tuta Turin l’è lì
Ch’a prega ‘nginôjà, përchè peul nen fè ‘d pì
E lôr adess lassù? ‘Nt gir ëd fantasìe
j’anmaginôma a gieughe dë splendide partìe:
s’a guardô la côliña da ‘dôva l’han pià ‘l vol
a mandô giù ‘n basin e peui a tirô “goal”!”
Côme ‘na storia, quasi, un seugn:”’Na volta j’era
‘na squadra d’invincibii, ‘na squadra forta e fiera.
Concetta Prioli
Poetëssa an lenga piemontèisa.
Nassùa a j'8 dë dzèmber 1919, mòrta ai 16 dë stèmber 1990.
Traduzione:
Il "Grande Torino"
Così, all'improvviso
Ieri sera, poco prima di cenare, Vittorio (9 anni) ha chiesto a suo zio:
"Sai qual è il problema più grande della vita?""Qual è?"
"La vita..."
domenica, dicembre 31, 2023
True crime - Gazzetta dello Sport
1. Veleno - Pablo Trincia - 27/12/2023
2. Innocente - John Grisham - 03/01/2024
3. L'invincibile estate di Liliana - Cristina Rivera Garza - 10/01/2024
4. Mindhunter - John Douglas - 17/01/2024
5. Dalia Nera - James Ellroy - 24/01/2024
6. Il silenzio della collina - Alessandro Perissinotto - 31/01/2024
7. Uno di noi (La storia di Anders Breivik) - Åsne Seierstad - 07/02/2024
8. Emanuele nella battaglia - Daniele Vicari - 14/02/2024
9. La famiglia - Ed Sanders - 21/02/2024
10. Lo sconosciuto delle poste - Florence Aubenas - 28/02/2024
11. Elisabeth - Paolo Sortino - 06/03/2024
12. Il figlio del mago - Sandrone Dazieri - 13/03/2024
13. Lo strano caso di Henri Girard - Philippe Jaenada - 20/03/2024
14. Fattacci (Il racconto di quattro delitti italiani) - Vincenzo Cerami - 27/03/2024
15. Laëtitia o la fine degli uomini - Ivan Jablonka - 03/04/2024
16. Il giardino delle mosche - Andrea Tarabbia - 10/04/2024
17. Soldi bruciati - Ricardo Piglia - 17/04/2024
18. Il ragazzo cattivo ovvero Delitto, castigo e redenzione di Robert Coombes - Kate Summerscal - 24/04/2024
19. Non dire niente - Patrick Radden Keefe - 01/05/2024
20. Il caso Richard Jewell - K. Alexander/K. Selwen - 08/05/2024
giovedì, dicembre 14, 2023
Novecento
"Ed eccoli finalmente insieme questi due americani paracadutati qui, nella Bassa Padana, che si guardano, si studiano. Vedendoli mi sembra di capire, di capire fisicamente, perché ho scelto Burt a fare il nonno padrone, perché ho scelto Sterling a fare il nonno contadino.
Perché Sterling l'ho sempre vissuto e lo vivo anche adesso e lo filmo come una persona fatta di poesia, Burt invece mi sembra fatto di prosa.
Forse è un pochino riduttivo, ma è anche così affascinante pensare che i contadini sono dei poeti e i borghesi dei prosatori."
Nel backstage di Novecento, Bernardo Bertolucci
Attilio Bertolucci, Emilia
Emilia, ormai scurisce il tuo frumento
e il papavero esce a fare il bullo
e le viti mettono tenere ricci
e la sera i biancospini illuminano le stradette
dove non passano che tante biciclette.
Emilia, ormai le tue donne fioriscono le contrade
di nuove toilettes, e le rose rosse nei giardini
ascoltano quei pazzi usignoli querelarsi
senza ragione, come i soprani nelle opere.
La primavera era di una malinconia
sino a pochi giorni fa…
Ma venne il sole e si fa
come una ragazza a passeggio con un giovanotto:
ride di tutto negli occhi chiari.
Emilia, la tua calma ci ha stregati.
martedì, ottobre 10, 2023
venerdì, luglio 21, 2023
lunedì, luglio 17, 2023
Lgbtqia+
E dopo la "Schwa", di cui confermo il giudizio, riporto le definizioni, non troppo approfondite ma il taglio è corretto essendo un articolo che presenta informazioni di carattere generale per introdurre un pubblico composito al tema, che ho letto sul mensile "Consumatori COOP" a pagina 24
(Nova Coop n. 5 Giugno-Luglio 2023).
L'articolo parla della campagna organizzata da COOP "Close the gap" per promuovere la parità di genere.
Le definizioni sono di Alice Orrù, copywriter e autrice del libro "Scrivi e lascia vivere".
lunedì, giugno 26, 2023
giovedì, maggio 25, 2023
Franco Nembrini: L'educazione è un casino da mo'
Citazioni:
1: "La nostra gioventù ama il lusso, è maleducata, si burla dell'autorità e non ha alcun rispetto degli anziani. I bambini di oggi sono dei tiranni. Non si alzano quando un vecchio entra in una stanza, rispondono male ai genitori. In una parola sono cattivi".
2: "Non c'è più alcuna speranza per l'avvenire del nostro paese se la gioventù di oggi prenderà il potere domani poiché questa gioventù è insopportabile, senza ritegno, spaventosa."
3: "Il nostro mondo ha raggiunto uno stadio critico. I ragazzi non ascoltano più i loro genitori: la fine del mondo non può essere lontana."
4: "Questa gioventù è marcia nel profondo del cuore. I giovani sono maligni e pigri. Non saranno mai come la gioventù di una volta. Quelli di oggi non saranno capaci di mantenere la nostra cultura."
Citazioni:
1. Socrate 470 a.C.
2. Esiodo 720 a.C.
3. Sacerdote dell'antico Egitto 2000 anni a.C. circa
4. Incisione su un vaso d'argilla dell'antica Babilonia 3000 anni a.C. circa
lunedì, maggio 08, 2023
Note su Hiroshima - recensione
Parliamo di un premio Nobel, quindi è abbastanza inutile dire che la scrittura è "preziosa" però...però fino a metà libro ho fatto una gran fatica a procedere. No...abbandonare mai! Con buona pace di Pennac.
Il libro è infatti una raccolta di saggi scritti all'inizio (fino a metà) anni '60 e sconta, ripeto soprattutto nella prima parte, il fatto che il racconto faccia riferimento a polemiche ed eventi, anche molto minuti, accaduti sullo scorcio dei primi anni 60. Il racconto di questi fatti risulta quindi, dopo sessantanni, poco interessante, poco chiaro anche per gli inevitabili riferimenti che un lettore, "occidentale" per di più, fa un po' di fatica a seguire.
In breve, se il tutto fosse riscritto oggi, verrebbe sintetizzato, credo, in poche pagine. E' interessante invece quando il racconto si sposta sull'esperienza che è poi diventata "universale" dei hibakusha (被爆者) - parola che non riesco a ricordare manco ripetendomela mille volte...e che quindi mi sono andato a cercare - ossia coloro che alla bomba sono sopravvissuti. Ai giapponesi dire "sopravvissuti" non piaceva, è stata quindi coniata questa; ecco queste pagine diventano, grazie anche alla sapienza dello scrittore, importanti, chiare, illuminanti circa qualcosa che, al pari forse di Auschwitz (non a caso l'autore fa un accostamento al campo di concentramento, peraltro secondo me in modo non felice, un po' frettoloso), la mente umana non può riuscire ad immaginare, o almeno la mia, assai limitata, non riesce.
martedì, maggio 02, 2023
Note su Hiroshima
Di tanto in tanto si sente di storie persino più tristi di quelle appena citate, come quella di una ragazza che, gettando per caso uno sguardo sulla sua cartella clinica, ci vide scritto 'leucemia mieloide' e s'impiccò. Quando mi capita di venire a conoscenza di storie del genere, mi sento molto fortunato a non fare parte di una nazione cristiana. Provo un sollievo indescrivibile al pensiero che un dogmatico senso di colpa cristiano non abbia impedito a quell'infelice ragazza di suicidarsi. Nessuno di noi vivi può difatti biasimarla per il suo gesto estremo. La nostra sola libertà deve essere quella di ricordare l'esistenza di persone che 'malgrado tutto scelgono di non togliersi la vita'. A questo proposito, come giapponese, penso di essere quel tipo di persona che, se scoprisse di avere il cancro, si suiciderebbe in piena libertà, senza sensi di colpa nè paura dell'inferno. Comunque sia, posso affermare in tutta sicurezza di non sentirmi assolutamente in diritto di dissuadere chicchessia dal commettere suicidio. Chissà, forse è perchè sono intaccato da una sorta di 'muffa' che mi svigorisce, ed è proprio per questa mia natura che posso riguadagnare coraggio tutte le volte che m'imbatto nella moralità pura e umana della gente di Hiroshima che 'malgrado tutto sceglie di non togliersi la vita'.
Kenzaburo Oe, Note su Hiroshima, Garzanti giugno 2021, pp 92-93
Traduzione di Gianluca Coci
venerdì, aprile 28, 2023
Per scrivere poesia di Rainer Maria Rilke
martedì, aprile 18, 2023
I Mezzi Po - Cronache delle genti di Po
I "Mezzi" per me, settimese volgare, sono un luogo magico.
Ricordo una gita alle elementari...mi parve di passare, facendo pochi km, dagli anni '70 ai '50 in circa 15 minuti.
Il pullman si fermò, lo ricordo chiaramente, proprio davanti alla Chiesa di San Guglielmo Abate e davanti, dietro, ovunque, vedevo solo prati e anziani in bicicletta.
Un posto fatato, per me. Ci tornai spesso, ancora bambino, con mio padre e mio fratello, in bicicletta, per bere birra e gazzosa, nella giornata domenicale fuoriporta ascoltando gli aneddoti mirabolanti del "gris".
Ed è anche, e soprattutto, per questo che sono più di 30 anni che vado regolarmente a mangiare la carne alla brace al ristorante un tempo "dei cacciatori", oggi Ostu Dal Maslè. Ricordo la storica "signora" bionda, ahimè scomparsa da diversi anni seppur ancora giovane, che si prendeva cura di me, quando ventenne, ciucco perso, mi vedeva non star troppo bene...e non a caso, a Natale, si tornava, con Wolf, a farle un regalo per ringraziarla, prima di chiederle, dopo ogni cena: "e l'amaro della casa?" e lei tirava fuori un pintone ed elargiva un amaro autenticamente fatto in casa che sigillava la fine della serata prima del ritorno a piedi, in bici o in macchina.
In bici una volta, sempre io e Wolf, tornammo tagliando dai campi innevati, non si sa come, anche saltando i fossi.
Ovviamente oggi è tutto cambiato, in particolare quando torno e vedo i capannoni che hanno contaminato il panorama, però quando esco dal locale, ebbro, mi pare tutto esattamente come 43-44 anni fa o giù di lì.
Potenza del barbera e di sinapsi inguaribilmente romantiche.
Illustrazione:
mercoledì, marzo 15, 2023
L'era del testimone di Annette Wieviorka
(ma solo note in fondo alle diverse pagine)...vi ho ovviato io:
BIBLIOGRAFIA
presente nel libro di Annette Wieviorka, L'era del testimone,
Raffaello Cortina Editore, Milano 1999
(preso in prestito in biblioteca nel marzo del 2023)
1. S.Doubnov, Histoire moderne du peuple juif, Le Cerf, Paris 1994
2. E.Bergman, Utilization and Unexploited Archival Sources on the Shoah in Poland,
relazione al Convegno "Les archives de la Shoah" organizzato dal CDJC a Parigi nel dicembre 1996
Ora in AAVV, Les archives de la Shoah, L'Harmattan, Paris 1998
3. L.S.Dawidowicz, From that Place and Time. A memoir 1938-1947, Norton & Company, New York-London 1989
4. R.Hilberg, Writing and the Holocaust, Holmes & Meier, New York-London 1998
5. M.Bloch, La guerra e le false notizie, Donzelli, Roma 1994
6. L.S.Dawidowicz, The Holocaust and the Historians, Harvard University Press, Cambridge-London 1981
7. A.Wieviorka, Déportation et génocide. Entre la mémoire et l'oubli, Plon, Paris 1992
8. E.Ringelblum, Sepolti a Varsavia. Appunti del ghetto, Il Saggiatore, Milano 1962 (in mio possesso)
9. H.Himmler, Himmler Reden. 1933-1945, tr. fr. Discours secrets, Gallimard, Paris 1978
10. Tom Segev, Le Septième Million. Les Israélien set le génocide, Paris 1993 (è stato poi tradotto in italiano ed è in mio possesso)
11. A.Donat, The Holocaust Kingdom, 1978
12. R.Ertel, Dans la langue de personne. Poésie yiddish de l'anéantissement, Seuil, Paris 1993
13. R.Marienstras, Etre un peuple en diaspora, Maspero, Paris 1975
14. The Diaspora Research Institute, GalEd on the History of the Jews in Poland, Tel Aviv University 1997 (8 voll. in 6 tomi)
15. M.Borwictz, Ecrits des condamnés à mort sous l'occupation nazie, Gallimard, Paris 1973
16. L.Dobroszycki, The Chronicle of the Lodz Ghetto, 1941-1944, Yale University Press, New Haven-London 1984
17. J.Becker, Jakob il bugiardo, Feltrinelli, Milano 1976
18. S.Guterman, Le livre retrouvé, a cura di Nicole Lapierre, Paris 1991
19. A.Czerniakow, Diario (1939-1942): il dramma del ghetto di Varsavia, Città Nuova Editrice, Roma 1989
20. Calel Perechodnik, Sono un assassino? Autodifesa di un poliziotto ebreo, Feltrinelli, Milano 1996 (in mio possesso)
21. P.Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino 1986 (in mio possesso)
22. M.Cling e Y.Thanassekos, Ces visages qui nous parlent (atti dell'incontro internazionale sulla testimonianza dei sopravvissuti
dei campi di concentramento e di sterminio nazisti, Fondation Auschwitz e Fondation pour la Mémoire de la Déportation),
Bruxelles-Paris 1995
23. C.Lanzmann, Shoah, Rizzoli, Milano 1987 (libro e film di 9 ore che raccoglie le testimonianze dei sopravvissuti) (in mio possesso)
24. R.Hilberg, La politique de la mémoire, Gallimard, Paris 1996
25. R.Marienstras, Diaporiques, n.1, primo trimestre del 1997
26. Chim A.Kaplan, Chronique d'une agonie. Journal du ghetto de Varsovie, scoperto e presentato da A.I.Katsch, prefazione di J.Bloch-Michel, Calmann-Levy, Paris 1966
27. A.Levwin, Una coppia di lacrime: diario dal ghetto di Varsdavia, Il Saggiatore, Nilano 1993
28. M.Berg, Il ghetto di Varsavia: diario (1939-1944), Einaudi, Torino 1991 (in mio possesso)
29. J.Korczak, Diario del ghetto, Luni Editore, Milano 1997 (in mio possesso)
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31. A.Cytryn, Récits du ghetto de Lodz, prefazione di Luba Jurgenson, Albin Michel, Paris 1955
32. A.Wieviorka e I.Niborski, Les livres du souvenir. Mémoriaux juifs de Pologne, Gallimard, Paris 1983
33. J.Hersey, Il muro di Varsavia, Mondadori, Milano 1961 2 volumi (in mio possesso)
34. E.Morin, L'uomo e la morte, Newton Compton, Roma 1980
35. A.Finkielkraut, L'ebreo immaginario, Marietti, Genova 1990
36. H.Raczymow, Contes d'exil et d'oubli, Gallimard, Paris 1979
37. AAVV, Mille ans de cultures ashkénazes, Paris 1994
38. N.Lapierre, La silence de la mémoire. A la recherche des Juifs de Plock, Paris 1989
39. I.Ehrenbourg e V.Grossman, Le livre noir, Solin-Actes-Sud 1995
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41. A.Sutzkever, Mon témoignage au procés de Nuremberg tr. fr di G.Rozier in Europe, n. speciale, "Les écrivains et la guerre", agosto-settembre 1995
42. X.Léon-Dufour, Dictionnaire du Nouveau Testament, Seuil, Paris 1996
43. R.Ertel, Ecrit en yiddish in Michale de Saint-Chéron, Autour d'Elie Wiesel, Odile Jacob, Paris 1996
44. N.Seidman, Elie Wiesel and the Scandal of Jewish Rage, in Jewish Social Studies, vol.3, n.1 autunno 1996
45. I.Turkow, C'etait ainsi, 1939-1943. La vie dans le ghetto de Varsovie, tr. fr. dallo yiddish di M.Pfeffer, Austral, Paris 1995
46. Elie Wiesel, La notte, tr. it La Giuntina, Firenze 1980 (in mio possesso)
47. A.Prost, Douze Lecons sur l'histoire, Seuil, Paris 1996
48. A.Neher, Il silenzio e l'essere: Elie Wiesel, tr. it in L'esilio della parola. Dal silenzio biblico al silenzio di Auschwitz, Marietti, Casale Monferrato 1983
49. M.Cohen, Elie Wiesel: variations sur le silence, La Rochelle 1988
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51. E.S.Fine, Legacy of Night, State University of New York Press, Albany 1982
52. D.G.Roskies, Against the Apocalypse. Responses to Catastrophe in Modern Jewish Culture, Harvard University Press, Cambridge(Mass.)-London 1984
53. M.Anissimov, Primo Levi ou la tragédie d'un optimiste, Lattès, Paris 1996
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56. R.Moses Shapiro articolo, "Jacob Shatzky, Historian of Warshaw Jewry", in Polin, vol. 3, Oxford 1988
57. A.Rudnicki, Cronache del ghetto, Silva Editore, Milano 1961
58. J.M.Rymkiewicz, Umschlagplatz. La dernière gare, Laffont, Paris 1990
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63. S.Barcellini e A.Wieviorka, Passant, souvenins-toi! Lieux de souvenir de la Seconde Guerre mondiale en France, Plon, Paris 1995
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67. G.Hausner, Justice à Jerusalem. Eichmann devant ses juges, Flammarion, Paris 1966
68. A.Wieviorka, Le Procès de Nuremberg, Ouset-France-Mémorial, Rennes 1995
69. D.Lazard, Le Procès de Nuremberg. Récit d'un témoin, Editions de la Nouvelle Presse, Paris 1947
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73. P.Levi, Le devoir de mémoire, intervista con Anna Bravo e Federico Cereja, Mille et une Nuits, Paris 1995
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76. H.Gouri, La Cage de verre, Albin Michel, Paris 1964
77. L.Poliakov, Le procès de Jérusalem, jugements, documents, Editions du Centre, Paris 1963
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83. L.Poliakov, L'envers du destin. Entretiens avec Georges Elia Sarfati, Editions de Fallois, Paris 1989
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122. J.-L.Lyotard, Discussion, ou: phraser "après Auschwitz in AAVV Les fins de l'homme, Galilée, Paris 1981; Il dissidio, Feltrinelli, Milano 1994; Sopravvissuto in Letture d'infanzia, Anabasi, Milano 1993
123. E.Lévinas, Lecon talmudique. Au-delà du souvenir, in AAVV Mémoire et histoire, Paris 1986
124. AAVV, War and Remembrance in the Twentieth Century, Cambridge University Press 1998
lunedì, febbraio 20, 2023
AGGANCIA LA FUNE DI VINCOLO
Nell'attesa ho telefonato ai "grigi" e ha risposto mia madre.
Ho poi parlato anche con mio padre e, come direbbe mia mamma, "l'ho trovato un po' giù".
La cosa, quando capita, mi fa sempre soffrire molto.
La notte successiva ho fatto un sogno bellissimo, eravamo in una Roma splendida e luminosa, non so perché proprio lì, ed ero con mio padre; Papà era com'è oggi, fisicamente, intendo, con tutti i suoi anni, ma il suo spirito era, invece, quello di trent'anni fa o giù di lì. Era il mio Papà invincibile che ci raccontava le cose, gli aneddoti, che invariabilmente erano sempre accadute vent'anni prima, quando di anni ne aveva poco meno di trenta.
Lo ricordo, per esempio, fiero della sua esperienza nei paracadutisti di cui spesso cantava le canzoni che anch'io ho presto imparato a memoria. Mio padre era, ed è, originale, molto divertente, ma anche serissimo, stimato, preciso sul lavoro ma sempre pronto alla battuta, allo scherzo, in una parola molto "simpatico" e ne ho avuto conferma nel recente viaggio a Latina, la città di mia madre, dove tutti lo ricordavano come lo ricordo io: un meraviglioso ciclone di battute, racconti, scherzi, dalla personalità debordante, travolgente, amato da tutti, anche nei suoi eccessi. Forse, ma l’ho capito solo oggi, anche per nascondere una malinconia di fondo che adesso, tende ad affiorare, ad essere più visibile.
Anni fa una pubblicità in TV di un qualche liquore statunitense, se non erro, in uno splendido bianconero, raccontava proprio il rapporto tra genitore e figlio, sottolineando che, una volta maturo, il figlio si scopre essere la copia del padre.
Non sta a me dire se sono simpatico e divertente anch'io, come lui, ma sicuramente amo scherzare su tutto, da sempre, e recentemente, sul lavoro, mi sono riscoperto uguale uguale a mio padre, avendo ricevuto attestati di stima e interpretando il lavoro come faceva lui, con dedizione, serietà, passione e grande impegno.
Tendo ad essere sempre molto critico, diventando, come dice mia moglie, "noioso", e critico lo sono sempre stato in primis con me stesso...
ma alla fine, anche se alla fine non sono e credo di esserci ancora abbastanza lontano, devo dire che dell'inprinting familiare ricevuto sono soddisfatto, anche perché, a mia volta, lo vedo nei miei meravigliosi figli.
La mamma è la mamma, manco si discute, ma per un figlio maschio il padre, anche se a volte può non esserci o può fare qualche errore, mentre la madre c'è sempre e, almeno nel mio caso, non sbaglia mai, è una figura chiave, insostituibile, il mio punto di equilibrio, sempre, non solo da bambino.
Quindi, grazie Papà!...e prendile 'ste cavolo di gocce.
mercoledì, febbraio 15, 2023
Perchè tifo "Turin"
Tifo "Turin" perchè da sempre l'hai tifà
per la squadra ca pòrta 'l nòm dla mia sità.
Perchè 'l color dla soa bela bandiera
a respecia na passion fòrta e sincera:
Ross come 'l sangh, come 'l feu come 'l vin:
eccò perchè, cari amis, tifo "Turin".
Perchè a pòrta stampa sel sò scuèt
un-adle bestie pi bele: en torèt
En torèt ca raspa comn 'l pe la sabbia
e da le soe naris a sbufa tanta rabbia.
Rabbia 'd bataia contra ij "Matadòr"
ca son fòrse pi fòrt, ma genà dal "Tor".
Tocà sovens da tanti, tròpi colp de spà,
a l'è sempre arpiasse, a 'è sempre arpiasse, a l'è mai crolà.
Le £"Banderillas" dla sfortun-a pi sfacià
a l'han ferilo, si amis, ma mai massà.
La spa caj farà pieghè ij ginoj l'è 'n cor nen nà,
a son ancora fòrt ij sòj crij, le soe cornà.
E adess pi che mai continoa a marcè drit,
onest, coragioss e 'n sima a tutt: Polit.
Mister, gieufìgador: ment e brass del nòstr Torèt
regalene prest se i peudi: na copa, ne scudèt.
Noi dal bòrd del camp sempre pront a criè
con tanta passion sportiva: Toro Olè.
Perchè mi cherdo 'n Ti; perchè 't veui bin
per tut l'òn chi l'hai dit: Mi tifo "Turin".
(ritaglio di giornale trovato in un libro sul Torino in un mercatino dell'usato)
giovedì, febbraio 02, 2023
"Un vero classico" di Massimo Gramellini
A quattordici anni nessuno sa ancora chi è: invece di restringergli il campo, bisogna allargarglielo a dismisura. Tutte le passioni della mia vita le ho assaggiate a quell’età, comprese la musica e lo sport, di cui leggevo le cronache sotto il banco durante le lezioni più noiose. Ma erano le cronache di Gianni Brera, uno che sapeva coniugare il racconto della partita con l’epica di Omero. È vero, il classico non ti spiega «come» funziona il mondo, ma in compenso ti abitua a chiederti «perché». A capire le cause delle cose, a snasare il conformismo degli anticonformisti, ad addestrare i sensi e la mente per riuscire a cogliere la bellezza in un tramonto o anche solo in una vetrina. Il classico è come la cyclette: mentre ci stai sopra, fai fatica e ti sembra che non porti da nessuna parte. Ma quando scendi, scopri che ti ha fornito i muscoli per andare dappertutto.
✏️ Massimo Gramellini
lunedì, gennaio 30, 2023
Effetto Dunning-Kruger
Ipotizzo che Vanja soffra di questo disturbo cognitivo.
Ossia è troppo scarso per comprendere di essere scarso ed infatti chiede che gli sia aumentato lo stipendio.
Certo il nostro non è aiutato dai leccaculo prezzolati del Presiniente che, a mezzo stampa, tende a fargli credere di essere un fenomeno.
Conto, a questo punto, nell'avarizia di Braccino, per non vederlo più indossare la nostra maglia.
Sarebbe un 25 aprile.





