giovedì, dicembre 20, 2007

la tempesta del dubbio

nota a margine de:
http://espresso.repubblica.it/multimedia/berlusconi-saccà
ma voi...per l'evelina avreste lasciato romano?

le strade del signore sono misteriose, infinite, oscure

ieri, in mensa, mi sfondo di bollito e di polenta fritta...
quella riscaldata del giorno prima, la più buona.
vado quindi al solito bar, satollo impegnato più a far abortire
rutti che vorrebbero esser rumorosi che intento ad ascoltar
cazzate.
con tutto il rispetto per le coscienziose parole dei colleghi sulla imminente e
ennesima riorganizzazione aziendale.

prendo, vizioso, un marocchino "completo", ossia con nutella.
me lo posso permettere:ho sostituito il maglione di ieri, troppo "giusto", con uno più largo...

mi approprio della "bugiarda", in quel momento incredibilmente a disposizione.
è banalmente legge di mercato:
se nel tuo bar o circolo ricreativo c'è solo quel giornale, ti riduci ad abbassar pretese
e a leggere quello che trovi. fosse anche "la padania"...beh, forse quella no.

stravaccato su una sedia cmq troppo scomoda per i miei gusti e
colto da sonnolenza tipicamente postprandiale,
mentre leggevo, con occhio vitreo ma ancor critico e consapevole, la pagina dello sport
mi è caduto a terra l'inserto "tutto scienze".
l'aglio del bagnetto al verde che viene su e la polenta concia che non va giù
mi fanno pensar bene di non chinarmi a raccoglierlo...
con il piede lo butto sotto il tavolino.

nel fare questa volgare e vile operazione ho scorto un articolo di luca indemini "Servizi individualizzati
ma esistenze in gruppo" su De Kerkchove che volendo si può anche leggere.

le vie per arrivare alla "conoscenza" sono le più strane.
questa, basata sulla trasgressione culinaria, è una delle più piacevoli.

Cinepandoro

Nelle primissime pagine di “primissima”, rivista free che viene regalata presso le sale cinematografiche, un’immagine di un ragazzo seduto su un vecchio ed evidentemente inutilizzabile bus, abbandonato in mezzo alla neve, ha immediatamente evocato nella mia mente un libro letto 6-7 anni fa: “nelle terre estreme".
Mi son sentito molto google, in quel momento.
Con emozione ho letto il pezzo, sperando che l’intuizione fosse corretta e quella fosse quindi la trasposizione cinematografica di quel libro che mi era particolarmente piaciuto.
Bingo! Era lui.
Fu Jon Krakauer a raccontare, come fosse un romanzo, la storia vera del giovane Chris McCandless che si intestardì nella sua volontà di resistere in condizioni “estreme” in luoghi impervi e disabitati nell’Alaska degli anni ’90, cercando di non ricorrere a qualsiasi banale accorgimento che avrebbe potuto salvargli la vita. Avrebbe potuto comunicare la destinazione del suo viaggio o adeguarsi di attrezzatura adeguata all’impresa: scelse di non farlo.

Quindi suggerisco, pur non avendola ancora vista, la pellicola di sean justin penn o meglio di leggere il libro sul quale garantisco, per i più tirati ricordo che ne uscì un’edizione economica.
Mi ricordo che parlai di questo libro con una bellissima ragazza – un po’ per far colpo, lo ammetto, un po’ perché il libro mi era davvero piaciuto moltissimo.
Lei mi disse che era assolutamente raro parlare di buone letture con un ragazzo e assolutamente piacevole.
E’ per questo che amo la lettura.

martedì, dicembre 18, 2007

in questo mondo di...

berlusconi sostiene che calciopoli fu una montatura.
la cosa mi fa piacere, se avesse dichiarato calciopoli cosa seria io avrei pensato all'inchiesta dello scorso anno come a una buffonata.
in parte lo fu, nel senso che la juve sarebbe dovuta finire in C, il milan, con lazio e fiorentina, in B (per non parlare di siena, messina, reggina e samp).
son prevenuto? beh si!
lo show del buon silvio inizia però domenica pomeriggio (continua anche la sera nella versione serale di contro campo).
domenica appunto accendo la tv e, approfittando dell'assenza della mia metà, mi "godo" l'ex 90° minuto, ossia il "contro campo" di mediaset. ancora per poco in chiaro immagino.
il toro ha preso un punto alla roma, ma ne meritava tre.
aspetto i "riflessi filmati" e il "treno dei sevizi" di piccinini...mi trovo invece dalle 18.15 alle 20.00 sua magnificenza, il dottore, il presidente, l'onorevole, il sublime silvio berlusconi.
Tutto è costruito ad arte: il pubblico, che di solito rumoreggia alternativamente quando parla mughini piuttosto che liguori, è assolutamente compatto nel sorridere sempre e nel sottolineare con ampi applausi ogni intervento dell'ospite atteso, così dice piccinini, da dieci anni.
è il messia.
imbarazzante l'assenza di qsi tipo di contraddittorio: silvio se la canta, è sicuramente simpatico e brillante, se la suona, si baccaglia la canalis (beato lui) e dichiara che il suo milan ha cambiato la storia del calcio, di come si fa calcio.
sicuramente non l'ha cambiata il toro di carillo e marcao...quello di radice del '76 forse, almeno in parte, sì, però!
solo su questa frase mughini, di solito molto loquace oggi assolutamente allineato e sottomesso allo spettacolo offerto dal suo editore [chi glieli pubblicherebbe certi titoli quali "Un sogno chiamato Juventus. Cento anni di eroi e vittorie bianconere"] e datore di lavoro, tenta una blanda correzione:"sarebbe più corretto dire che anche il milan ha partecipato al cambiamento verso un calcio moderno...".
la battuta non trova nessun sostenitore, il silenzio della platea.
"come osa?" avrà pensato all'unisono il pubblico pagato non pagante.
silvio è così generoso con noi e lui osa interromper il presidente.
ingrato.

improponibile poi la lettura INTEGRALE [!] della lettera che silvio stesso, del resto è uno e trino, scrisse nel '90, in occasione della sua prima vittoria nell'allora coppa intercontinentale. Lettera al papà...
tempi assolutamente non televisivi, patetico. potete rintracciarla su "forza milan".
racconta di quanto si faceva piccolo piccolo per entrare gratis allo stadio.
che bambino furbo!

triste l'epilogo: piccinini chiede perchè il presidente non sia andato a Yokohama per assistere al campionato [farsa] mondiale per club...è l'assist per lo spot politico vero e proprio, si parla finalmente di Popolo della Libertà!

ma non pensiamoci...e godiamoci questo divertente scambio di battute:
http://it.youtube.com.
se almeno fosse vero lo slogan "Più pilu per tutti!"...
uno saprebbe ben per chi votare.

mercoledì, dicembre 12, 2007

alla grande!

giornate intense...sesso a go go, conferenze interessanti, buone vendite!
una tra queste voci, lo ammetto, è una boutade, ma le altre corrispondono al vero.
in breve: il 09.12 io&eli, con corra&angela, abbiamo sbancato il lingotto!
ma non immaginavo che sarebbe stata così pesante la giornata passata a vendere oggetti improbabili a "mercante per un giorno".
sveglia alle 4, carica scarica ri-carica, ri-scarica...ho perso il conto di quante volte ho effettuato questa operazione infausta!
è vero che lo stinco con patate e la birra media gustate ad eataly per pranzo non hanno aiutato, ma la fatica è davvero stata enorme.
quanto abbiam tirato su? 220-230 euro, malcontati [ci fosse mai qualche finanziere all'ascolto].



meglio la vita grama in azienda, l'ufficio!
chi l'avrebbe mai detto?
ricordandosi sempre la contro-informazione, l'autocensura e la censura.
lunedì scorso invece convegno annuale di top-ix! dal titolo "LA FRAMMENTAZIONE DELLA RETE: TARGET DI NICCHIA PER MERCATI GLOBALI".

di solito capita di trovare, in questo tipo di eventi, alcuni interventi assolutamente noiosi o poco utili...
invece la media di quelli del terzo convegno di top-ix è stata molto alta e
tutti gli i relatori hanno suscitato interesse...non per ultimo il primo sardo di slow food e i prodotti di nicchia. assolutamente in tema parlandosi di long tail.
Sicuramente fuori classifica de kerckhove...ossia irraggiungibile! Il buon derrick ha addirittura parlato in italiano coniando interessanti neologismi frutto del mix tra inglese, francese, italiano e spagnolo.
piacevole la provocazione di sterling: bruce ha invitato a scavare nuove caverne a matera!
di tutt'altro approccio l'intervento di alcuni componenti di first generation
dove un gialunca dettori in splendida forma - e molto milanesizzato nonostante le dichiarazioni di torinesità - ha svelato qualcuno dei segreti necessari per start-up di successo.
in pratica, se andate da gianluca per chiedere dindini in quel di milan e proponete un'idea che frutterà poi un milione di euro...beh, figa, lasciate perdere! state pensando in piccolo.
I numeri del venture capital sono ben diversi...
Dettori, già fondatore di vitaminic, soldi ne investe solo se l'idea farà il botto.
Io idee buone ne avrei, ma son tutte afferenti al mondo della microcrimanalità quindi mi son messo l'anima in pace subito. e poi di vivere per lavorare io proprio non ci penso. faccio il contrario, con una certa fatica.
le dritte buone cmq le ha date gratis daniele alberti che a soli 29 anni di start-up ne ha lanciate 4!
sticazzi!
Dice daniele che bisogna avere un buon team, determinazione e, dulcis in fundo, grana o strategia.
altri consigli venuti fuori fanno riferimento alla cocciutaggine, al fatto di lavorare come cinesi, non trascurando la componente del culo.
Tutti si son detti molto critici sulla realtà nazionale italiana:"siamo fermi da venti anni!" dice a più riprese marco palombi.
sicuramente altro punto di convergenza, tra i relatori, si è rivelato essere il riconoscimento del supporto meritevolissimo di top-ix stesso.
quindi culo, sbattimento...e non dimentichiamoci mai di ringraziare gli amici!
e lo dico senza ironia, beninteso.

venerdì, dicembre 07, 2007

che pirla!

in tutta verità mi piace scrivere post su questo blog per poi rileggermi e il concetto di condivisione, social networking, cazzi e mazzi lascia molto il tempo che trova, nel mio caso...confermo quindi di essere, come mi dicono, "arrogante" e, aggiungo io, un po' pirla. mi piace essere anche autocritico.
e rileggendo il post odierno ho pensato che sono stato un bel pirlotto!
per criticare chi, su carta stampata, è andato ad utilizzare una foto rubata ho "rilanciato" su web la stessa immagine!

devo togliere il post?
...ma tanto non lo legge nessuno! lo lascio.
buon week-end!

Autocensura sempre!

Mai avere certezze, mai esporsi, mai schierarsi, temporeggiare, aspettare, vedere se, usare il condizionale sempre, non mettere nulla per iscritto, mai sbilanciarsi. Che è poi l’antico laze biosas, vivi nascosto. Ciò detto, forse, quasi quasi potrei dire, ma lo negherò, ipoteticamente tra i tanti blog che non dicono nulla, il mio compreso beninteso (ma anche malinteso), ne ho trovato uno che, credo (crederei, crederebbi, credessi, credu), mi possa (posserebbe) davvero tornare (tornasse) utile. In un momento storico come il nostro dove, giustamente, conta più la forma del contenuto… http://metodoantistronzi.splinder.com/

Si parla tanto di rispetto della persona, di privacy, di sticazzi.
E poi, ogni giorno, abbiamo letteralmente sotto gli occhi episodi di una certa tristezza.
Sciacallaggio? Boh
Il 5 dicembre scorso La Stampa confeziona un bel “pacco” che, si sa come detto, è più importante del contenuto.
In prima pagina – che, per chi non legge i quotidiani, potrebbe essere interpretata come una sorte di home page – campeggiava la foto del signor aldo pasquero di cuneo, piangeva distrutto dal dolore per la perdita del figlio luca che, a soli dieci anni ha trovato la morte mentre era su uno scuolabus, travolto da un furgoncino di un corriere espresso che viaggiava a forte velocità.

Da un punto di vista giornalistico, la foto colpisce moltissimo è quindi efficace.
Sbatti il dolore in prima pagina…come su un sito, anche sul cartaceo uno poi si può fermare alla prima pagina. E’ quindi lì che devi colpire il lettore.
A questa dinamica io non son riuscito a sottrarmi. L’immagine mi ha fatto soffrire, vedere il signor pasquero così come appariva, già sapendo – da altri media – il motivo del suo dolore.
Poi mi sono subito detto che se avessi io subito un lutto di quel tipo non avrei assolutamente voluto vedere il mio dolore reso pubblico in quel modo.

Oggi quel pensiero è stato rafforzato.
Ancora una volta in piemonte, questa volta a torino, l’altra notte un operaio della ThyssenKrupp è morto per le ustioni riportate nell’incendio scoppiato nella fabbrica di corso regina margherita.
Anche qui quindi dolore e sofferenza oltre alle polemiche sulla sicurezza di un impianto in via di dismissione.
Altra foto ad effetto sia in prima pagina de "La Repubblica" che de "La Stampa", che originalità!
Un abbraccio tra due operai, uno piange l’altro cerca di consolare il suo compagno di lavoro e riesce a trattenere a fatica le lacrime. Si legge anche la scritta “ThyssenKrupp”, una foto che vale uno scoop.
Forse però è stato chiesto il consenso delle persone ritratte alla pubblicazione…non lo so.
So però che sicuramente lo scatto, in quel momento, non era gradito.
Ovviamente non è la stessa foto, ma la stessa sequenza sicuramente, potete fare voi il confronto (non ho infatti usato Photoshop, non sono così bravo)…



Non mi sembra di leggere un gran desiderio di comparire, di farvi vedere.
Formalmente forse no, non so.
Questa però, secondo me, forse, anche se io non mi schiero, compilo il modulo, potrebbe essere, devo sentire il mio capo, voglio dire in via del tutto teorica, ipoteticamente una violazione della privacy.
Nella sostanza, voglio dire: è una violazione alla dignità della persona.
Ma è meglio concentrarsi sulla forma.
Per precisione sulla fonte, questa è la foto che metro news pubblica nella sua prima pagina “torinese” di oggi.

davvero dal cuore, con autocensura inclusa ma andate tutti a...

mercoledì, dicembre 05, 2007

per i più attenti

quando vincerò l'iPhone ringrazierò roby che ribatterà così:"sei uno stronzetto fortunato, adesso lo dai a me!" ed io:"tu ce l'hai già! non rompermi le palle!"
e potrà incominciare una nuova fantastica giornata lavorativa.

Chi è il babbo natale? è la redazione di The Apple Lounge! Che mette in palio l'oggetto (o meglio uno degli oggetti: siamo inguaribili consumatori!) del nostro desiderio fra tutti quelli che si iscriveranno al contest sul loro sito.
In bocca al lupo!

martedì, dicembre 04, 2007

per i più distratti

che negli ultimi 5 anni il presepe di luzzati non fosse più stato allestito non l'avrei proprio detto.
come passa il tempo...e non ci sono più le mezze stagioni!
quindi il più disattento sono proprio io. se avete 5 minuti e siete nei pressi di porta nuova - si, proprio lì dove, una volta, era tutta campagna - l'allestimento di piazza carlo felice merita una visita, meglio se serale.
dalla passerella sospesa sull'acqua si ammira la prospettiva fascistissima di via roma con gli addobbi natalizi e, voltandosi, il presepe per l'appunto.
se poi questi 5 minuti non li avete, accontentatevi di queste mie foto:



insieme alle luci d'artista, passeggiando per il centro, si ammira una bella città in questi giorni. certo non siamo all'altezza di milano...dove il prossimo anno verrà allestito il presepe di luzzati e le luci d'artista, il festival del cinema, del libro, del gusto, del cioccolato, ma insomma qualcosa d'interessante possiamo pur sempre vantare.
in ogni caso, il giro alla deriva, senza meta, è meglio farlo avendo sorbito un san simone con ghiaccio (nb.: richiedete il ghiaccio, secondo quanto m'insegna il "cenino", solo dopo che il barista ha versato il nettare nel vostro bicchiere, onde aver diritto ad una quota non ridotta dello stesso) o chessò io, un punt e mes!
la compagnia femminile è poi sempre apprezzata, specie se non è quella abituale e specie se anche lei qsa di alcolico ha bevuto.

lunedì, dicembre 03, 2007

vinland e nigeria

dopo l'ultimo follett "1367", il primo littell "903"
non mi fa certo paura questo vollmann con solo 480 pagine!
la biografia e la "pazzia" del suo autore, mi spingono a non avere remore sul prossimo compagno di viaggio:"la camicia di ghiaccio" alet editore 21 sacchi spesi bene. il libro racconta l'epopea della scoperta dell'america, vinland secondo i norvegesi.
di cose da dimenticare ne ho...le ultime in ordine cronologico sono: lo stress per prezzare e catalogare circa 200 pezzi che andrò a vendere domenica prossima [09.12.07] al lingotto di torino: mercante per un giorno.
ovviamente l'informazione è pelosa, interessatissima: venite a comprare da me!!!
si vende di tutto a prezzi modici, dal ferro da stiro alle strenne della san paolo, dalla canna da pesca a "Papillon".
oppure la partita di ieri sera col genoa, un 1-1 che non mi ha certo soddisfatto.
ricorderò però la battuta della signora attempata a commento della prestazione:"corini c'ha l'alzeimer"
che mi ha fatto davvero sorridere...forse c'ha ragione lei!

perchè la "nigeria" del titolo? leggete il primo pezzo linkato sulla sindrome vollmann.
arrivare alla conoscenza richiede sforzo, fatica, applicazione.
come stare insieme ad elisa.

venerdì, novembre 30, 2007

bugia nen, cum grano salis

qsa devo scrivere.
l'amico con la 500 rossa, diversamente, come farà mai a passar il tempo, in ufficio?
...si ok c'è anche toronews

e allora spettegoliamo!
non della tipa porca del piano "x" (scusate l'ipocrisia, ma se metto il piano poi si riconosce), ma di un autore particolare, il direttore della pubblicità del gruppo benetton.
orbene ho letto un libro di paolo landi, appunto, che si proponeva di osservare in modo critico il web!
il libricino, un pamphlet lo chiamerebbe l'amico di sopra, l'ho letto al volo: torino-caselle+caselle-torino+torino pn-corso unione. interessante.
mi aspettavo di trovare un capitolo sui "dati", quelli che in rete girano e sono fonte di un certo interesse sul mercato, o almeno una certa enfasi...invece nulla, in senso esplicito (implicitamente molto: web=economia, vendere, soldi ecc). l'idea portante è che uno strumento rimane uno strumento e per utilizzarlo al meglio si deve avere...degli strumenti! la "borsa degli attrezzi" di cui parlava, ai suoi corsi, il mitico professor angelo d'orsi (es metodologia della ricerca storica). la cosa che serve di più, sempre, è la capacità critica. ergo con questo libricino potete oliare la vostra. gli spunti sono interessanti. mi pare consigliabile.
se saprete coltivare una onestà intellettuale, uno sguardo problematico, la capacità di distinguere il bene dal male smetterete di essere della juve e migliorerete la società.

Immagine di Impigliati nella rete

se poi si inizia ad esser critici, come nel DNA del buon torinese, potrete divertirvi a distruggere tutto. ad esempio: ho visto, sabato scorso, Mein Furher
...alè nen piasumi (per i non auctoctoni: non mi è piaciuto; per gli auctoctoni: lo so, molto probabilmente, non si scrive così...e non siate così criticoni).
un film troppo difficile da fare. ma gli spunti buoni c'erano.
al di là della gag del saluto romano (copiata dal pozzetto di sturmtruppen), grottesca e imperdibile la battuta "non prenda la soluzione finale come qsa di personale", della dall'improbabile goebbels al professor Grunbaum, alias Ulrich Mühe. evocative le immagini del disastro di berlino rasa al suolo, come effettivamente accadde, destino comune di tutte le città tedesche nel secondo conflitto mondiale. in ogni caso un film lentissimo.
una vera è propria ciofeca, invece, l'ultima legione, che ho visto con estrema fatica.
se mi fossi bevuto una "buta" di nebbiolo (barricato...c'era scritto a penna sopra - sic!), come l'altra sera quando facevo zapping tra santoro e benigni, mi sarei sicuramente addormentato.
inoltre l'inizio è stato mostruosamente adattato per esigenze cinematografiche snaturando il buon incipit di manfredi dell'omonimo romanzo dal quale il film, come si dice, è tratto.
lascio ad altri l'approfondimento della questione sugli effetti, nefasti o meno, della trasposizione cinematografica dei libri (una delle migliori è comunque "la cruna dell'ago", libro di follett e magistrale interpretazione di donald sutherland).

PS.: il/i grattacieli a torino? poche polemiche in questo caso, secondo me si devono fare!

venerdì, novembre 23, 2007

quante balle si ha in testa a quest'età!

sono due gli argomenti che, in questi giorni, mi "scaldano". da una parte la sorpresa per le parole del presidente della repubblica che si è espresso in maniera chiara sulle intercettazioni rai-mediaset: dovevano rimanere segrete. dall'altra la vicenda di madamweb, ossia la pornoprof di pordenone.
probabilmente napolitano ha espresso questo articolato e sentito commento perchè era talmente lapalissiano, almeno per chi avesse seguito in passato almeno una volta due telegiornali "concorrenti" (sic!) nella stessa serata, che il cosidetto "panino" era confezionato da una parte e dall'altra con i medesimi ingredienti che si sarà detto "perchè parlarne ora? scurdammoce 'o passato".
Un po' come calciopoli tutti sapevano, o come tangentopoli, ma anche vallettopoli...e allora continuiamo a prenderci per il culo!
in breve, sono totalmente in disaccordo con questa volontà di equidistanza da tutto.
e soprattutto da quella di mettere tutto a tacere, di voltare pagina, di dimenticare in fretta.
ossia comprendo che anche a mastella e a larghi settori della sinistra non convenga schierarsi a favore di una libertà di espressione (e stampa) che, al prossimo giro, potrebbe ritorcesi contro (presupponendo che ci sia una stampa che voglia poi effettivamente indagare, rovistare nel torbido...informare a dispetto degli opportunismi del momento), ma almeno noi, poveri sfigati, possiamo urlare le cose come stanno...rendiamo esplicito il nostro sentire: W madameweb!

non andrò a scrivere le solite battutacce - che ho cmq fatto a voce...i colleghi se le aspettavano da me e non potevo deluderli - tipo "ce l'avessi avuta io al liceo invece della fresta e di barrera una insegnante così!" oppure "voglio tornare a studiare".
no mi limito a girare un post della pornoprofessoressa che ho trovato abbastanza casualmente - chi li leggi i commenti degli altri? nessuno! lo trovo ben scritto, ironico e sincero.
è la risposta di anna ciriani, alias madameweb, ad un collega che la prende in giro:

Buonasera a tutti,
premetto che non voglio entrare in polemica con voi e tantomeno con chi ha sollevato questa discussione.
Sinceramente credo di aver capito chi è il responsabile di questo post e non comprendo il motivo del suo inutile coming out.
Voglio subito precisare che il mio collega Fabio non è decisamente il mio tipo (anzi, io sospetto la sua omosessualità per le sue movenze e atteggiamenti) e che in ambito lavorativo non ho mai dato confidenze ai colleghi.
Io, a differenza di alcune mie colleghe rese famose dalla cronaca, non ho mai avuto atteggiamenti equivoci nè con i colleghi nè tantomeno con gli alunni e il mio comportamento a scuola è sempre stato estramamente professionale e integerrimo. Sempre puntuale, mai in abiti provocanti, mai truccata, mai tacchi (sono già alta di mio) sempre molto semplice e sempre distaccata da possibili avances o allusioni.
Un’altra doverosa precisazione che devo fare è che la scelta di insegnare in una scuola serale e di avere a che fare con adulti è stata mia in quanto nessuno mi ha costretta.
Questa decisione è maturata a seguito degli scandali “porno prof” per porre fine al problema sulla questione formativa e al dubbio di poter essere un esempio sbagliato per i miei studenti.
Ritengo comunque errato pensare che la responsabilità della crescita e della formazione degli studenti sia solo degli insegnanti.
Noi docenti dobbiamo prima di tutto garantire una buona preparazione culturale nonchè una crescita e maturazione dell’individuo.
L’educazione e i valori devono essere trasmessi principalmente dai genitori o dai tutori dei ragazzi.
In assenza dei genitori noi insegnanti possiamo e dobbiamo dar loro una preparazione didattica e insegnarli il rispetto per le regole; possiamo anche insegnare loro l’educazione ma non possiamo sostituirci a una madre o a un padre e diventare per loro un modello da seguire. Bisogna considerare che molto spesso i modelli a cui i giovani si ispirano non sono più rappresentati dalla famiglia o dagli insegnanti, come un tempo poteva accadere, ma dai personaggi che la televisione, la musica o il cinema gli propongono.
Le loro scelte e i loro gusti sessuali matureranno e si formeranno con l’età, le esperienze, l’educazione familiare e religiosa, le loro idee, le loro amicizie e i loro amori. Tra loro ci saranno sempre e comunque futuri gay, lesbiche, bisessuali, uomini che andranno con le prostitute, donne di facili costumi, persone fedeli, persone che vogliono la castità, ecc. a prescindere da ciò che può fare un professore nel suo privato.
Vedete, su molte cose io sono d’accordo con voi ma c’è una differenza importante tra noi: io non giudico nemmeno quando conosco i fatti.
Voi non sapete nulla di me e vi permettete di esprimere pareri o giudizi.
Qualcuno di voi insinua e lascia intendere che io sono un’attrice porno o peggio una prostituta. Io non ho seconde professioni e non guadagno, o lucro, con il mio corpo.
Ci sono come sempre contraddizioni e ipocrisia in ciò che leggo.
Comprendo benissimo una persona che non condivide le mie scelte o i miei gusti sessuali ma non accetto chi mi critica (senza conoscermi) e cerca i siti porno in cui scovare le mie foto o miei video. C’è una incorenza di fondo! Qual’è il fine? Vedere se è tutto vero quello che si dice? Si lo è!
Questo vi da il diritto di parlare di me o di giudicarmi?
Tu Fabio non approvi quello che faccio? E’ un motivo in più per non indagare nella mia vita privata. Parla e pensa ciò che vuoi di me ma soprattutto fai il tuo dovere a scuola anzichè perdere il tuo tempo a cercare i miei siti per parlare di fatti che non conosci.
Io non pubblico le mie foto ovunque bensì in siti per adulti e vietati ai minori in cui consenzientemente s’ incontrano e discutono persone che condividono i propri desideri e le proprie scelte sessuali.
Un professore gay (giusto per restare in tema…) potrebbe essere un esempio sbagliato per mio figlio ma io non penserei mai a quello che fa fuori dalla scuola! Se è un bravo insegnante e dà un’adeguata preparazione didattica a mio figlio per me è sufficiente. Diverso sarebbe venire a conoscenza che l’insegnate in classe fa battute devianti o si comporta da sporcaccione.
Quanti insegnanti sono gay? Quanti frequentano i club privè? Quanti vanno con le prostitute? Qual è il problema? Che di me si sa e degli altri no? Se di me non si sapesse nulla sarebbe meno deplorevole ciò che faccio? Ci sono preti che si tolgono la tunica e vanno con i trans! Basta che non si sappia vero? Per non parlare di tutti i preti pedofili che la cronaca ha portato alla luce (poi spenta dalla chiesa). Quanti tra di voi hanno desideri nascosti o hanno i propri scheletri nell’armadio. Voi che giudicate siete esseri umani perfetti! Già sono io che non posso vivere le mie pulsioni liberamente perchè sono una prof! Shhhhshh nessuno deve sapere che sono una “porno prof”! Basta che non si sappia e se poi non faccio bene il mio dovere di insegnante non importa…basta che la gente pensi che sono una donna ligia! Questo è il problema! Oggi non è importante ciò che si è realmente ma ciò che la gente pensa di noi e crede di noi!
Concludo dicendo che non credo di aver fatto mai del male a nessuno, sto semplicemente vivendo la mia vita!
E’ vero sono una professoressa, ma non è ciò che faccio nel privato che dovrebbe cambiare ciò che sono a scuola e viceversa.
Il bello di tutta questa polemica è che le persone che mi hanno manifestato maggiore solidarietà, stima, amore e rispetto sono sempre stati i miei alunni.
Devo comunque ammettere che all’interno della scuola dove lavoro, tutti (preside, colleghi, personale non docente) mi aiutano e mi vogliono bene nonostante i giornalisti e la mia indole ribelle creino delle situazioni particolari.
Gesù disse: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra!” e io vi ricordo che ci sono molti modi di peccare e di essere dei pessimi insegnanti!
Un cordiale saluto a tutti!
Anna Ciriani (Madameweb)

Ps. Tu che sei senza peccato Fabio abbi il coraggio di firmarti con un nome e cognome come ho fatto io anzichè nasconderti dietro a un nick!

Postato Mercoledì, 21 Novembre 2007 alle 3:15 am da MADAMEWEB

mercoledì, novembre 21, 2007

delirium!



il titolo è appropriato al momento che si vive qui in ufficio, dove ormai la metafora più soft ricorre a termini quali "trincea", "zyklon B", "kessel"...comunque io credo sempre nell'endsieg!



lo spettacolo del cirque du soleil mi è piaciuto...dire qsa di diverso non sarebbe alla moda. posso però aggiungere che "Alegria" dello scorso giugno a roma EUR...beh era stata tutt'altra cosa. forse per il ponentino, forse per la boccia di frascati, forse per la location (un tendone da circo per l'appunto).
bella l'idea del layer...un telo che andava a coprire la scena e sul quale erano proiettate immagini sulle quale gli artisti si muovevano in perfetta sincronia.
i filmati erano assolutamente poetici.
magnifici certi esercizi svolti da ragazzi muscolosissimi ed esteticamente perfetti. la distanza tra quello che vedo la mattina nello specchio e l'omino nero piroettante non poteva essere più marcata. ahimè non solo per questioni cromatiche.

benchè imparagonabile lo spettacolo del 15 novembre di brachetti mi aveva entusiasmato di più. sarà per la fotografia...per mutuare il commento di angela, l'amica seduta accanto a me. commento qualificato essendo lei scenografa.
arturo è riuscito a creare la magia che solo certi spettacoli veicolano, quella dell'evento magico. una magia cinematografica, felliniano. non a caso un autore, federico fellini, citato dallo stesso brachetti.
la cosa che mi ha colpito, accanto alla voce sicura e ferma di arturo, è stata la gioia che traspariva dal suo volto, mi è parsa assolutamente autentica.
nel saluto finale la magia ha invaso il grigio teatro alfieri...sembrava di essere in una delle più riuscite rappresentazioni di eurodisney.
mi ero qsa dimenticato la vita da...raton che sto conducendo.
giù la testa che sparano!

mercoledì, novembre 14, 2007

serietà, per favore!

Il questore di arezzo, vincenzo giacobbe, dichiara che il poliziotto impegnato a freddare gabriele sandri, tifoso laziale, ipotizzava una rapina. In conferenza stampa è stato dichiarato in un primo tempo - ...non subito dopo la tragedia, si badi bene, ma dopo diverse ore - che il poliziotto ha esploso due colpi in aria ed uno ha colpito l'auto.
Adesso è vero che se "lo dice la TV" devo crederci, ma ad una castroneria di questo tipo faccio proprio fatica.
Si scopre poi - leggi “la repubblica” del 13.11.07 - che sono gli stessi poliziotti “aretini” ad ammettere, a confessare, che erano a conoscenza che lo scontro era tra ultrà e non ci si trovava di fronte ad un tentativo di rapina all'autogrill. Una nuova versione, forse pretesa da antonio manganelli, il capo della polizia, ci ha poi informato che un colpo è stato sparato in aria ed uno, accidentalmente, ad altezza uomo. Omicidio colposo? Adesso c'è il testimone, un agente di commercio romano testimone oculare, che dichiara di aver visto l'agente, luigi spaccarotella, mirare e impugnare l'arma con due mani!
Non voglio usare un blog per fare un processo...ma una riflessione si.
È possibile che le istituzioni di questo paese mentano o siano così imprecise e pressapochiste?
Mi viene da dire “meno male che c'era in mezzo il pallone!” Diversamente, forse, tutto sarebbe stato insabbiato come nel caso aldrovandi? Non lo so. Ma il ragazzo ucciso a ferrara, federico aldrovandi, deve farci riflettere. Solo la battaglia della madre ha fatto sì che si potesse mettere in dubbio la ricostruzione menzoniera fatta, di nuovo, in "un primo tempo" dalle forze di polizia.
Io le dichiarazioni in due tempi non le tollero. La verità ha un tempo unico.
Delle istituzioni credibili non possono edulcorare le versioni dei fatti...quando i fatti sono poi anche piccoli tanto che potrebbero coinvolgere anche noi, nel nostro quotidiano.
Ad esempio, pensateci bene prima di andare a manifestare chessò io, ad un G8.
Uno potrebbe ad esempio immaginare, ripeto immaginare, una irruzione della forza pubblica in un edificio occupato da cittadini in disaccordo con qualcosa e per questo, nella finzione, immaginare i cittadini massacrati di botte, per rappresaglia.
Quando poi ascolti sullo “speciale-TV” giornalisti che commentano le stesse immagini che vedi tu, dove non sembra accadere nulla di particolare, enfatizzare qualsiasi rumore, parola, non-fatto, per creare artificiosamente "pathos", o meglio per fare lo scoop...allora tutto appare in pericolo.
Posso capire un urlo in più fatto dal telecronista di sky che ti deve vendere, di fatto, un prodotto, la partita che è spettacolare anche se finisce 0 a 0 e si è battuto, sì e no, solo un calcio d'angolo, ma non tollero il giornalista che si limita a riscrivere un'ANSA e non verifica le fonti.
E questo vale sia per tv che per la "carta stampata". Non voglio generalizzare e giornalisti seri ce ne sono…ma bisogna andarli un po’ a cercare.
Il giornalista che non approfondisce, che non si documenta, mi fa ancor più “schifo” del giornalista schierato che non ammette di esserlo e, così facendo, ciurla nel manico.
Facciamo un esempio. Leggo il blog di raffaele sollecito, indagato per omicidio a perugia. Leggo alcuni post, prima che tutto sia oscurato. Rileggo singole frasi di sollecito estrapolate dal contesto e totalmente travisate, diventati articoli e commenti giornalistici.
Per fare notizia? Forse perché si è copiata la notizia scritta da un altro? Forse. In ogni caso un brutto servizio al lettore.

È come se si prendesse una mia frase sui rutti e sulle scorregge e, decontestualizzata, si interpretasse la mia ironia per seriosa presa di posizione, descrivendomi poi come petomane rozzo e volgare. Spero che, se dovessi salire alla ribalta delle cronache, qualcuno possa citare per intero il mio pensiero giudicandomi quindi non come l'"angelo salito in cielo" (in caso di mia dipartita) ma neanche l'ultrà violento o il maniaco sessuale di turno.
Ecco io vorrei essere ricordato non come un demonio né come un santo.
Mi piacerebbe essere ricordato come un simpatico satiro dedito solo ai piaceri della carne e a quelli del vino.
Scherzo!
Io trovo piacere solo nel lavoro fatto bene. Io sono un grigio impiegato parastatale. Timbro alle 8.15, in entrata, e alle 17, in uscita. Pago le multe, faccio le pulizie la domenica, ritiro l'auto in garage.
Beh se dovessi farla finita, rileggendomi, penso che anche al giornalista distratto sarà chiaro il perché!
Forte! I miei da vespa!
Nella mia famiglia sono il primo che ha studiato!
Il primo che si è laureato...e poi dicono che la laurea non serve a niente!

martedì, novembre 13, 2007

Wystan Hugh Auden

Alla maggior parte della gente piace leggere la propria scrittura e annusare la puzza dei propri peti (Auden)

quanto è vero...più la seconda però!

lunedì, novembre 12, 2007

Location unica, città particolare


L’Assemblea Teatro di Torino – teatro stabile di innovazione - sabato sera all’ex SIVA (Stabilimento Industriale Vernici e Affini) ha presentato lo spettacolo di Gianni Bissaca “Mio padre voleva chiamarmi libero”.
L’uso di filmati alternati alle parti recitate ha reso snella la rappresentazione, tenutasi nella sala ove primo levi lavorava, fino al 1977, tra formule chimiche e alambicchi.
Non son riuscito a chiederlo…ma credo che, di tanto in tanto, parlasse anche in piemontese.

Ovviamente tutto ora è in disuso, le erbacce hanno conquistato il cortile interno e sono alte un paio di metri. Sembra di entrare in un luogo abbandonato da decenni, mentre il degrado è iniziato solo con i primi anni del 2000, la fabbrica è chiusa dal ‘99.
Sarà il progresso! Adesso, infatti, dal cortile si vedono i viadotti di autostrada e altavelocità.
Che bello!
Il cavalcavia che un tempo superava l’autostrada non c’è più da anni. Era proprio vicino allo stabilimento. Una struttura in qualche modo “celebre”, essendo stato ritratto in una foto degli anni quaranta, appesi c’erano dei partigiani uccisi l’8 agosto del ’44 per rappresaglia.

Adesso si parla di demolire anche questo edificio. Che figo!
Vengo da un breve viaggio in una città, Berlino, nella quale il passato viene fintamente ricostruito e vivo (vivevo) in un “paese” nel quale la fretta di distruggerlo è davvero bizzarra.
E non vivo (vivevo) a Roma! Dove se tiri giù un battistero del 1700 ti potrebbero anche dire”vabbè è un pezzo recente” ma in una cittadina, settimo torinese, che ha quattro pietre, dicesi 4, precedenti al 1950, in croce!
Probabilmente la vicinanza a torino rende appetibili certi aree edificabili, come quella in via torino un tempo occupata dalla paramatti.
Adesso stanno sorgendo dei casermoni…e del passato dell’area non c’è più traccia alcuna.
Ma è giusto così! Se poi vuoi vedere qsa di vecchio vattene boh…ma vattene al museo egizio!
E non rompere i coglioni!
E poi setu ha la nomea di città dormitorio…vorrai mica cambiarla?
Allora tutti a nanna in attesa della multisala al posto di quella torre che c’è in piazza.
Cosa cazzo mi sviluppa una torre senza il castello!
Come? Le fondamenta sarebbero state rinvenute?
Ah…le hanno ricoperte! Volevo ben dire!
Il progresso!

Tornando a Primo…nei filmati Giuseppe, Walter e gli altri ex-operai SIVA ricordano lo spessore morale dell’autore de “la chiave a stella”, racconto attorno al quale ruota lo spettacolo teatrale.
Oddio il libro lo iniziai anche…ma sinceramente poi non lo finii, ma adesso probabilmente tornerò a prenderlo in mano.
Il profilo che ne vien fuori è quello che anch’io ho in testa, ossia quello di una persona discreta, riservata, estremamente colta ma anche gentile nei confronti di tutti.

Vi lascio con l’enigmatico assunto leviano per cui “tra i momenti più belli della propria vita ve ne sono sempre alcuni legati alla realizzazione sul lavoro”. Chissà cosa voleva dire.
Decisamente altri tempi! Quindi venerdì 16.11 sciopero!

venerdì, novembre 09, 2007

"world usability day" a torino!


Ieri giornata mondiale usabilità a torino, dopo le edizioni di roma e milano degli scorsi anni.
Di usabilità strictu sensu, come dice la mia collega di porto torres, poca poca.
La cosa notevole è stato lo spettacolo – una produzione Teatro Popolare Europeo - “passioni porte passaggi” con Antonella Enrietto, Luciano Gallo, Alberto Pagliarino per la regia di Alessandra Rossi Ghiglione.

Mi è piaciuta molto Antonella e la dedica:
”dedicato
a chi ha piantato la magnolia giù nel cortile dell’ospedale
e ai fiori di magnolia,
che sono così belli
e quando piove cadono.”

mercoledì, novembre 07, 2007

sondaggino sui giocatori della vecchia signora

dovrei/mi piacerebbe - ma ho poco tempo - 'parlare' della splendida berlino, destinazione di questo ultimo week-end (dal 1 al 4 per la precisione).
mi dicono però che "questa" è divertente, quindi vado a pubblicarla: scrivo al giornale megafono della famiglia agnelli e non ottengo risposta...
questo il testo della mia e-mail:

carissima La Stampa,
il sondaggio proposto oggi è sicuramente bellissimo.
che emozione ripercorrere le gesta di questi campioni!
troppi ne conta la mitica maglia a strisce.
quindi l'appunto che mi sento di muovervi è sicuramente benevolo.
in ogni caso, con gli amici juventini, si diceva che senza esnaider, pericard, dimas - per parlare delle omissioni di giocatori che tutti ricordiamo - ma anche del mai troppo rimpianto Tavola, l'elenco è troppo magro.

sicuro dell'inserimento almeno di roberto tavola (che avrà, come avrete capito, il mio voto) attendo un vostro riscontro.

vi saluto cordialmente,
ugoy

forse, come sondaggio, è più serio il mio!

martedì, ottobre 30, 2007

tra OGR e IKEA

super giornata quella di sabato scorso! vado in fretta, mi piacerebbe averne memoria tra qualche mese, quindi procedo fissando qualche evento.
risolta l'annosa quistione degli arredi bagno, dopo tre mesi di precariato potrò finalmente pulirmi il culo prendendo la carta igienica dall'apposito supporto!
apparentemente è una piccola conquista, ma se ci aggiungi anche il porta asciugamano puoi avere il giusto valore del cambiamento.
chissà se si può fare pubblicità gratuita a Gedy...in via carlo alberto a turin.
probabilmente il DDL sull'editoria lo vieta, ma io la faccio lo stesso!
siamo andati in questo negozio e abbiamo trovato un ottimo rapporto qualità prezzo anche superiore a quei grossi centri - che non citerò - nei quali ci si reca pensando di spendere meno.
usciti dal negozio siamo stati alla camper...ops questa pubblicità!
dove kinder ha comprato un 40 e un 39. cioè non consapevolmente: l'abbiamo poi scoperto il giorno dopo. veloce kebab da demir, piazza adriano, il migliore di torino con carni solo piemontesi...lo dico per poter chiedere lo sconto la prossima volta. tra un rutto e l'altro, colpa di quella celebre bibita statunitense dal logo bianco su sfondo rosso, ci siamo recati alle Nuove, le carceri di torino.
non si andava a trovare parenti, ma a fare un giro adesso che son chiuse.
un gruppo di volontari organizza la visita al braccio femminile, a quello dei detenuti politici 1943-45, alla cappella e relativi cubicoli, al braccio della morte, quello che ospitava i condannati a morte nei giorni precedenti l'esecuzione.
il tour merita assolutamente. specie in questo che risulta essere un momento di transizione. ci sono poco soldi e di conseguenza "il museo" è sostanzialmente "nature", ossia è il carcere così come l'hanno lasciato i detenuti nel 1988 non offeso dai restyling per accogliere il turista con gadget e restrizioni di percorso, guide e brochure. E' l'anno zero, come lo era la venaria prima di ricevere i fondi europei, tenuta in vita dallo splendido lavoro dei volontari. diciamo che queste visite naif sono le più belle, le più autentiche. purtroppo non si possono fare foto...c'è già il copyright, ma in questo caso benvenga, servono soldini per portare avanti le attività. io il mio supporto l'ho dato acquistando un volumetto che parlava di padre ruggero cipolla che dal '44 e per i cinquant'anni successi fu il confessore all'interno del carcere. ovviamente le Nuove come la reggia si era anche pensato di tirale giù! facciamoci del male!

usciti dal carcere, dopo questo momento di evasione (immagine molto pop...meritava una foto il poster strappato di maradona in una cella che era stata un tempo usata per i partigiani condannati a morte e riutilizzata successivamente, a fronte di spazi diventati angusti, per contenere tutti i colpevoli, o supposti tali) ma anche di riflessione, abbiamo tentato il colpo gobbo: la visita alle OGR!



andata! trulli trulli ci siamo introdotti nell'edificio ottocentesco realizzato per effettuare riparazioni sui treni del regno d'Italia e poi utilizzato fino al 1995 e presto diventato location ideale per spot pubblicitari (l'ultimo della grande punto ad esempio) e film.
al telefono mi avevano detto che non c'era più posto per le visite guidate (le uniche possibili essendo un cantiere)...ma poi la faccia triste e la richiesta gentile hanno fatto sì che potessimo essere aggregati, pagando il giusto, all'ultima visita in programma.

fuggiti dalle officine ho portato kinder al paradiso del consumatore squattrinato: IKEA! niente alce questa volta, ma nuovamente tende! diciamo che è un po' la mia condanna e l'IKEA la mia prigione componibile!
lasciata la mia metà ho recuperato il tempo perduto sfrecciando a folle velocità verso il catino infuocato oggetto dei miei incubi notturni e dei miei sogni pomeridiani: lo stadio olimpico dove si sarebbe disputata una partita sulla carta interessante, torino-cagliari.
la faccio breve, mi sono divertito perché abbiamo vinto due a zero, ma non è statoun match particolarmente ben giocato da entrambe le formazioni. un grande foggia, buone giocate dei nostri, ma poca roba.
ok c'era un rigore per il cagliari.
tornato all'IKEA, ci siamo fermati in un ristorante interno del centro commerciale le gru per mangiare la volo una bistecca con patatine. "W il consumismo" ho pensato.
cercando di non essere beccato dal kinder mi sono sbirciato Napoli-juventus godendo come un porco nel vedere i gobbi prendere goals su rigori inesistenti!
con moggi non sarebbe mai successo e per dirla con beccantini "non c'è più religione". adesso, per bilanciare il rapporto torti/vantaggi, rimangono solo 109 anni di torti.

dulcis in fundo, siamo stati al medusa per vedere lo splendido ratatouille, la storia del topo gourmet, un bel film di animazione pixar-walt disney.
fine

lunedì, ottobre 29, 2007

labor limae

«Nei miei balletti ho sempre curato ogni cosa nei minimi dettagli, tutto è stra-importante, tutto! Anche lo smalto on my feet. Non lascio nulla al caso: ogni cosa è minuziosamente pensata, anche i dettagli più futili.»

giovedì, ottobre 11, 2007

web 2.0

è vero web 2.0 è solo una formuletta, uno slogan vuoto.
cosa c'è veramente dietro: chissà, boh.

dimenticate quindi le sterili possibilità del web 1.0 e comprendete finalmente, grazie a questo video, come può essere un approccio ricco,
un'applicazione che permette un'interazione evoluta e gratificante per l'utente.
in una parola cos'è sto web 2!

A-i na nija pì ant ël vin che ant l'eva*


Non ho ancora ben compreso se le iniziative di eataly alle quali ho preso parte recentemente, una “degustazione letteraria” e una serata “in cucina con i grandi chef”, mi siano piaciute così tanto per la loro qualità o per il fatto che il bicchiere di vino viene riempito ogni volta che lo svuoti.
Oddio oggi non è proprio il giorno adatto – sto ancora smaltendo i postumi della bevuta del giorno prima, reduce dalla serata con il grande chef – per porsi il quesito, ma indubbiamente il vino aiuta a star meglio.
Credo che una persona che ha dei problemi li possa sicuramente risolvere bevendo.
Lo so, è la banale parafrasi della pubblicità della sanpellegrino “bevo e sono felice”, ma nella sua semplicità è concetto validissimo.
Se hai un piccolo problema, fatti una bionda. Ossia bevi una birra, se poi vuoi farti anche una bionda ti rilasserai sicuramente.
Se i problemi iniziano ad essere più grandi, bevi una bottiglia di rosso. Sei nella merda? Apri un “jota e be”, come dicono gli spagnoli, l’amato J&B.
Prevengo l’obiezione dei più acuti.
Anche se problemi non ne hai, ma vuoi essere più brillante, bevi.
Sei timido? Bevi. Ad esempio elisa si è messa a bere e poi è andata liscia liscia con le domande allo chef della serata, marisa torta dell’osteria del castello.
Le domande erano anche bastarde:”come si fa la purea?”
O meglio a noi, che con molta difficoltà gestiamo i “quattro salti in padella” (che Dio li benedica), sembravano bastarde. Agli astanti decisamente no!
Non si era ancora spenta l’eco del quesito del mio cucciolo che un autentico moto di stizza e disgusto si era sollevato dai primi banchi dell’aula 2 di eataly, dove si teneva la serata.
Poi il clima si è fatto più sereno, anche gli altri partecipanti alla dimostrazione della Torta sono stati ammorbiditi da un buon nebbiolo. Continuavamo a guardarci male, ma con meno odio rispetto all’inizio.

Il menù proposto dallo chef prevedeva la cacciagione: quaglie con tartufo bianco, lepre al civet e, come dolce, pere cotte con zabaglione e caramello.
Fantastico! Un trionfo del palato e…della nostra maleducazione!
Suscitando ulteriore ribrezzo infatti io ho chiesto il bis (che proletario) di lepre ed elisa di zabaglione.
Avendo dato fondo anche al flute del cucciolo, sono uscito dall’aula satollo e un po’ alticcio.
Non pensavo più al GANTT del progetto X, né al taglio di budget su quello Y, ma neanche all’annosa vicenda dell’acquisto tende per camera da letto, salotto e cucina e la terribile immagine della scirea festante era qsi sbiadita…
Un uomo nuovo, almeno fino alle 6.45 del giorno dopo.


* Ne annegano più nel vino che nell'acqua

martedì, ottobre 09, 2007

sotterranea

se ero stato giustamente critico in passato sulla gestione della viabilità cittadina(cfr. post del 7 agosto) ovviamente oggi, con il prolungamento del tratto della metropolitana, lo devo esser meno.

Ieri ho preso la metro…che triste parlare come un bauscia!
Rifo: Ieri ho preso la sotterranea a susa e son sceso a porta nuova. il tratto è breve, neh, ma ho guadagnato lo stesso molto tempo, viceversa se fossi rimasto sul mio sadem (tratta caselle- to p.n.), sarei rimasto imbottigliato nel traffico in superficie per chissà quanto. figa, direbbe l’ambrosiano.

La cosa divertente era osservare gli altri pendolari. Tutti impersonavamo la stessa parte.
Ossia per non risultare provinciali, tutti facevamo finta di essere transitati mille volte per questa stazione nuova di pacca, inaugurata solo venerdì scorso in pompa magna dal “professore”.
Se un milanese ci avesse visti, sicuramente ci sarebbe cascato. Come qsi ci cascavo io.
Tutti sembravano conoscer bene il posto e muoversi non per curiosità, ma per consuetudine.
E’ vero, io non sono dei più furbi ma proprio tonto nemmeno. Vero è che la mattina son sempre più rincoglionito del solito…ma la recita era davvero ben fatta.
Oddio molto possiamo migliorare rispetto a roma o a milano, ossia c’è ancora troppa educazione.


La gente non si spinge, aspetta educatamente, non corre, non sgomita. Nessuna ombrellata - è anche vero che non pioveva - ma neanche nessuno che spingeva l’extracomunitario che aveva accanto sotto la carrozza in arrivo - è vero che tecnicamente non è possibile, essendoci le protezioni alle fermate.
Fortunatamente appena risalito alla luce, fioca, del giorno mi son subito ri-sentito a mio agio, fuori da un copione mal interpretato e dall’odore di pulito, o di plastica nuova.
Gente che spingeva per prendere il 4 o il 63 in via sacchi, ma mi ha fatto anche piacere ritrovare anche il solito pensionato che guardava torvo il marocchino mormorando tra se e se il suo “minchia a torrino non si può più girrare, non è più come una volta, diofa”.

Ho poi scorto tra la folla anche il bambino, amore, con la maglia di del piero che voleva salire lui per primo, benché arrivato per ultimo…
Ops è caduto dalla pensilina! Giuro l’ho colpito involontariamente, non l’avevo proprio visto.

a torino non l'avremmo mai detto, adesso però come preannunciava, mi pare, culicchia, possiamo darci il gancio biascicando: "allora ci si vede verso le 11 alla 're umberto', minchia"...

lunedì, ottobre 08, 2007

la voce del designatore

(ANSA) - Roma 08 OTT:
Collina chiarisce i dubbi circa il supposto fuorigioco di trezeguet in fiorentina-juventus.
Secondo le interpretazioni IFAB, trezeguet è sì in fuorigioco ma quando Frey distoglie lo sguardo dal francese per rivolgerlo in direzione del giocatore che calcia verso la porta lì inizia una nuova azione.
Frey ha "sanato" la posizione irregolare cambiando prospettiva visiva.
Se il portiere avesse continuato a seguire visivamente l'attaccante avrebbe garantito la continuità dell'azione precedente.

venerdì, ottobre 05, 2007

son contento!

ebbene sì! questo corso di difesa personale su base jeet kune do è stata proprio una bella idea. oddio quando l'istruttore cita le mosse in cantonese io e il mio cucciolo non capiamo una fava, ma quando siamo noi allievi a provarle capiamo che sono movimenti che dobbiamo certo acquisire. e' comune infatti fare - e subire - un gran male al compagno d'esercizio. il dubbio sul fatto che il movimento sia poi quello corretto rimane, ma vi assicuro che prendere un bel calcio sulla rotula o un dito nell'occhio è dolore assicurato. cool. il dito nell'occhio poi, per chi come me porta le lenti a contatto, è anche psicologicamente devastante. mi capita infatti di passare poi il resto della lezione a cercare di capire se ho ancora o meno la mia lente.
del resto, la componente psicologica è importante, ci dicono i maestri. trendy.
io ad esempio mi sto convincendo che devo far del male al mio cucciolo.
è per lei! quando la colpisco infatti soffro più io che non lei...ma devo farlo!
se poi non picchio duro non serve e allora giù botte.
è la storia dei "no". a volte è più difficile dire un "no" che tanti "si".
idem a volte colpire una carotide è peggio che accarezzare un clitoride.
no, no, non c'entra nulla il litigio della sera prima o il fatto che mi abbia destinato i prossimi 45 sabato mattina - che io passerei al balon - a cercar la tenda giusta per il salotto. non c'entra niente neanche l'invito a festeggiare i suoi genitori domenica prossima in contemporanea a torino-sampdoria...e neanche il fatto che io mi alzi tutte le mattine alle 6.45 e lei alle 8.30.
è del resto così bello vederla dormire saporitamente mentre io, senza accendere la luce, colpisco tutti gli spigoli presente in casa ed esco in strada mentre è ancora buio...non c'entra. anche svegliarmi alle 2 di notte, quando il cucciolo va a dormire, è un momento di discussione e condivisione che amo attendere. easy.

alla prossima lezione mi presenterò con la tua nuova e quando arriverà anche il testo che ho ordinato:"il tao del dragone" del maestro bruce lee non mi fermerà più nessuno!

martedì, ottobre 02, 2007

in tutta verità

il lettore più attento attenderà il commento sulla partita di domenica sera, il derby. scrivo solo adesso perché solo oggi mi riprendo dalla terribile mazzata. c'è, tra gli "amici" gobbi chi ha speso anche belle parole, ammettendo il grosso culo, chi ha detto che il goal era regolare ma solo per i cavilli del regolamento...beh poco importa! conta solo la palla nel sacco e la brutta sensazione che ne è seguita.
l'onore delle armi dei vari buffon, pettiti, del piero e trezeguet fa comunque piacere...l'antipatia resta per tutti gli altri.
eppure era stato un week-end piacevole fino al 93 della ripresa.
venerdì sera io e il mio 'kinder' siamo stati a degustare e ad ascoltare quanto proposto da luca glebb miroglio, una serata bellissima, presso eataly, continuata all'unione industriale. qui, in via fanti 17, beccantini e gramellini, accompagnati da cobolli e cairo, presentavano i testi con i quali "La Stampa" - un giornale di torino lievemente schierato a difesa degli interessi della famiglia regnante, la casata degli agnelli - ha monetizzato anche il derby! la serata è stata comunque piacevole. il libro non l'ho comprato però! al massimo lo ruberò al prossimo salone del libro, ma comprarlo mai! cioè i libri sarebbero due...ma con tutta la stima per beccantini il suo proprio non riuscirei a leggerlo. oddio ho letto sicuramente di peggio ma preferisco colpirmi i testicoli con una mazza o al limite, parafrasando guccini, farmeli massaggiare da qualcuno.
devo ammettere, in questo bagno di sincerità, addirittura ho trovato non troppo antipatico il nobile cobolli gigli vien dal mare...ma adesso stop elogi alla goeba. Certo devo rilevare che a fronte di un alessandrino - meneghinizzato quanto vuoi, ma sempre nativo della ridente masio - e di un torinese trasferito a roma loro rispondevano con un bolognese, che vive a milano, e un milanese (antico vassallo della dinastia motorizzata torinese, già dirigente de "La Rinascente")...ma tant'è la vecchia signora è la baldracca d'Italia ops, scusate, volevo dire la peripatetica d'Italia, non poteva essere diversamente.
tra i granata mi ha fatto piacere vedere ossola, sala, culicchia e, soprattutto, michele ferrero ormai diventato il mio guru per quanto concerne la "passione granata".
chiusa la serata di venerdì subito a nanna per un sabato intenso.
domenica, prima della mia gara "tirata" a fenis nel pomeriggio e quella sfigata della sera, ho partecipato al torino today tour organizzato da urban center, ossia una rilettura dei lavori effettuati a torino dal '94 in poi.
il raddoppio del politecnico, la spina 1, la 2 e la tree - come direbbe mike - l'area dell'environment park ecc.
la serata cercherei di dimenticarla, essendo stata dedicata alla festa di inaugurazione della nostra casa con i parenti.
riepilogando tante cose da ricordare ma un paio da dimenticare.
purtroppo il tocco di dellafiore, peraltro autore di una bellissima gara, e quello di trezeguet saranno indelebilmente fissati nella mia memoria.
forse è proprio vero che noi granata viviamo di ricordi...
arvezi!
 
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giovedì, settembre 27, 2007

Ipotesi

“Nooo!!!” È questa l’esclamazione sollevatasi all’unisono ieri sera, verso le 18.05 all’altezza del terzo binario della stazione ferroviaria di Porta Susa.
Un tizio arriva correndo, trafelato, per prendere al volo il diretto per milano delle 17.59, “in fatale” ritardo. Le porte già chiuse non lo dissuadono: cerca di ri-aprirle! ci ri-esce!
Nel momento in cui sta per salire in vettura, il biglietto che maldestramente teneva tra le mani cade nello spazio tra carrozza e banchina, sulle traversine.
Ed ecco la reazione che non t’aspetti!
Il nostro si sta chinando per recuperare quel pezzo di carta che costituisce il suo ‘importantissimo’ documento di viaggio…dal II binario si solleva un coro, un prolungato e sospeso:”no!”
Inaspettatamente, le persone che, stanche e annoiate, attendono il proprio passaggio verso casa dopo una giornata di lavoro dissuadono il ritardatario dal tentativo di recuperare il biglietto di viaggio. Lo fanno con la sola forza di questo invito monosillabico fatto con il fiato corto e una certa apprensione.

“Meno male che non si è chinato a prenderlo! pensa che ritardo fosse stato travolto!”
Sarà questo quello che hanno pensato i cinici torinesi? Non penso.

Purtroppo vittima della mia stessa indifferenza sabauda e preso dalla lettura de “La lunga marcia verso l’esilio. Memorie di un guerriero cheyenne” mi accorgo solo al momento di scendere dal ‘locale’ per casale che il personaggio aveva poi preso il mio stesso treno, quello delle 18.05, e sedeva proprio accanto a me!
Guardandolo con la coda dell’occhio, nel momento di scendere a settimo, ho pensato “ma ses propi fol”. Forse è questo quello che i compassati viaggiatori torinesi avevamo pensato poco prima.

mercoledì, settembre 26, 2007

Test di appartenenza calcistica

un amico con una rossa* mi gira questa mail che ho il piacere di "pubblicare":

Leggi la lettera che segue.
Se sei del Toro ti viene un brivido, se sei gobbo una frase sarcastica.

Tacchi pare che a inizio anno firmasse un assegno in bianco, che a fine stagione il presidente valorizzava con l'importo che riteneva congruo alle prestazioni offerta durante l'anno.
Un po' tipo Rosina e Del Piero...


Caro Presidente,

sono uno dei figli di Juan Carlos Tacchi ed a nome mio, di mia madre e dei miei fratelli desideravamo ringraziarla personalmente e per iscritto per tutti gli onori che avete attribuito a nostro padre.

Ho deciso di scriverle questa lettera alla vecchia maniera, perché nel mondo del calcio di oggi fatto di internet, e-mail e di grandi fattori economici, ritengo che usare carta e penna abbia un valore particolare. E’ un modo per onorare il calcio di una volta fatto più di passione vera e propria per la propria squadra, che di spettacoli televisivi.

Il Torino F.C. ci ha resi molto fieri di nostro padre ed averlo onorato sul vostro sito e su tutta la stampa ci ha fatto capire quanto grande fosse, sia come calciatore che come uomo.

Non mi dilungo oltre, ma la pregherei vivamente, se possibile, di farsi portavoce presso i vecchi Tifosi del Toro, che hanno visto giocare nostro padre, per dir loro che tutta la nostra famiglia li ringrazia per averlo onorato.

Non potendo contattarli personalmente, la pregherei di pubblicare questa lettera sul Vostro Sito affinché sappiano che abbiamo apprezzato la loro partecipazione al nostro dolore.

Ci consoliamo sapendo che nostro padre sta giocando a calcio insieme ai giocatori del Grande Torino.


GRAZIE DI TUTTO E FORZA TORO.

Famiglia Tacchi

* s'intenda macchina...

venerdì, settembre 21, 2007

Il lavoro non mancherebbe

L’altro ieri, poco dopo aver leggo su torinofc.it che era aperta la vendita dei biglietti per il derby del 30 settembre, mi reco velocemente in una biglietteria nel centro di settimo torinese.
Evito quindi le probabili code delle ricevitorie lottomatica in torino. Lunghe file che puntualmente verranno registrate nei giorni successivi. Che noia perder tempo per andare a vedere una neopromossa!

Setu! Sono nella mia “patria natale” perché, in serata, parteciperò alla seconda lezione del corso di autodifesa su base jeet kune do, ossia il kung fu visto da bruce lee.

A lee penso poco, ma ho già l’ansia per la partita con la goeba.
Il tizio alla cassa mi chiede l’abbonamento. Gli abbonati di curva primavera, come me, vengono trasferiti in altro settore per far posto ai gobbi.
Chiedo di avere un biglietto per la tribuna granata II livello.
L’omino mi dice che dovrebbe essere il “sistema”, in automatico, ad assegnare i posti e procede ad inserire i numeri indicati nel retro della mia tessera, lo fa per 2-3 minuti.
La manovra procede con evidente lentezza, con lamentele per l’esiguo margine economico che ne avrebbe ricavato. Finalmente mi viene stampato l’agognato tagliando in formato cartaceo! Anche a colori! Granata, naturalmente!
Poco meno felice del ragazzino che scorge la cugina grandicella senza reggiseno, prendo il biglietto mentre il negoziante, risoluto, mi chiede 60 euro. Non meno deluso del ragazzino di prima che vede chiudersi la porta prima solo socchiusa, faccio presente che la somma non mi torna, avendo letto che il corrispettivo economico era vincolato ai 30 euro, prezzo già gonfiato di una curva, anche se il biglietto è per altro settore.
Confusione, perplessità “ma qui mi dice…io…c’è scritto 60. Non so…il sistema”.
Io, forte della mia navigazione pomeridiana e delle info reperite, insisto:”no, no sono 30 euro!”
A snellire la questione interviene il collega dell’omino, più scafato che ribadisce quanto da me già sottolineato:”annulla quel tagliando e fanne un altro a 30 euro”.

Il negoziante meno scafato si rimette a digitare numeri su una interfaccia che non deve essere troppo amichevole. La coda degli scommettitori della ricevitoria si allunga. “minchia devo prendere du ambi”, “cazzo che palle ste partite”…”dammi un ‘Megamiliardario’ da 10 euro”.
Qualcuno brontola.
Io son tranquillo i musi lungi hanno tutte le sembianze di gobbi nervosi oltre al linguaggio.
Infine, attesi altri 3-4 minuti ricevo il mio biglietto ad “equo canone”. Il venditore mi precisa che c’era un bottone che non aveva visto che avrebbe dovuto cliccare…

Altro giro altra corsa.
Visito il sito di eataly, il mercato enogastronomico che conta anche 7 ottimi ristoranti in turin, di fronte al lingotto ex carpano.
La qualità del cibo è ottima, quello del sito web meno.

Ormai da qualche giorno, cercavo un luogo per festeggiare i 4 anni con elisa, il prossimo 28 settembre.
Perché festeggiare? Good question.
Pare che con buona condotta, sconti di pena e indulto tra 10-11 anni sarò libero.
Orbene quattro anni son quattro anni!
Strappo la promessa che per il 28 invece di spendere soldi per il regalo…investiamo nella casa, ma almeno la cena la faremo.
Di eventi carini a torino e provincia ce ne sono, ma per diverse ragioni li scartiamo tutti.
Ad esempio salta il giro sul ristocolor per via di un menu non gradito alla mia metà, salta “La credenza” per le nostre finanze ridotte ecc.

Decido quindi di aderire al venerdì letterario “la cucina di Almodovar” di eataly…lettura di brani di Luca Glebb Miroglio e degustazione del celebre gazpacho di "Donne sull'orlo di una crisi di nervi".
Sul sito vedo che c’è scritto che chiamando un certo numero si può procedere alla prenotazione.
Preferisco non registrarmi online ma procedere utilizzando la cornetta.

Composto il numero, in realtà mi si dice subito che non è possibile procedere via telefono. Il ragazzo inizia a chiedermi una serie di dati…mi sta registrando lui al sito, senza chiedermelo esplicitamente. Nessun problema, non faccio polemica. Mi chiede quindi vita morte e miracoli della seconda persona: “Nome, cognome, telefono mail...è un regalo?”. Io:”stop, scusa, ti ho dato già tutti i miei dati…metti + 1 e fine, grazie”. Comprendo che possano tornar utili riferimenti per invio di promozioni e pubblicità però…voglio mangiare un piatto non gestire il mio profilo INPS!

Mi viene chiesto di saldare in contanti nel giro di un paio di giorni. Che volgarità! “Vabbè”, dico e mi piego a parlar di denaro.
Così faccio la sera dopo e vado a saldare. Mi presento e chiedo di pagare.
L’accesso online del tizio con il quale sto parlando, all’interno del negozio, è tragi-comico.
Facilito il ragazzo del box-info guidandolo nella ricerca del mio nominativo in un elenco online che lui guarda con troppa fretta, non trovandomi.
Indicatogli il mio nome che, per brevità, spicca di consueto in questo tipo di elenchi, accediamo alla mia scheda personale.
Ho quindi la conferma che la sera prima, al telefono, sono stato iscritto cosa che, del resto, mi era ormai chiara avendo ricevuto anche una mail di conferma (nella quale non era previsto che la registrazione non fosse stata fatta da me medesimo e l’opzione “annulla tutto” non era prevista).
Ed ecco, come alla lottomatica, il nemico dell’utente: l’interfaccia fatta “a culo”. Il povero dipendente eataly cerca il pulsante che io – per esclusiva deformazione professionale - vedo ma che lui non trova e non comprende come far cambiare lo stato da “in attesa” (di pagamento immagino) a “pagato”.
Indico un pulsante “aggiorna”, posto in posizione random, che dovrebbe essere un “salva” di antica memoria…il sistema pare comunque bloccato. Colto da senso di pietas tiro fuori la stampata che avevo fatto nel pomeriggio, avendo letto la mail ricevuta dal “mercato enogastronomico più grande del mondo”, come recita il trionfante motto sulla pagina html.
Il ragazzo si illumina:”cercavo di ottenere proprio quella!”, mi dice, un po’ accaldato e in evidente imbarazzo. Ringrazio comunque per il tentativo e per la grande disponibilità.
Operazione conclusa…ma parafrasando Krug l’interfaccia non ha certo fatto sì che io non pensassi, anzi! Per fare un’azione di 1 minuto ne ho avuti 15 per rifletterci su!

Risultato perdita di tempo, una cattiva immagine per la tabaccheria prima e per il “supermercato” poi, raggiungimento dei miei banali task solo dopo verifiche, controlli e l’italianissimo disfa e rifai, stampa, butta, telefona, chiedi, boh, non so.

C’è parecchio lavoro per chi desidera rendere delle interfacce e, più in generale, dei flussi di lavoro informatizzati più semplici e intuitivi…ma nulla si può improvvisare, tutto andrebbe progettato e testato prima di essere, scusate la rima non cercata, rilasciato.
L’impressione è che prima si lancia l’applicativo o il sito e poi si vanno a tamponare gli errori di progettazione.

martedì, agosto 07, 2007

BigMac? preferisco l'Incontrada

ha piovuto. l'aria è fredda. la città semi-deserta.

negozi chiusi. attese lunghe per i bus. la metropolitana c'è...ma quel pezzettino non serve qsi ad un cazzo, quindi non so neanche se adesso funziona.
ma stasera l'Olimpico - che sarebbe poi il "Comunale" con la metà dei posti di prima - sarà un catino che conterrà grida, canti e gente che salta per dire che non è bianconera, per urlare che torino è granata.
col brugge, stasera, vernissage solo granata, come la città!
'fanculo le vecchie signore, sempre un po' puttane nonostante l'età, le triadi, i patiti dell'UMTS!

lo stadio sarà pressoché pieno, l'attesa c'è. incredibile.
forse i punti varranno per il campionato?
tra un paio di settimane si parte, da roma. ci salviamo? retrocediamo? boh! non c'importa niente...il risultato conta sempre poco: serie B o A, cittadella o san siro è lo stesso, basta giocare mangiando l'erba, sempre.
anche in amichevole.
scegliere tra milanjuveinter e toro è come scegliere tra il Mcdonald's e il presidio slow food...o, se volete, tra nikita e vanessa incontrada

lunedì, luglio 30, 2007

spostamenti


in teoria una volta giunti in terra di germania - vedi post precedente - ci sarebbe da raccontare la visita di norimberga...ma è passato un po' di tempo ormai e non ne ho più molta voglia.

l'ultimo week-end è stato monopolizzato dal trasloco!
1) rasatura a zero della mia ex folta chioma
2) crocs rosse! acquistate la scorsa estate alle hawaii, prima che diventassero oggetto di tendenza qui in italy
3) uno degli innumerevoli pacchi...della mia dolce metà

il trasloco è stato ultimato in data 29 luglio 2007!

mercoledì, luglio 18, 2007

passaggio in svizzera

devastante. altro termine non potrebbe esser maggiormente appropriato.

partiamo, io e wolf, venerdì mattina. W. si presenta con il solito ritardo di 30-40 minuti. stop all'autogrill, si parte alle 9 invece che alle 7,30 come da programma. ci aspettano 669 km per arrivare a stoccarda, saremo ospiti di paolo. queste le info ricevute da w... in realtà scoprirò che p. sta in albergo (ergo saremo ospiti...dell'hotel), non a stoccarda ma ad heilbronn - 30 km circa a nord di stoccarda - w. non ha documenti validi per l'espatrio ecc ecc.
il tragitto per la germania viene reso più lungo da una sosta a romagnano sesia per "recuperare le ore". ossia si allunga di alcune ore il viaggio, ma si recuperano i dati sulle ore di lavoro svolte da w. come operaio presso la pettinatura di romagnano.
w. non apprezza la strada proposta da via michelin e descritta da una simpatica stampa cartacea portata dal sottoscritto. w. preferisce il passaggio anomalo dal traforo del sempione. Io preferisco non ribattere punto su punto alle sue minchiate, essendo in teoria in vacanza. ci ritroviamo così in svizzera, nell'alta valle del rodano, bypassato il controllo dei documenti, in quel di brig (briga). io mi rigiro la cartina tra le mani, siamo bloccati in un vicolo del centro storico di brig...un passante impietosito ci chiede dove dobbiamo andare. w. dice:"zurigo e poi germania". lo svizzero-tedesco ride e ci invita, in italiano, a prendere il treno. noi:"ma siamo in macchina..." lui:"mettere car in treno e attraversare montagna". noi pensiamo :"sticazzi" ed ancora che probabilmente per fare questo 'trigo' bisogna prenotare, aspettare l'orario di partenza che sarà sicuramente il giorno dopo, fare biglietten ecc ecc. in realtà il meccanismo è oliato e perfetto. direzione losanna si svolta verso gampel. si arriva ad un casello similautostradale e senza prenotare, senza scendere dall'auto si sale direttamente sul treno per arrivare, dopo una ventina di minuti, a kandersteg. di qui procediamo per la germany, pronunciando alla carlona i diversi nomi impronunciabili che identificano le località che incrociamo.

l'ingresso in UE è tragicomico. la polizia di frontiera tedesca chiede patente, carta d'identità e libretto. noi siamo pronti a dichiarare anche il numero dei peli del culo, immaginando che a breve ci verranno chiesti.
ovviamente ci chiedono di fermare l'auto e ci fanno attendere. hanno scoperto che la c.i. di w. è scaduta. passano 10-15 minuti di verifiche, alla fine un gendarme invita w. a fare un documento per poter entrare in germania. il pezzo di carta varrà fino al 18 luglio e costa "solo" 25 euro. il w. ha finito i soldi, anticipo io. l'intero corrispettivo non mi verrà mai interamente restituito, ma tant'è! hai voluto andare in germania con w.!!!
la deutschland appare davvero immensa e viene spontaneo ironizzare sullo spazio vitale desiderato da zio adolf...ma che cazzo ci doveva fare con tutta sta terra! boh.
in breve dopo un numero infinito di ore e di soste presso autogrill, aree verdi, piazzole per pisciare, verso le 19 siamo ad heilbronn ridente cittadina medioevale. l'edificio più vecchio dimostrava 50 anni. la città infatti, come tutte le altre cittadine tedesche, è stata rasa al suolo nel corso della seconda guerra mondiale.
...poi all'improvviso eccolo li: il paolino! fresco come una rosa, bello come un glicine correrci incontro e gridarci "Ich liebe!"
arrivati. vedi foto...quelle pubblicabili
nurnberg

lunedì, luglio 09, 2007

minuscole & MAIUSCOLE

non questa ma l'altra domenica sono stato alla fondazione sandretto re rebaudengo per vedere la mostra "silenzio".
la mostra non mi è piaciuta per nulla, presupponeva l'ascolto - sic - di opere "lunghe" anche un paio d'ore...sinceramente troppo. ho però potuto annotare un testo di francesco bonami "lo potevo fare anch'io". Testo prontamente inserito nella lista dei miei desideri aNobii e poi, inevitabilmente, messo nel carrello.

leggendo però queste righe nella IIIa di copertina più che pensare "questo lo facevo anch'io", ho pensato "questa [ndr. "vita"] la vorrei vivere io!!!", provando invidia pari a quella che si prova per il damerino con la stangona. cioè non tanto perchè è damerino, pulitino, figlio di papà quanto perchè ha la stangona oppure, ma meno, per il giocatore che insacca al novantesimo. specie se il sacco è quello della goeba.
qui però c'è una certa differenza. poichè se pensi che la stangona l'ha preso non sei troppo contento...se l'ha preso la goeba sì, sempre, anche se non sei tu il protagonista.

vado a leggere: "F.B. [...] E' stato il direttore della Cinquantesima Biennale di Arti Visive di Venezia nel 2003. E' Manilow Senior Curator del Museo d'Arte Contemporanea di Chicago e direttore artistico di tre fondazioni italiane: Sandretto Re Rebaudengo, Pitti Immagine Discovery e Centro d'arte di Villa Manin. Per Electra Mondadori cura la collana Supercontemporanea. E' curatore di tre porgetti di arte pubblica a Roma per la serie Enel Contempopranea. Collabora regolarmente con "Il riformista", "Vanity fair" e "La gazzetta dello sport". Il suo romanzo "lezioni di fumo" è stato pubblicato da Marsilio Editore nel 2004. Vive negli Stati Uniti."

...come noterete ci sono diverse maiuscole, laddove io le avrei usate solo per gli US, non per questioni di vicinanza ideologica, politica o geo-politica, ma perchè dopo esser stato a NY, alla Hawaii e a San Francisco me ne sono innamorato.

meditate sull'uso e, soprattutto, il "ritorno" garantito dall'uso delle maiuscole...

martedì, luglio 03, 2007

considero valore

Considero valore ogni forma di vita,

la neve, la fragola, la mosca.

Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.

Considero valore il vino finché dura il pasto,

un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato,

due vecchi che si amano.

Considero valore quello che domani non varrà più niente,

e quello che oggi vale ancora poco.

Considero valore tutte le ferite.

Considero valore risparmiare acqua,

riparare un paio di scarpe,

tacere in tempo,

accorrere a un grido,

chiedere permesso prima di sedersi,

provare gratitudine senza ricordarsi di che.

Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord,

qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.

Considero valore il viaggio del vagabondo,

la clausura della monaca,

la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.

Considero valore l’uso del verbo amare

e l’ipotesi che esista un creatore.

Molti di questi valori non ho conosciuto.



Erri de Luca, Opera sull’acqua e altre poesie, Einaudi (2002)

martedì, giugno 12, 2007

superata visita medica!


1) il mio profilo:
nonostante questo fosse quello che intravedevo - ven 08.06.07 - riflesso sullo specchio presente nello studio medico: per la 16esima volta ho superato la visita medico-sportivo per attività agonistica!

i manager della tavola rotonda

2) il mio profilo:
Molti anni fa ci fu un periodo che viene genericamente definito “medievale”. Era un’epoca, ci dicono i romanzieri, di piccoli regni, cavalieri coraggiosi e draghi feroci.
I trasporti e gli spostamenti erano rozzi e difficoltosi, il che implicava quasi sempre la necessità che ciascun regno fosse il più possibile autosufficiente e autonomo. Perciò era fondamentale che tutte le principali arti e professioni dell’epoca fossero correttamente rappresentate in ciascun regno per assicurarne la sopravvivenza. Nella lingua inglese sopravvivono ancora oggi dei cognomi che si rifanno a quelle antiche occupazioni, come Smith, Carpenter, Miller e Baker, solo per citarne alcuni.
Curiosamente, al di là del ruolo specifico, la professione rifletteva anche il profilo della personalità. Questo profilo può fornire una comprensione più ampia dello stile interpersonale e delle tipologie umane necessarie per la sopravvivenza del regno, o per il successo di qualunque organizzazione. Benché la vocazione professionale ne avesse influenzato il nome, non era certo un caso se determinate personalità e determinati stili gravitavano intorno a precise occupazioni. La personalità richiesta da queste arti e da queste professioni corrispondeva alle inclinazioni di chi le esercitava; nasceva così l’antenata della moderna job description. La piena corrispondenza tra la personalità del titolare e il profilo specifico del lavoro era necessaria per la sopravvivenza del regno o per il successo di qualunque organizzazione. I regni più efficaci riuscivano a integrare le differenze, combinandole in un’entità organizzata e poderosa. Con la forza lavoro eterogenea di oggi, il regno aziendale che riconosce e asseconda queste preferenze di personalità potrebbe ottenere lo stesso successo che ebbe a suo tempo il regno di Camelot.
Anche se oggi, almeno in apparenza, siamo liberi di scegliere tra varie alternative di carriera, ognuno di noi ha ancora in sé una vocazione professionale non molto diversa da quella che prevaleva nel Medioevo. Questa inclinazione, correttamente identificata e compresa, può determinare il nostro successo, ma se viene ignorata, rischia di aprire la strada a un clamoroso insuccesso. Poiché quei tempi apparivano meno complicati, torniamo ai regni dell’Europa medievale e vediamo che cosa avremmo fatto a quell’epoca, indipendentemente dalle nostre qualifiche professionali di oggi.

La vostra professionalità specifica, quella del Dottore, si potrebbe ritrovare in quasi tutti i regni più fiorenti dell’epoca. Le vostre emozioni e i vostri sentimenti si basano sulla realtà. Non vi lasciate fuorviare da idee parzialmente abbozzate, né vi dedicate a una sperimentazione radicale o altamente rischiosa. Seguite la strada del noto e dello sperimentato, e non perdete tempo a ragionare su cose che non si possono vedere, toccare, udire, sentire o odorare. In positivo, potete diventare dei grandissimi esperti nella vostra area professionale. Potete fornire e mantenere un servizio coerente e produttivo per gli altri. Non perdete di vista la realtà della situazione e in genere siete in grado di controllare le vostre emozioni. In negativo, le vostre emozioni richiedono un’intesa soddisfazione, il che potrebbe farvi indulgere eccessivamente al cibo, all’alcol o ad altri piaceri sensuali. Curiosamente, la vostra preferenza è perfettamente applicabile nei regni aziendali di oggi.
Tratto da kingdomality.com

martedì, giugno 05, 2007

forse è meglio uscire...

io e il buon goria abbiamo provato con successo la "morra online" via skype.
fantastica...l'unico problema è la temporizzazione degli interventi, ma si supera con un po' di allenamento.
ciao esco

venerdì, maggio 18, 2007

Distorsione dei modelli di riferimento per i giovani d'oggi

L’usabilità? Non serve a niente!

Anni fa, esattamente nell’anno del signore 2000, superata la gran paura del millennium bug, mi venne l’idea balzana di fare la tessera in videoteca per andare a prendere i film in prestito.
Settimo torinese, la mia ridente cittadina, non aveva ancora registrato l’arrivo di blockbuster, ma si viveva bene lo stesso. Forse perché era già stato aperto il McDonald presso il centro commerciale panorama. O forse, quasi sicuramente, perché il tempo trascorso rende il passato molto più accettabile di quanto non fosse nella realtà.
La tessera di “videoplus” la usai poi con una certa parsimonia, non per questioni economiche, come potrebbe dire la mia collega di ufficio che condivide sì la mia isola ma dimostra di conoscermi poco, ma per questioni di tempo. Pur non facendo mai nulla di particolare, ho sempre poco tempo per farlo.
Quando venne aperta una nuova videoteca a pochi metri da casa mia colsi l’occasione per risparmiare tempo e feci una nuova tessera.
Solo dopo diversi anni ho capito che la prima vantava un numero di titoli maggiori – non sto parlando dei porno dove il numero è pressoché identico…così mi ha detto un amico, almeno -
rispetto alla seconda. Ho quindi deciso di mettere un freno alla mia pigrizia, atavica, e sono tornato alle origini.
Ripresentatomi al vecchio negozio di video noleggio dopo anni di assenza, tutto era cambiato.
Il titolare mi dice che c’era stato un cambio di gestione nel 2004 e che quindi la mia vecchia tessera non era più valida “sa i dati non sono più disponibili, la privacy ecc”…
Accettato di buon grado il pippone, ho fatto una nuova tessera.
Il gentile nuovo titolare – NB: ricordo perfettamente che era sempre lui, anche sette anni fa! -
ha iniziato ad illustrarmi la fantastica opzione di prenotazione online ed il funzionamento delle macchine disponibili, per il prelievo “classico”.
“Perché sbattersi a progettare interfacce usabili? E’ inutile!”
mi sono detto dopo che il gentile nuovo-vecchio titolare mi spiegava:
”vai sul sito, il link è videoplus.it.
Vedrai tre voci.
Le prime due sono il catalogo dei porno e lo shop per i prodotti erotici.
Vai sulla terza scritta e clicchi sopra.
Dopo che hai fatto il click con il mouse, vai in una pagina.
In questa pagina sulla sinistra trovi una voce elenco.
Clicchi sulla scritta elenco se vuoi vedere l’elenco;
poi va …”

Non l’ho fermato spiegandogli che qualcosa sulle interfacce web sapevo e che, con buona probabilità, scusate l’arroganza, avrei trovato quello che cercavo anche nel caso di un sito progettato maluccio.
La spiegazione, quasi come un video a supporto delle operazioni da compiere, in realtà era divertente e, in ultima analisi, utile.
Ancora più interattiva la precisa disanima dei box posti nella sala, con tutte le operazioni compiute realmente dal titolare, utilizzando la sua tessera (“quando ti chiede ‘numero video’, tu metti il numero del video”…non l’avrei mai immaginato!?!)
Simpatica anche la mimica riferita all’apri/chiudi della porta del negozio.
Niente di virtuale, proprio quella che si trova fisicamente sull’uscio. O li vicino, insomma ci siamo capiti. Passi la supposta difficoltà per l’ingresso (“accosta la tessera al lettore”) ma l’indicazione del tipo che mi diceva: “quando sei dentro, per uscire gira la maniglia” mi è parsa ridondante.

Ma sembro davvero così tonto?
Bah, forse fa con tutti così!