lunedì, luglio 07, 2008

Annunciazione annunciazione!

A volte i cerchi si chiudono. Altre no, purtroppo.
Ad esempio a me un cerchio che piacerebbe chiudere sarebbe quello di Lanna.
Dieci anni al chievo, capitano della formazione clivense, dall’anno scorso al toro.
Perché salvatore lanna non te ne torni nella bella verona?
Vai, figlio mio, vai…noi ce ne faremo una ragione!

Tornando ai cerchi, qualche giorno fa se n’è chiuso uno per me.
La prendo alla lontana.
Ormai diversi anni fa feci quello che pomposamente veniva presentato come “master”, presso una agenzia INA, ops si potrà citare? Anni dopo ebbi la fortuna di fare un master vero, in tecnologia e comunicazione multimediale, ma questo è un altro post.
Ovviamente il primo non rispettava nessuna delle caratteristiche che permettono ad un semplice - ri-ops - “corso” di fregiarsi di questo “titolo”, di master appunto. Quei giorni passati a Moncalieri, erano in realtà una serie di “lezioni” per approfondire la conoscenza di tecniche di vendita, la conoscenza del linguaggio specialistico in ambito assicurativo e altre amenità simili.
Il clima era piacevole, diversi ragazzi/e erano simpatici/che, altri lo erano meno, erano molto competitivi…”Ugo, hai saltato la pagina più interessante”…”Quale?”…”Ma quella economico-finanziaria!”. Osservazione fatta in un momento di pausa ovviamente in presenza del “docente”…
L’esperienza fu in ogni caso utile: compresi rapidamente – io che sono lento a capire qsa cosa - che vendere assicurazioni non era la mia aspirazione massima e che, in generale, “vendere” non era il mio forte. Di diffidare dei “lecchini” – ahimè ci sono anche sul lavoro e non solo a scuola! - l’avevo già imparato al ginnasio.
Adesso, qualche volta, mi capita di ripensare che forse mi sarei divertito di più a fare un lavoro che mi permettesse movimento, possibilità di incontrare quotidianamente persone nuove.
Sicuramente entrare in contatto con gente nuova ti dà la possibilità di conoscere quelle persone interessanti che hanno la capacità di trasmetterti gli input per non rimanere prigioniero delle solite idee. Probabilmente pesa semplicemente il fatto che c’è sempre un po’ di insoddisfazione in quel che si fa e l’assicurazione del vicino è sempre più verde. Ci sono giorni – frequentissimi – nei quale fino alle 12 non riesco ad aprir bocca (o non ne ho voglia) e quindi un lavoro in ufficio, al pc, fa abbastanza per me! Al di là del fatto che pensare meccanismi di interazione efficaci, disegnare e testare interfacce web mi piace moltissimo, anche perché lavoro in un ambiente ideale e lo faccio con ragazzi svegli e in gamba. Tralascio eventuali discorsi di tipo contrattuale…

Tornando a bomba, il docente INA, un ex paracadutista, citava a nausea due locali: la smarrita e il gatto nero. Mi prese molto in simpatia, o almeno così mi dava a credere, in primis per il fatto che anche mio padre – un po’ “fuori” è sempre stato anche lui - era stato parà della folgore più o meno ai suoi tempi. Gli piacque anche la motivazione con il quale chiusi l’esperienza: il metodo funziona, ma non fa per me. In realtà voleva essere anche una critica, ma non venne percepita come tale. Credo cmq fosse sincero quando mi parlava, della livorno degli anni sessanta quando il clima tra militari e popolazione civile non era proprio dei più tranquilli.
Accanto ai ricordi dei vari cartoni animati (Goldrake, Heidi, l’amatissimo vicky il vichingo) ci sarà sempre il refrain cantato, anche questo a nausea, da mio papà:
Aggancia la fune di vincolo,
spalanca nel vento la botola,
assumi la forma di un angelo,
e via pel tuo nuovo destin!
Come folgore dal cielo
canta il motto della gloria.
Come nembo di tempesta
precediamo la vittoria.


Vicky il vichingo!

sarà che giunti ad una certa età si tende a ripetere le cose. L’idea di “precedere la vittoria” mi esaltava moltissimo…non così tanto da farmi seguire le orme paterne però.
Io poi a naja ben mi guardai dal scegliere i parà e optai per i baschi neri (il motto alla scuola di fanteria di cesano, presso roma, era: “fanteria, la regina delle battaglie”…in realtà è quella che lo prende sicuramente nel culo e per prima) e cantavo un profetico:
siam baschi neri
gente che non fa niente
che non ha voglia di lavorar

La figura di questo “maestro” della vendita di assicurazioni, non ricordo il nome e in ogni caso opterei per non citarlo, destava sicuramente interesse avendo un certo carisma.
Personalmente trovavo divertentissimi i suoi racconti piccanti che partivano quasi sempre da una bella donna alla quale si doveva chiedere “ti porto a cena. Scegli tu…smarrita o gatto nero?” Il racconto era a scopo didattico, ovviamente, perché è il venditore che decide! Si da al cliente l’idea che sia lui a scegliere, ma siamo noi a decidere quello che deve scegliere. Probabilmente c’era molta vanagloria, molta millanteria, ma i racconti erano verisimili.

Qualche giorno fa, dicevo, complice il cambio di gestione, ho messo piede alla smarrita.

“minchia tutta sta pappardella per dire che sei stato alla smarrita! Minchia io ci vado un sabato sì e uno no, diofa”. Dirà il lettore torinese, notoriamente sofisticato.
Ebbene sì! Non c’ero mai stato, come non sono mai andato al “cambio” ma conosco assai bene il ciabot pulaia e il ristorante la cooperativa di rivodora. Sono uno barotto del cazzo.
Si è chiuso un cerchio, finalmente sono stato alla smarrita!
ma se n'è aperto un altro che avrà una parabola spero bellissima.
Oddio il cerchio non si è proprio aperto lì…ma è alla smarrita che Monica e Simone hanno annunciato un po’ a tutti, dando quindi una sorta di ufficialità, che tra qualche mese daranno alla luce un bambino/a!!!
Sono molto contento per loro, sarà sicuramente uno splendido pargolo/a (si dice anche pargola? Boh) perché i genitori sono due splendide persone e una splendida coppia. In una parola easy!
L’opposta della mia…ma noi, diversamente da loro, siamo ancora giovani!
Spero che simo&monica abbiamo avuto la pazienza di leggere tutto il pezzo, il dolce è sempre nel fondo! Opinabile? Certo!
Ognuno gestisce il blog come vuole: il mio si deve leggere con fatica!
Bisogna meritarsele le cose…vero elisa?
PS.: io lo chiamerei UGOBALDO!!! Volendo UGONE o, nel caso, Ughetta


Toilette smarrita: "a fanculo" l'affordance! rubinetto finto più fotocellula

1 commento:

Simone ha detto...

Abbiamo letto quasi tutto l'articolo...e siamo arrivati al dolce!
Grazie per gli "easy", ci piace come definizione!
Effettivamente anche il terzo componente della famiglia, Gipsy il gatto è decisamente easy anche lui.
Vedremo il quarto/a...